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Resistenza a pubblico ufficiale: giurisprudenza

30 Luglio 2020
Resistenza a pubblico ufficiale: giurisprudenza

Arresto in flagranza; condotta del soggetto che si da alla fuga per sfuggire alle forze dell’ordine; condotta aggressiva e intimidatoria.

Reato di resistenza a pubblico ufficiale

In tema di resistenza a pubblico ufficiale, non è necessario, ai fini dell’integrazione del delitto, che sia concretamente impedita la libertà di azione del pubblico ufficiale, essendo sufficiente che si usi violenza o minaccia per opporsi al compimento di un atto dell’ufficio o del servizio, indipendentemente dall’esito, positivo o negativo, di tale azione e dall’effettivo verificarsi di un ostacolo al compimento degli atti indicati.

(Fattispecie relativa a un imputato che aveva tentato di fuggire durante un controllo dei carabinieri, rivolgendo inoltre ai predetti minacce di morte per indurli a lasciarlo andare e cercando di forzare con la propria auto il posto di blocco).

Cassazione penale sez. VI, 08/01/2020, n.5459

Resistenza a pubblico ufficiale: l’elemento materiale

Affinché si configuri il reato di cui all’art. 337 c.p, non è necessario che sia impedita, in concreto, la libertà di azione dell’ufficiale, essendo, invero, sufficiente che si usi violenza o minaccia per opporsi al compimento di un atto di ufficio o di servizio, a prescindere dall’esito positivo o negativo di tale azione e dall’effettivo verificarsi di un impedimento che ostacoli il compimento degli atti predetti.

L’elemento materiale della violenza può, pertanto, ravvisarsi nella condotta del soggetto agente che si dia alla fuga, alla guida di un’autovettura, non limitandosi a cercare di sottrarsi all’inseguimento, ma ponendo deliberatamente in pericolo, con manovre di guida pericolose, l’incolumità personale degli agenti inseguitori e/o degli utenti della strada.

Corte appello Ancona, 17/02/2020, n.73

Circostanze ostative all’arresto in flagranza

In tema di circostanze ostative all’arresto in flagranza, rappresentate dalla causa di giustificazione dell’adempimento di un dovere o dell’esercizio di una facoltà legittima, e da una causa di non punibilità, non è richiesto che le stesse sussistano con evidenza, potendo essere anche solo verosimilmente esistenti.

(Fattispecie relativa ad arresto in flagranza per il delitto di resistenza a pubblico ufficiale, in cui la Corte ha ritenuto corretta la non convalida per la sussistenza, ritenuta percepibile dagli operanti, della scriminante dell’adempimento del dovere di soccorso in mare di naufraghi).

Cassazione penale sez. III, 16/01/2020, n.6626

Ripresa fotografica effettuata dai vigili urbani 

Non integra il reato di cui all’art. 615-bis c.p. la ripresa fotografica da parte del pubblico ufficiale di comportamenti che si svolgono in luoghi di privata dimora i quali siano liberamente osservabili dall’esterno senza ricorrere a particolari accorgimenti, in quanto la tutela della riservatezza del domicilio è limitata a ciò che ivi si compie in modo da renderlo tendenzialmente non visibile ad estranei.

(Fattispecie relativa al reato di resistenza a pubblico ufficiale, rispetto al quale è stata esclusa, ai sensi dell’art. 393-bis c.p., l’arbitrarietà della ripresa fotografica effettuata da vigili urbani, attraverso il cancello semiaperto della proprietà del ricorrente, al fine di verificare se fossero in corso di realizzazione abusi edilizi).

Cassazione penale sez. VI, 05/03/2020, n.9932

Soggetto gravato da precedenti penali

In tema di recidiva, non può essere esclusa se il soggetto abbia numerosi precedenti, anche specifici in cui i fatti siano avvenuti in un arco temporale contenuto e siano sintomatici di disprezzo per i beni giuridici sia del patrimonio che dell’incolumità personale.

(Nel caso di specie, il soggetto era gravato da precedenti penali come rissa, resistenza a pubblico ufficiale, detenzione e porto illegale di armi, danneggiamento e aveva commesso il reato di resistenza a pubblico ufficiale mentre operavano lo sgombero dell’appartamento occupato abusivamente).

Corte appello Torino sez. IV, 02/10/2019, n.6047

Aggravante della connessione teleologica

È ravvisabile l’aggravante della connessione teleologica, di cui all’art. 61, comma 1, n. 2, c.p., allorché la violenza, con cui gli imputati abbiano consapevolmente prodotto le lesioni, non risulti fine a se stessa, ma legata, come nella fattispecie, allo scopo di resistere ai pubblici ufficiali.

La predetta aggravante è applicabile ad esempio nel caso in cui il reato-mezzo, ossia le lesioni personali, ed il reato-fine, ossia la resistenza a pubblico ufficiale, siano commessi con un’unica azione (cd. reati contestuali), dal momento che è irrilevante qualsiasi considerazione di ordine cronologico tra un reato e l’altro, posto il fondamento essenzialmente soggettivo dell’aggravante stessa nel nostro sistema legislativo.

Di talché, la contestualità del reato-fine e del reato-mezzo non può alterare in alcun modo il presupposto intenzionale che giustifica l’aggravante della pena e che si identifica con la maggiore pervicacia e pericolosità del soggetto agente, quante volte il reato-mezzo sia stato funzionalmente preordinato.

Tribunale Napoli sez. V, 26/11/2019, n.12377

Chi commette resistenza a pubblico ufficiale?

Integra il delitto di resistenza a pubblico ufficiale e non quello di violenza contro un inferiore, di cui all’art. 195 c.p.m.p., la condotta del carabiniere che usi violenza nei confronti di colleghi di grado inferiore al fine di opporsi al compimento di un atto d’ufficio, in quanto la connotazione finalistica del delitto comune determina la lesione dell’interesse al buon andamento della pubblica amministrazione, mentre il delitto speciale tutela esclusivamente l’ordinamento militare.

Cassazione penale sez. VI, 24/09/2019, n.51581

Resistenza a pubblico ufficiale: l’elemento della violenza

In tema di resistenza a pubblico ufficiale, integra l’elemento materiale della violenza la condotta del soggetto che, per sfuggire all’intervento delle forze dell’ordine, si dia alla fuga, alla guida di un’autovettura, ponendo deliberatamente in pericolo, con una condotta di guida pericolosa, l’incolumità personale degli altri utenti della strada.

Cassazione penale sez. I, 04/07/2019, n.41408

Quando non è integrato il reato di resistenza a pubblico ufficiale?

Non è integrato il reato di resistenza a pubblico ufficiale se non è ravvisabile nella condotta la violenza e la minaccia.(Nel caso di specie, l’imputato era stato fermato per una contravvenzione al codice della strada ed aveva insinuato che i militi che lo stavano contravvenzionando non avessero il “fegato” di procedere analogamente nei confronti di soggetti poco raccomandabili, che egli identificava con gli zingari del proprio quartiere, ritenuti capaci di intimidire le forze di polizia, consigliandogli di concentrare la loro attenzione con questi e non nei confronti di soggetti evidentemente innocui).

Corte appello L’Aquila, 06/11/2019, n.2075

Resistenza a pubblico ufficiale: la condotta aggressiva e intimidatoria

Non può essere concessa la lieve entità del fatto reato di resistenza a pubblico ufficiale se la condotta oltre ad essere aggressiva e anche intimidatoria.

(Nel caso di specie, si trattava di un soggetto pluripregiudicato che mentre gli veniva notificato il provvedimento di revoca della sospensione dell’ordine di carcerazione spingeva contro il muro l’agente operante mentre  a tutti gli operanti  disse che una volta uscito dal carcere li avrebbe incontrati e messi sotto con il camion ).

Corte appello Torino sez. IV, 04/10/2019, n.6170

Sostituzione della custodia cautelare con gli arresti domiciliari

In caso di presentazione, da parte dell’imputato, di istanza per la sostituzione della custodia cautelare in carcere con la misura degli arresti domiciliari, l’apprezzamento della pericolosità del soggetto sottoposto alla misura coercitiva è riservato al giudice di merito, ed è incensurabile in sede di legittimità se congruamente e logicamente motivato.

(Nel caso di specie, la S.C. ha dichiarato inammissibile il ricorso dell’imputato avverso l’ordinanza del tribunale del riesame con la quale è stato respinto l’appello avente ad oggetto il provvedimento di rigetto dell’istanza di sostituzione della custodia cautelare in carcere con gli arresti domiciliari presso una struttura protetta di tipo comunitario, ritenendo esaustiva la motivazione sulla pericolosità del ricorrente e l’inadeguatezza della misura cautelare meno afflittiva, basata tra l’altro sui precedenti di resistenza a pubblico ufficiale e lesioni, e dalla commissione di un nuovo fatto di spaccio successivo a quello per cui si procede).

Cassazione penale sez. IV, 24/04/2020, n.13899

Guida di autovettura con manovre finalizzate ad impedire l’inseguimento

Integra il reato di resistenza a pubblico ufficiale la condotta di colui che, per sottrarsi alle forze di polizia, non si limiti alla fuga alla guida di un’autovettura, ma proceda ad una serie di manovre finalizzate ad impedire l’inseguimento, così ostacolando concretamente l’esercizio della funzione pubblica e inducendo negli inseguitori una percezione di pericolo per la propria incolumità.

Cassazione penale sez. II, 17/10/2019, n.44860



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