Tumore della pelle: in Italia la prima immunoterapia

4 Giugno 2020
Tumore della pelle: in Italia la prima immunoterapia

Carcinoma cutaneo a cellule squamose: finora non c’erano terapie specifiche la sopravvivenza media casi più gravi era circa 1 anno.

E’ il secondo tumore della pelle non-melanoma per incidenza, il primo per mortalità. Il carcinoma cutaneo a cellule squamose (Cscc, o spinocellulare) rappresenta il 20% dei tumori cutanei non-melanoma e l’impatto sulla qualità di vita “è molto forte” nei casi in fase avanzata.

Ketty Peris, direttore dell’Unità operativa complessa di Dermatologia, università Cattolica del Sacro Cuore e Policlinico Gemelli di Roma, precisa che il 5% circa di quelli che vengono diagnosticati in un anno e che sono in tutto 11mila secondo le stime in Italia. Per queste persone convivere con un Cscc significa fare i conti con una malattia aggressiva, deturpante, dolorosa, mortale.

Se nelle forme precoci il bisturi o la radioterapia consentono di gestire il problema, per quelle avanzate e aggressive “non è possibilee fino a pochi giorni fa non c’era alcuna terapia sistemica approvata,non un protocollo standardizzato”, con il risultato di avere “percentuali di risposta molto basse a farmaci con importanti effetti collaterali”, dice l’esperta come riporta una nota stampa dell’Adnkronos.

Sopravvivenza e farmaco immunoterapico

“Tra 8 e 15 mesi, con una media di 10-11 mesi”, inferiore quindi all’anno. Da oggi però, con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della determina che ne ammette la rimborsabilità da parte del Servizio sanitario nazionale, è disponibile in Italia cemiplimab, il primo anticorpo monoclonale anti-PD-1 specifico per il trattamento del carcinoma cutaneo a cellule squamose avanzato.

Sviluppato congiuntamente da Sanofi e Regeneron, questo farmaco immunoterapico si lega al recettore del checkpoint immunitario PD-1 (proteina 1 di morte cellulare programmata) bloccandone la via di segnalazione. In questo modo, consente di ripristinare il corretto funzionamento del sistema immunitario, aiutandolo a riconoscere e distruggere il tumore e bloccarne la proliferazione.

“E’ un’ottima notizia per i pazienti e per noi medici la disponibilità anche in Italia di questa nuova terapia che si è dimostrata molto efficace nelle forme avanzate”, sottolinea Paola Queirolo, direttore Oncologia medica del melanoma, sarcoma e tumori rari all’Ieo (Istituto europeo di oncologia) di Milano e responsabile linee guida Aiom tumori cutanei non melanoma.



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