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Tumore: ultime sentenze

2 Agosto 2020
Tumore: ultime sentenze

Esclusione del risarcimento per i danni derivati dall’uso delle sigarette; responsabilità del datore di lavoro; violazioni delle norme antinfortunistiche ascrivibili al datore di lavoro; danno biologico subito dal lavoratore nello svolgimento delle proprie mansioni; oneri del giudice in tema di accertamento del nesso di causalità.

Fumatore morto a causa di tumore

Nell’accertamento della responsabilità civile il primo presupposto da verificare è l’esistenza del nesso eziologico tra quello che s’assume essere il comportamento potenzialmente dannoso ed il danno che si assume esserne derivato. Una volta verificato che il nesso non sussiste non ha più rilevanza né l’accertamento di un’eventuale colpa, né l’accertamento di una eventuale responsabilità cd. speciale (escluso, nella specie, il risarcimento in favore dei parenti di un fumatore morto a causa di tumore, atteso che il giudice del merito aveva fatto corretta applicazione del principio della “causa prossima di rilievo” costituito nella fattispecie da un atto di volizione libero, consapevole ed autonomo di soggetto dotato di capacità di agire, quale, appunto, la scelta di fumare nonostante la notoria nocività del fumo).

Cassazione civile sez. III, 10/05/2018, n.11272

Integratori alimentari e spot televisivi

Le “Linee Guida ministeriali di riferimento per gli effetti fisiologici” di preparati vegetali, aggiornate nel 2019 in parziale modifica dell’allegato al d.m. 10 agosto 2018 sugli integratori alimentari, sono espressamente previste a supporto della sicurezza del consumatore e, pertanto, non possono essere “reinterpretate”, parafrasate o sostituite; integra una violazione degli artt. 20, 21, comma 1, lett. a) e b), e 23, comma 1, lett. i) e s), del Codice del consumo (d.lg. n. 206/2005) la diffusione di spot televisivi che, in palese violazione delle stesse, attribuiscano ad una linea di integratori alimentari a base di curcuma effetti terapeutici rispetto a diverse patologie gravi o croniche, utilizzando claim quali “effetto preventivo per la protezione del tumore al colon” “disbiosi intestinale” e “antibatterici, antimicotici e antinfiammatori del tutto naturali”.

Infatti, la complessiva presentazione dei prodotti, l’eccesso di enfasi utilizzato nella descrizione degli asseriti effetti curativi e il ricorso a vanti non autorizzati determinano nel consumatore l’erroneo convincimento che l’assunzione degli integratori pubblicizzati possa determinare e/o favorire effetti benefici anche rispetto a dette gravi patologie, in assenza di un qualsivoglia fondamento scientifico.

Garante concorr. e mercato, 18/09/2019, n.27894

Tumore e terapia oncologica

Muovendo da rilievi statistici di sopravvivenza, e rilevato come l’attore sia sopravvissuto ad un tumore allo stadio II B, è incongruo ipotizzare che egli, ove tempestivamente operato mediante un intervento meno demolitivo, non sarebbe sopravvissuto, dovendo viceversa la propria sopravvivenza alla indole maggiormente demolitiva dell’intervento effettivamente subito. In tale assetto, a parità di esito della terapia oncologica – la sopravvivenza dell’attore – egli ha sofferto un pregiudizio conseguente all’inadempimento dei convenuti in punto mancato esperimento di ulteriori accertamenti.

Corte appello Bologna sez. II, 13/03/2017, n.646

Danno biologico subito dal lavoratore

In tema di responsabilità del datore di lavoro per il danno biologico subito dal lavoratore nello svolgimento delle proprie mansioni, per l’affermazione del collegamento – causale o concausale – dell’esposizione all’amianto con l’insorgenza di un tumore polmonare in un manutentore ascensorista, venuto in contatto con ferodi del sistema frenante di ascensori di vecchia fattura, contenenti amianto, è necessario dimostrare l’effettiva ricorrenza delle condizioni di polverosità da asbesto dell’ambiente di lavoro, dovendosi escludere la rilevanza causale (o concausale) della suddetta esposizione rispetto alla malattia, in assenza di asbestosi o di affezione pleurica e in mancanza della prova del superamento del valore-limite di esposizione all’amianto (oggi fissato dall’art. 254, comma 1, d.lgs. 9 aprile 2008, n. 81, che ha sostituito il d.lgs. 15 agosto 1991, n. 277, applicabile “ratione temporis”), essendo scientificamente accertata la dose-dipendenza del carcinoma polmonare rispetto all’esposizione all’amianto; in caso di accertata esposizione al rischio ambientale, può essere presa in considerazione l’eventuale efficienza causale di altri fattori cancerogeni, quali l’abitudine al fumo di sigarette, la quale tuttavia, di regola, non rileva, di per sé, al fine dell’interruzione del nesso causale.

Cassazione civile sez. lav., 30/07/2013, n.18267

L’esposizione al cromo esavalente

In caso di omicidio colposo in danno di lavoratori fumatori, esposti a cromo esavalente e deceduti per tumore polmonare, sussiste il nesso di causalità tra l’omessa adozione da parte del datore di lavoro di idonee misure di protezione rispetto alla esposizione e il decesso dei lavoratori, pur in presenza di altro fattore cancerogeno (quale il fumo di tabacco, idoneo a determinare la stessa patologia neoplastica anche in assenza del fattore di rischio professionale), nel caso in cui l’esposizione al cromo esavalente risulti fattore prevalente, sulla base delle leggi scientifiche e di quelle statistiche e dell’esame complessivo di tutte le evidenze probatorie disponibili, per ciascun singolo lavoratore e avendo riguardo a elementi significativi (quali le mansioni lavorative, la durata della esposizione, il superamento dei valori soglia di assorbimento e di concentrazione, la compatibilità dell’istotipo del carcinoma polmonare, squamoso e o a piccole cellule, con una neoplasia cromo correlata).

Cassazione penale sez. IV, 21/06/2013, n.37762

Invalidità: le conclusioni del consulente tecnico d’ufficio

Nel giudizio in materia di invalidità il vizio – denunciabile in sede di legittimità – della sentenza che abbia prestato adesione alle conclusioni del consulente tecnico d’ufficio è ravvisabile in caso di palese devianza dalle nozioni correnti della scienza medica la cui fonte va indicata, o nella omissione degli accertamenti strumentali dai quali secondo le predette nozioni, non può prescindersi per la formulazione di una corretta diagnosi, mentre al di fuori di tale ambito la censura costituisce mero dissenso diagnostico che si traduce in una inammissibile critica del convincimento del giudice (fattispecie relativa al riconoscimento del danno in favore di un dipendente e della sussistenza del nesso eziologico tra gli anni trascorsi in un luogo di lavoro piccolo e pieno di fumo e la malattia tumore faringeo diagnosticatagli alcuni anni dopo la chiusura del rapporto).

Cassazione civile sez. lav., 09/01/2019, n.276

Il nesso causale fra la condotta dell’oncologo e il decesso

Dall’insuperabilità del dubbio in ordine al nesso di causalità tra la morte da shock settico acuto (e arresto cardiocircolatorio) e la chemioterapia e lo stesso tumore, deriva che il nesso causale tra la condotta dell’oncologo e l’evento morte è inficiato dalle perplessità. In questo quadro, il ritardo nella comunicazione alla paziente del risultato positivo del Pap -test non può conseguentemente porsi con certezza in nesso di causalità con la morte della paziente, visto che non si può escludere che l’infezione sia un evento autonomo rispetto alla chemioterapia e allo stesso tumore. Né che la condotta omissiva del medico sia una concausa dell’evento morte, posto che rimane in termini di dubbio la riconducibilità della morte della paziente alla chemioterapia e allo stesso tumore.

Corte appello Trento, 07/07/2017, n.149

La garanzia del diritto fondamentale alla salute

La garanzia del diritto fondamentale alla salute impedisce l’espulsione dello straniero (nella specie, cittadina peruviana che avrebbe dovuto osservare un rigido protocollo postoperatorio conseguente ad un intervento chirurgico per tumore) che comunque si trovi nel territorio nazionale ove questi, dall’immediata esecuzione del provvedimento, potrebbe subirne un irreparabile pregiudizio, dovendo tale garanzia comprendere non solo le prestazioni di pronto soccorso e di medicina d’urgenza, ma anche tutte le altre prestazioni essenziali per la vita

Cassazione civile sez. VI, 27/06/2016, n.13252

La patologia oncologica nei lavoratori esposti all’amianto

In tema di sussistenza del nesso di causalità tra la condotta omissiva del datore di lavoro e l’insorgenza del mesotelioma pleurico in lavoratori esposti all’amianto in uno stabilimento petrolchimico, riconoscendone la natura di tumore dose-dipendente, ovvero patologia oncologica che pur potendo insorgere per esposizioni estremamente basse aumenta la probabilità d’insorgenza con l’aumento della dose cumulativa che riduce i tempi di latenza e anticipa l’insorgenza della malattia, non è indispensabile stabilire l’esatto momento dell’insorgenza della malattia poiché la condotta doverosa del datore di lavoro di apprestare le dovute misure di protezione avrebbe potuto incidere quantomeno sul termine di latenza.

(Nel caso di specie, il Tribunale condanna i datori di lavoro per omicidio colposo plurimo in relazione alla morte di undici dei settantaquattro lavoratori deceduti che avevano prestato attività lavorativa presso lo stabilimento petrolchimico dal 1970 al 1989).

Tribunale Mantova, 12/01/2015, n.1142

Tumore e asportazione di parte del polmone

L’astratta previsione della patologia “tumore maligno” come causa di permanente inidoneità al volo di cui all’art. 586 comma 1 lett. c) n. 1, d.P.R. n. 90 del 2010, trova concreta applicazione in relazione alla circostanza che l’asportazione di parte del polmone del ricorrente costituisce comunque una alterazione funzionale non compatibile con l’esercizio dell’attività di volo.

T.A.R. Roma, (Lazio) sez. I, 12/11/2013, n.9609

L’impatto devastante della patologia sull’equilibrio fisico del malato

Nel caso di morte conseguente alla contrazione di un tumore, ai fini liquidatori, deve considerarsi l’idoneità della patologia “de qua” a debilitare il malato, privandolo gradualmente di tutte o alcune delle sue funzioni vitali, nonché, in generale, dell’impatto devastante che la stessa è idonea a esercitare sull’equilibrio fisico del malato.

Tribunale Brindisi, 26/04/2013

Morte di un lavoratore a seguito di adenocarcinoma

L’accertamento del nesso di causalità tra le violazioni delle norme antinfortunistiche ascrivibili al datore di lavoro e l’evento morte, dovuto a adenocarcinoma, di un lavoratore fumatore esposto, nel corso della sua esperienza lavorativa, all’amianto deve, anzitutto, aver riguardo al carattere multifattoriale della predetta patologia e, pertanto, alla sua riconducibilità ad una pluralità di possibili fattori causali; in tal caso il giudice non può ricercare il legame eziologico, necessario per la tipicità del fatto, sulla base di una nozione di concausalità meramente medica, dovendo le conoscenze scientifiche essere ricondotte nell’alveo di una causa condizionalistica necessaria.

Ne consegue che, per affermare la causalità della condotta omissiva del datore di lavoro, nell’insorgenza del tumore polmonare del lavoratore, occorre dimostrare che esso non abbia avuto esclusiva origine dal prolungato ed intenso fumo di sigarette e che l’esposizione all’amianto sia stata una condizione necessaria per l’insorgenza o per la significativa accelerazione della patologia.

(In motivazione la Corte, censurando la decisione impugnata, afferma che essa “attinge ad un concetto vago di causalità e concausalità che, se consentito in ambito medico, deve in ambito penale essere trasfuso in precise categorie giuridiche”).

Cassazione penale sez. IV, 21/12/2011, n.11197



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3 Commenti

  1. A mia cugina hanno diagnosticato anni fa un tumore. In una prima visita non si erano accorti di nulla, ma poi lei si era accorta di alcuni sintomi ed era andata nuovamente a visita. Per fortuna, sono riusciti a prendere in tempo e curarla tempestivamente. Ora, ha fortunatamente sconfitto il cancro e ha pure una bella famiglia. Per chi teme che non si sia vita dopo il tumore, posso dirvi che lei è la dimostrazione che tutto può migliorare. Bisogna ovviamente, evitare le cattive abitudini, tipo fumo (lei fuma ancora ahimé), fare lunghe passeggiate e seguire un’alimentazione sana

  2. Purtroppo, è il male del secolo. Una delle malattie più diffuse e difficilmente curabili. Poi, ovviamente, dipende dal tipo di tumore. Ci sono le forme più difficili da diagnosticare, tipo il tumore allo stomaco o al pancreas, che si manifestano solo quando è troppo tardi e si è in uno stadio avanzato. Allora, la cosa migliore è ascoltare sempre il proprio corpo e rivolgersi al medico in presenza di certi sintomi. E poi informasi leggendo articoli scritti con cognizione di causa e non presi da siti improvvisati. Tipo io qui ho letto interessanti articoli. Se possibile, potete postarli così li faccio leggere anche ad alcuni dei miei contatti? Grazie mille

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