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Cancro: ultime sentenze

3 Agosto 2020
Cancro: ultime sentenze

Orientamenti dell’Organizzazione mondiale della sanità; malattie professionali; prova del nesso causale tra malattia e attività lavorativa; diminuzione delle difese immunitarie; consumo di sigarette, tumore al polmone e decesso del fumatore.

Cancro al polmone

La produzione e commercializzazione di sigarette costituisce attività pericolosa ai sensi dell’art. 2050 c.c., poiché il rilevante pericolo che essa introduce consegue all’uso tipico e normale del prodotto e non ad un suo uso anomalo. Il produttore è responsabile, non avendo dimostrato di aver informato i fumatori circa il rischio specifico di contrarre il cancro al polmone già prima dell’introduzione, ad opera della legge, dell’obbligo di inserire avvisi nelle etichette dei prodotti. La consapevolezza circa il suddetto rischio è stata acquisita dai fumatori solo dopo tale momento.

La condotta del fumatore che, pur avendo conseguito, grazie agli avvisi di legge, conoscenza del carattere nocivo delle sigarette, non ha smesso di fumare comporta una riduzione del risarcimento nella misura del 20%, calcolata tenuto conto sia della inidoneità della cessazione dell’uso del prodotto ad evitare il danno, dopo una prolungata esposizione al fumo, sia della assuefazione indotta dalle sostanze presenti nello stesso.

Tribunale Milano sez. X, 14/07/2014, n.9235

Trattamenti contro il cancro

Una cessione di beni, come i medicinali citostatici, prescritti nell’ambito di un trattamento ambulatoriale contro il cancro da medici che esercitano come professionisti indipendenti all’interno di un ospedale, non può essere esentata dall’imposta sul valore aggiunto in forza dell’articolo 13, A, paragrafo 1, lettera c), della sesta direttiva 77/388/CEE del Consiglio, del 17 maggio 1977, in materia di armonizzazione delle legislazioni degli Stati membri relative alle imposte sulla cifra di affari – Sistema comune di imposta sul valore aggiunto: base imponibile uniforme, come modificata dalla direttiva 2005/92/CE del Consiglio, del 12 dicembre 2005, a meno che tale cessione sia materialmente ed economicamente inscindibile dalla prestazione di cure mediche principale, cosa che spetta al giudice del rinvio verificare.

(Fattispecie relativa al rifiuto opposto dall’ufficio delle imposte tedesco riguardo all’esenzione dall’imposta sul valore aggiunto della fabbricazione e della cessione di medicinali citostatici, somministrati, nell’ambito di trattamenti contro il cancro, all’interno di una clinica).

Corte giustizia UE sez. III, 13/03/2014, n.366

Risarcibilità danno da fumo attivo

È risarcibile il danno da fumo attivo, laddove la vittima sia morta a causa di cancro; ai fini del risarcimento, è necessario tener presenti tutti i danni eziologicamente collegati, tra cui, oltre al danno morale (il c.d. “pretium doloris” ), anche quello relativo alla perdita del rapporto parentale, con i conseguenti pregiudizi alla quotidianità della vita, quale si era in precedenza instaurata.

Cassazione civile sez. III, 30/10/2007, n.22884

L’indennità di accompagnamento

Le persone malate di cancro e debilitate dalla chemioterapia possono ottenere l’indennità di accompagnamento, anche se l’inabilità riguarda un periodo molto breve.

Cassazione civile sez. lav., 27/05/2004, n.10212

Fumo e causa dell’insorgenza della malattia

Pur nell’incertezza che caratterizza l’eziopatogenesi della neoplasia maligna, la sussistenza dello stato di forte fumatore (nella specie di 40 sigarette al giorno) costituisce di per sè causa sufficiente e necessaria dell’insorgenza della malattia, considerato che i risultati della ricerca scientifica hanno documentato in maniera certa che il cancro al polmone ha come causa nella stragrande maggioranza dei casi proprio il fumo di tabacco.

Corte Conti, (Liguria) sez. reg. giurisd., 25/11/2002, n.917

Concentrazione ammissibile di arsenico nell’acqua potabile

In tema di concentrazione ammissibile di arsenico nell’acqua potabile, con decisione del 28.10.2010 n. 7605 la Commissione Europea ha rilevato che le prove scientifiche nei documenti indicati in riferimento negli orientamenti dell’Organizzazione mondiale della sanità e nel parere del comitato scientifico dei rischi sanitari e ambientali consentono deroghe temporanee fino a 20 µg/l, mentre valori di 30 40 e 50 µg/l determinerebbero rischi sanitari superiori, in particolare talune forme di cancro, e conseguentemente non ha concesso le deroghe richieste dall’Italia per valori superiori a 20 µg/l.

Tribunale Roma sez. II, 02/11/2017, n.20581

Accertamento della natura professionale di una malattia

In materia di malattie professionali, l’indagine a cui è chiamato il giudice nell’accertamento della natura professionale di una malattia differisce a seconda che questa sia o meno “tabellata” in base al Dpr 336/1994. Dall’inclusione nelle apposite tabelle sia della lavorazione che della malattia, infatti, deriva una presunzione di eziologia professionale della patologia sofferta, “con il conseguente onere di prova contraria a carico dell’Inail”.

Nel caso, viceversa, di malattia non tabellata, la prova del nesso causale è a esclusivo carico del lavoratore. A ricordare questa regola è la Cassazione pronunciandosi su un caso che vedeva contrapposti un lavoratore malato di cancro e l’Inail. Nel caso di specie, la prova del nesso causale tra l’attività lavorativa svolta e la malattia professionale lamentata dal lavoratore, esposto a esalazioni di vernici contenenti sostanze “non tabellate”, era a carico del lavoratore.

Cassazione civile sez. lav., 05/09/2017, n.20769

Cancro e messaggi pubblicitari ingannevoli

È ingannevole il messaggio pubblicitario di una nota fondazione per la ricerca contro il cancro che proponga la domanda retorica “lo sai che una porzione di noci al giorno contribuisce a ridurre il rischio di tumori?” arricchita da un richiamo alle presunte proprietà di alcune componenti delle noci quali omega 3, minerali e vitamine a ridurre infiammazioni, ipertensione, sovrappeso e fattori che vanno ad aumentare il rischio di tumori, in presenza di letteratura scientifica che si limiti ad affermazioni assai incerte secondo le quali il consumo di noci, associazione ad altri fattori variamente indicati, “può contribuire” ad una riduzione del rischio di tumori, essendo proprio l’uso della parola “contribuisce” in luogo dell’espressione “può contribuire” ad integrare l’ingannevolezza del messaggio.

Giurì cod. aut. pubb.ria, 21/03/2017, n.21

Esclusione del nesso di causalità tra la patologia contratta e i predetti fenomeni

La pericolosità del fenomeno dell’esposizione all’uranio impoverito e della sottoposizione a numerose vaccinazioni in occasione della partecipazione di un militare a missioni in teatro operativo devono indurre il Comitato di Verifica per le Cause di Servizio ad evidenziare con chiarezza le ragioni per cui, nello specifico caso del ricorrente, si doveva ritenere escluso il notorio effetto teratogeno delle numerose vaccinazioni (registrare nel libretto sanitario) a cui era stato sottoposto il ricorrente asseritamente senza il rispetto della tempistica prescritta dalla scienza medica – che comporta una diminuzione delle difese immunitarie (con conseguente aumento del rischio di ammalarsi di cancro), come ripetutamente chiarito dalla giurisprudenza in materia e dell’ormai parimenti noto effetto teratogeno dell’esposizione alle polveri dell’uranio impoverito e di nano particelle di minerali pesanti che ha indotto il legislatore a riconoscere l’esistenza del rischio specifico correlato all’impiego nei teatri operativi e di conseguenza a prevedere la concessione di appositi benefici economici in favore del personale interessato (art. 1079 comma 1, d.P.R. n. 90 del 2010 e già con l’abrogato art. 2, d.P.R. n. 37 del 2009 emanato in attuazione dell’art. 2 commi 78 e 79, l. n. 244 del 2007).

T.A.R. Trieste, (Friuli-Venezia Giulia) sez. I, 01/12/2015, n.530

Immissioni elettromagnetiche: valutazione della tollerabilità

Ai fini della valutazione della tollerabilità delle immissioni elettromagnetiche ex art. 844 c.c. assumono rilevanza probatoria gli studi statistici, ancorché non confermati da studi sperimentali, laddove, come nel caso dei campi elettromagnetici indotti da elettrodotti, aggregano e verificano i risultati di una pluralità di studi epidemiologici consistendo dunque in una sintesi di notevole spessore scientifico tanto da indurre l’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (Iarc) ad inserire l’esposizione a campi elettromagnetici a bassa frequenza come “possibile cancerogeno”.

Corte appello Milano sez. II, 31/08/2009, n.2168

Affezione tubercolare e cancro polmonare: c’è interdipendenza?

Non sussiste interdipendenza tra affezione tubercolare e cancro polmonare, vista la sostanziale indipendenza dei fenomeni morbosi, ed essendo la presunzione di interdipendenza ex art. 2 lett. m) l. n. 261/1991 una presunzione “iuris tantum”, destinata a cedere il passo alla prova contraria, rappresentata nella specie dalla natura endogeno – costituzionale del carcinoma letale.

Corte Conti, (Abruzzo) sez. reg. giurisd., 04/01/2007, n.1



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