Coronavirus e pet therapy, come portarla avanti in sicurezza

4 Giugno 2020
Coronavirus e pet therapy, come portarla avanti in sicurezza

Le linee guida del ministero della Salute per riprendere gli interventi finalizzati a migliorare la salute dei pazienti con l’aiuto degli animali.

Stiamo sperimentando tutti sulla nostra pelle quanto il Coronavirus sia entrato a gamba tesa nelle nostre vite. Il sistema sanitario, in Italia come altrove, non era preparato a gestire un tale carico di lavoro. Ha retto, anche se abbiamo visto con quali ricadute economiche (leggi l’articolo: Coronavirus, il costo dei ricoveri). E il prezzo da pagare è stato anche in termini di salute.

La salute trascurata

Secondo un’indagine dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), il Covid, monopolizzando l’attenzione per gli enormi carichi di lavoro che ha dato al personale sanitario, ha avuto come conseguenza l’interruzione di fondamentali servizi di prevenzione e cura.

Nel periodo dell’emergenza c’è stato un calo preoccupante delle vaccinazioni (leggi l’articolo: Vaccini mancati, 80 milioni di bambini in pericolo); su 155 Stati partecipanti all’indagine Oms, più della metà (53%) ha interrotto parzialmente o completamente i servizi per il trattamento dell’ipertensione; il 49% quelli per il trattamento del diabete e delle sue complicanze; il 42% quelli per il trattamento del cancro e il 31% quelli per le emergenze cardiovascolari. I servizi di riabilitazione sono stati interrotti in quasi due terzi (63%) dei paesi. Tra questi, anche gli interventi assistiti con animali, meglio noti come pet therapy.

La pet therapy in Italia

Non ci sono prove che gli animali da compagnia abbiano un ruolo nella trasmissione del Covid all’uomo, ma è possibile che alcune specie siano suscettibili all’infezione e che sviluppino occasionalmente la malattia dopo il contatto con persone infette. Perciò si deve evitare che gli animali vengano a contatto con malati di Covid. Dopo il decreto Conte del 15 marzo, la maggior parte dei servizi di pet therapy sono stati sospesi, tranne alcuni progetti di terapia assistita e quelli basati su attività da remoto.

In Italia, le prime linee guida sulla pet therapy sono state adottate nel 2015. Gli animali più spesso coinvolti sono cane, gatto, coniglio, cavallo e asino. Terapie erogate in contesti diversi: strutture sanitarie, socio-sanitarie, sociali ma anche centri cinofili, maneggi o fattorie didattiche. In funzione poi del tipo di animale e delle attività previste, si usano diversi tipi di giochi, attrezzature e materiali, che in questo periodo possono fungere da veicoli passivi per il virus.

La sicurezza di chi fa pet therapy 

Per la ripartenza, nella stragrande maggioranza dei casi si invitano le strutture che fanno pet therapy a rispettare le generali norme di contrasto al Covid: strutture sanitarie e socio-sanitarie, socio- assistenziali, socio-educative, polifunzionali, socio-occupazionali e centri specializzati; strutture scolastiche; istituti di custodia cautelare, di esecuzione delle pene, per l’esecuzione delle misure di sicurezza, a custodia attenuata e centri di osservazione; strutture del ministero della Difesa, come i Centri ippici militari. In tutti questi casi serve un’autorizzazione della direzione della struttura per far ripartire l’attività.

Discorso diverso per fattorie didattiche, fattorie sociali, maneggi, centri cinofili, associazioni. In questi casi, vanno rispettate le seguenti regole:

  • il responsabile della struttura deve integrare il documento di valutazione dei rischi (dvr) [1] considerando il rischio Sars-CoV-2 come indicato da Inail nel “Documento tecnico sulla possibile rimodulazione delle misure di contenimento delcontagio da Sars-CoV-2 nei luoghi di lavoro e strategie di prevenzione” del 9 aprile 2020;
  • gli accessi devono essere regolamentati in modo da garantire il mantenimento di una distanza di almeno un metro tra gli utenti durante l’attività. Ove possibile è comunque da prediligere l’erogazione di interventi individuali;
  • gli utenti devono essere istruiti prima dell’accesso alla struttura sulle modalità di gestione del rischio;
  • il personale della struttura deve essere formato circa le procedure di sicurezza adottate;
  • il responsabile della struttura deve posizionare in punti bene in vista cartelli con le procedure che devono essere adottate dagli utenti;
  • gli interventi devono svolgersi preferibilmente in ambiente aperto;
  • gli utenti e gli operatori devono indossare mascherine chirurgiche;
  • gli utenti e gli operatori devono provvedere ad un’adeguata igienizzazione delle mani (lavare le mani accuratamente per almeno 60 secondi con sapone e acqua tiepida e/o utilizzare gel disinfettanti) o indossare i guanti monouso;
  • i guanti e le mascherine devono essere indossati prima di accedere all’area;
  • le mani o i guanti indossati devono essere igienizzati almeno: in entrata nell’area (maneggio, centro cinofilo, ecc.); in entrata nel setting (area erogazione dell’intervento); in uscita dal setting (area erogazione dell’intervento); in uscita dall’area;
  • devono essere messi a disposizione un numero di erogatori di gel disinfettante/soluzione idroalcolica proporzionale al numero di utenti e operatori previsti e dei punti di ingresso e uscita e almeno uno per area in cui si presume ci sia contatto utente/animale;
  • a completamento delle attività tutto il materiale utilizzato deve essere spruzzato con soluzione di etanolo al 70% a cui deve restare esposto per almeno un paio di minuti o con altro disinfettante come da raccomandazioni dell’Istituto superiore di sanità (Iss). Dopo di che può essere lasciato asciugare in ambiente protetto;
  • gli utenti devono cambiare guanti e mascherine all’uscita della struttura, dove devono essere presenti mascherine pulite, guanti, prodotti igienizzanti e adeguati contenitori per i rifiuti (secco non riciclabile);
  • gli operatori devono cambiare guanti e mascherine regolarmente durante la giornata lavorativa in funzione della durata del loro utilizzo e del numero di sedute effettuate;
  • il contatto tra gli operatori e gli utenti deve essere ridotto al minimo necessario e finalizzato esclusivamente a evitare possibili incidenti durante l’interazione con gli animali;
  • la somministrazione di bevande o cibo non è ammessa nell’area;
  • il consumo di bevande o cibo può avvenire solo in area dedicata secondo le disposizioni previste negli specifici documenti tecnici elaborati da Inail;
  • non è ammesso fumare;
  • dopo ogni seduta, i servizi igienici se utilizzati, devono essere lavati e disinfettati con attenzione ai punti che possono essere toccati dalle mani (maniglie delle porte, rubinetti) secondo quanto previsto dalle raccomandazioni sui disinfettanti nell’attuale emergenza Covid: presidi medico-chirurgici e biocidi e sulla pulizia edisinfezione degli ambienti indoor dell’Iss;
  • a fine giornata lavorativa o con frequenza maggiore in funzione del numero di persone che accedono all’area e della dimensione dei bidoni, i sacchi dei rifiuti devono essere allontanati e sostituiti secondo procedure previste dalle indicazioni ad interim dell’Iss;
  • il personale addetto alle pulizie e allo smaltimento dei rifiuti deve essere adeguatamente istruito sui rischi e munito di adeguati dispositivi di protezione individuali.

La sicurezza degli animali

Il ministero della Salute fa presente che non è prevista, attualmente, in base alle evidenze scientifiche che abbiamo, la necessità di eseguire di routine specifici esami di laboratorio per Sars-Cov-2 negli animali usati per la pet therapy. Gli animali che sono accuditi, risiedono o sono venuti a contatto con uomini positivi al Covid o sospetti positivi o con sintomi senza causa accertata, ma riconducibile a Covid (febbre, temperatura corporea superiore ai 37,5°C, sintomi respiratori), non possono essere coinvolti nella pet therapy.

Per i cavalli, gli asini e le altre specie domestiche il medico veterinario esperto in interventi assistiti con animali impone una sospensione dell’idoneità dell’animale di 72 ore. Si deve quindi procedere alla disinfezione di eventuali finimenti o attrezzature venute a contatto con il soggetto umano infetto utilizzando soluzioni di etanoloal 70% o altri disinfettanti come da raccomandazioni dell’Iss.

L’interazione tra l’animale e l’utente/paziente deve avvenire facendo indossare all’utente/paziente la mascherina chirurgica, a meno che la disabilità o la patologia da cui è affetto glielo renda impossibile. I guanti indossati (o le mani qualora la disabilità dell’utente gli impedisca di indossare i guanti) devono essere igienizzati con gel disinfettante all’ingresso e all’uscita.

Se possibile, in considerazione del contesto e della tipologia di intervento, è opportuno che:

  • qualora la disabilità dell’utente gli impedisca l’utilizzo della mascherina chirurgica, l’animale rimanga a distanza dall’utente di almeno un metro;
  • vengano evitati i contatti tra il volto dell’utente e il muso dell’animale, e i comportamenti di leccamento dell’animale verso l’utente;
  • premi e bocconcini siano somministrati all’animale offrendo il bocconcino depositato all’internodi una ciotola/contenitore.

Qualora le sedute individuali non siano possibili, si deve mantenere la distanza di almeno un metro tra gli utenti, se indossano la mascherina, almeno due metri se la loro disabilità non gli permette di indossare la mascherina chirurgica. Le attrezzature usate nelle sedute (giocattoli, corde, collari, guinzagli, palline ecc.) dovranno essere disinfettate tra una seduta e la successiva spruzzando una soluzione di etanolo al 70% su tutta la superficie, lasciandola agire per almeno due minuti o altri disinfettanti come da raccomandazioni dell’Iss. Successivamente il materiale va lasciato asciugare in luogo protetto.

L’animale che viene a contatto con utenti senza mascherina deve essere pulito utilizzando idonei igienizzanti come da indicazioni della Federazione nazionale ordini veterinari italiani, che raccomanda di evitare prodotti aggressivi e quelli a base alcolica che possono provocare irritazioni e prurito. Vanno usati, invece, prodotti senza aggiunta di profumo (acqua e sapone neutro) e soluzioni molto diluite in acqua, seguite sempre da risciacquo e asciugatura. Per il mantello si consiglia di spazzolarlo e poi passare un panno umido. Il semplice sapone disgrega le proteine di superficie del virus, il risciacquo elimina i residui e l’asciugatura conclusiva rappresentano un metodo di pulizia efficace e innocuo per gli animali.


note

[1] decreto legislativo 81/2008.


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