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Medici specializzandi: ultime sentenze

30 Luglio 2020
Medici specializzandi: ultime sentenze

Nuovo ordinamento scuole universitarie di specializzazione in medicina e chirurgia; disparità di trattamento tra i medici specializzandi iscritti presso le Università italiane e quelli iscritti in scuole di altri paesi Europei; retribuzione della formazione degli specializzandi.

Medici specializzandi e retribuzione

Lo specializzando che faccia valere la pretesa risarcitoria per ritardata attuazione delle direttive comunitarie in materia di retribuzione dei medici specializzandi, è tenuto a dimostrare solo la mera frequenza di un corso rientrante negli appositi elenchi e non che il corso medesimo fosse esclusivo e a tempo pieno.

Tribunale Roma sez. II, 06/05/2020, n.6939

Medici specializzandi: le borse di studio 

A partire dal 1998 e sino al 2005 le borse di studio dei medici specializzandi non erano soggette all’incremento triennale previsto dal c. 1 dell’art. 6 del D. Lgs. n. 257 del 1991.

Tribunale L’Aquila, 18/06/2019, n.450

Medici specializzandi e diritto al risarcimento

L’inquadramento giuridico della domanda volta ad accertare la responsabilità dello Stato italiano per la mancata o tardiva attuazione di direttive comunitarie non auto-esecutive con riferimento alla vicenda dei medici specializzandi è quello dell’inadempimento di una obbligazione ex lege di natura indennitaria per attività non antigiuridica, che non è subordinata alla sussistenza del dolo o della colpa ed è riconducibile all’area della responsabilità contrattuale, con conseguente applicazione dell’ordinario termine decennale di prescrizione; il termine quinquennale previsto dall’art. 4, comma 43, della legge n. 183 del 2011 è stato invece ritenuto applicabile solo ai fatti verificatisi successivamente alla sua entrata in vigore (1°.1.2012) perché, in assenza di una espressa previsione, non può avere natura interpretativa o, comunque, retroattiva.

Tribunale Roma sez. II, 17/04/2020, n.6284

Frequentazione dei corsi formativi

La costituzione in mora non deve avere formule sacramentali e deve essere interpretata in buona fede.(Nel caso di specie si trattava di una diffida ad adempiere da parte di un medico specializzando inviata alla Presidenza del Consiglio dei Ministri e al Rettore dell’Università  a corrispondere un’ adeguata remunerazione indicando perciò la volontà a far valere una pretesa al ristoro da mancato adeguamento alle direttive comunitarie 75/362, 75/363 e 82/76/CEE, riguardanti il diritto dei medici specializzandi ad essere adeguatamente remunerati per la frequentazione dei relativi corsi formativi, interrompendo il termine decennale di prescrizione). La costituzione in mora non deve avere formule sacramentali e deve essere interpretata in buona fede.

(Nel caso di specie si trattava di una diffida ad adempiere da parte di un medico specializzando inviata alla Presidenza del Consiglio dei Ministri e al Rettore dell’Università  a corrispondere un’ adeguata remunerazione indicando perciò la volontà a far valere una pretesa al ristoro da mancato adeguamento alle direttive comunitarie 75/362, 75/363 e 82/76/CEE, riguardanti il diritto dei medici specializzandi ad essere adeguatamente remunerati per la frequentazione dei relativi corsi formativi, interrompendo il termine decennale di prescrizione).

Corte appello Firenze sez. II, 19/02/2020, n.450

Scuole di specializzazione ante 2006-2007

Il nuovo ordinamento delle scuole universitarie di specializzazione in medicina e chirurgia introdotto con il d.lg. n. 36 del 1999 – a decorrere dall’anno accademico 2006-2007, in base alla l. n. 266 del 2005 – e il relativo meccanismo di retribuzione non possono ritenersi il primo atto di effettivo recepimento degli obblighi derivanti dalle direttive comunitarie, in particolare per quanto riguarda la misura della remunerazione spettante ai medici specializzandi, ma costituiscono il frutto di una successiva scelta discrezionale del legislatore nazionale, non vincolata o condizionata dai suddetti obblighi. Non sussiste, pertanto, alcun obbligo dello Stato di estendere il nuovo trattamento economico ai medici che hanno frequentato le scuole di specializzazione negli anni accademici anteriori al 2006-2007.

Al riguardo, inoltre, non sussiste alcuna irragionevole disparità di trattamento tra gli specializzandi iscritti ai corsi di specializzazione a decorrere dall’anno 2006-2007 e quelli frequentanti i corsi nei precedenti periodi accademici, ben potendo il legislatore differire nel tempo gli effetti di una riforma, senza che, per ciò solo, ne possa derivare una disparità di trattamento tra soggetti che, in ragione della applicazione differente nel campo della normativa in questione ricevano trattamenti diversi.

Cassazione civile sez. III, 12/02/2020, n.3359

Domanda risarcitoria dei medici specializzandi

Legittimato passivo rispetto alla domanda risarcitoria spiegata dai medici specializzandi non è il MIUR ma è soltanto lo Stato-persona rappresentato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, in virtù del carattere generale delle sue attribuzioni in tema di indirizzo dell’azione di governo e di iniziativa per l’adeguamento dell’ordinamento interno alla normativa europea, ai sensi dell’art. 3, d.lgs. 30 luglio 1999, n. 303.

Tribunale Roma sez. II, 13/06/2019, n.12493

Mancata remunerazione dei medici specializzandi 

Solo dalla data di entrata in vigore della Legge n. 370/1999 (27.10.1999), e non prima, può ritenersi iniziato il corso della prescrizione (ordinaria decennale) ex art. 2946 c. c. della pretesa risarcitoria da mancata remunerazione per tutti quegli specializzandi medici ammessi alle scuole di specializzazione negli anni accademici dal 1983 al 1991.

Corte appello Reggio Calabria, 01/10/2019, n.797

La disciplina del trattamento economico dei medici specializzandi

La disciplina del trattamento economico dei medici specializzandi, prevista dal D.Lgs. n. 368 del 1999, art. 39, si applica, per effetto di ripetuti differimenti, in favore dei medici iscritti alle relative scuole di specializzazione solo a decorrere dall’anno accademico 2006-2007 e non a quelli iscritti negli anni antecedenti e ritenuto tale diversità di trattamento non irragionevole, in quanto il legislatore è libero di differire gli effetti di una riforma ed il fluire del tempo costituisce di per sé idoneo elemento di diversificazione della disciplina; ha, inoltre, escluso la configurabilità di una situazione di disparità di trattamento tra i medici specializzandi iscritti presso le Università italiane e quelli iscritti in scuole di altri paesi Europei, in difetto di comparabilità delle situazioni giuridiche, non avendo la Direttiva 93/16/CEE previsto o imposto uniformità di disciplina e di trattamento economico; ha escluso disparità di trattamento con i medici neoassunti nell’ambito del SSN, non comparabili in ragione della peculiarità del rapporto dei medici specializzandi che si svolge nell’ambito della formazione specialistica.

Cassazione civile sez. lav., 17/01/2020, n.992

Medici specializzandi: riconoscimento del diritto risarcitorio

In particolare, si rende necessario sottoporre alla valutazione del Primo Presidente, ed eventualmente delle Sezioni Unite, la questione sulla portata dell’estensione temporale del principio – che ha condotto a riconoscere l’obbligo risarcitorio nei termini sopra specificati per le posizioni a cavallo del 1982 – 1983, per il periodo successivo al 1.1.1983 – anche in favore dei medici specializzandi che abbiano iniziato il corso antecedentemente al 1982, sempre relativamente alla frazione temporale successiva al 1982, in ragione della evidenziata carenza di convincenti ragioni giustificative della esclusione affermata dalla giurisprudenza di legittimità sopra passata in rassegna; il riconoscimento del diritto risarcitorio anche per costoro per il periodo successivo al 1982 potrebbe, invero, trovare fondamento nel principio secondo cui la legge sopravvenuta disciplina il rapporto giuridico in corso allorché esso, sebbene sorto anteriormente, non abbia ancora esaurito i propri effetti e purchè la norma innovatrice non sia diretta a regolare il fatto generatore del rapporto, ma il suo protrarsi nel tempo, ciò che dovrebbe essere oggetto di valutazione in ragione dell’evidenziato perdurare del contrasto giurisprudenziale, che non può ritenersi affatto superato alla luce delle considerazioni svolte.

Cassazione civile sez. lav., 16/01/2020, n.821

Competenza controversie che coinvolgono medici specializzandi

Secondo le regole generali in materia di attribuzione della giurisdizione in tema di impiego pubblico, non rientrando i medici specializzandi tra le categorie legislativamente previste del personale in regime di diritto pubblico, è il giudice ordinario ad avere cognizione sulle controversie legate al relativo rapporto di lavoro.

Inadempimento dello Stato italiano all’obbligo di attuare la normativa comunitaria

L’azione esperibile dai medici specializzandi iscritti negli anni accademici anteriori al 1991 non è quella contrattuale (non essendo le direttive auto esecutive) ma esclusivamente quella risarcitoria del danno derivato dall’inadempimento dello Stato italiano all’obbligo di attuare la normativa comunitaria; il diritto al risarcimento del danno da inadempimento della direttiva n. 82/76/CEE, riassuntiva delle direttive n. 75/362/CEE e n. 75/363/CEE, può essere riconosciuto solo a favore dei soggetti che abbiano seguito corsi di specializzazione medica iniziati negli anni dal 1° gennaio 1983 all’anno accademico 1990-1991.

Tribunale Roma sez. II, 02/08/2019, n.15983

Quando non spetta il diritto al risarcimento in favore dei medici specializzandi?

Non spetta il diritto al risarcimento in favore dei medici specializzandi per inadempimento della direttiva 26 gennaio 1982, n. 82/76/CEE, riassuntiva delle direttive 16 giugno 1975, n. 75/362/CEE e n. 75/363/CEE, a coloro che abbiano frequentato corsi di specializzazione non comuni ad almeno due Stati dell’UE in base agli elenchi di dette direttive e li abbiano conclusi prima dei decreti ministeriali di conformità delle specializzazioni conseguite a quelle elencate, non potendosi ravvisare un illecito comunitario nel mancato ampliamento del novero delle specializzazioni equipollenti, il quale costituiva una facoltà per gli Stati membri e non già un obbligo imposto dalla normativa comunitaria.

Cassazione civile sez. III, 26/07/2019, n.20303

Omessa o tardiva trasposizione delle direttive comunitarie

In caso di omessa o tardiva trasposizione da parte del legislatore italiano delle direttive comunitarie (nella specie, le direttive n. 75/362/CEE e n. 82/76/CEE, non autoesecutive, in tema di retribuzione della formazione dei medici specializzandi), sorge, conformemente ai principi più volte affermati dalla Corte di giustizia dell’Unione europea, il diritto degli interessati alla percezione della adeguata remunerazione stabilita dalle norme interne di recepimento; ne consegue che, ove il medico abbia conseguito più di una specializzazione, al medesimo va riconosciuta la remunerazione per ciascuna di esse.

Cassazione civile sez. III, 25/07/2019, n.20095

Scuola di specializzazione in medicina: diritto alla borsa di studio

In tema di trattamento economico dei medici specializzandi, il mancato inserimento di una scuola di specializzazione in medicina e chirurgia, attivata presso un’Università, nell’elenco delle specializzazioni di tipologia e durata conformi alle norme comunitarie, previsto dall’art. 1, comma 2, del d.lgs. n. 275 del 1991, non è di ostacolo al riconoscimento, in favore dello specializzando, del diritto alla borsa di studio quando si tratti di specializzazione del tutto analoga a quelle istituite in almeno altri due Stati membri.

(Nella specie, la S.C. ha rigettato il ricorso avverso la sentenza di merito che aveva riconosciuto il diritto alla borsa di studio in favore di medici iscritti ad una scuola di specializzazione in “Igiene mentale” sul rilievo della equipollenza di detta scuola a quella in psichiatria stabilita, seppur ai fini degli esami di idoneità del personale di ruolo sanitario, dal d.m. 27 luglio 1990).

Cassazione civile sez. III, 23/07/2019, n.19730

Disparità di trattamento economico tra medici specializzandi

In tema di presunta disparità di trattamento economico tra medici specializzandi, tra coloro che hanno frequentato i corsi in epoche antecedenti e successive alla compiuta attuazione della direttiva 93/16, occorre rilevare che, a fronte di un obbligo sufficientemente incondizionato e preciso, affinchè la formazione del medico specializzando sia a tempo pieno e sia retribuita, tale direttiva non conteneva una specificazione della remunerazione adeguata, nè dei metodi di fissazione di essa, né l’indicazione del soggetto tenuto alla corresponsione del trattamento economico; parimenti, non era previsto l’obbligo di stipulare con gli specializzandi contratti di lavoro subordinato, rimanendo gli Stati liberi di raggiungere il risultato con il ricorso ad altre forme contrattuali; di conseguenza, poichè la direttiva 93/16 non ha limitato la discrezionalità del legislatore nazionale nella scelta delle modalità di attuazione della formazione dei medici a tempo pieno, non è sostenibile un contrasto tra l’art. 46 del D.Lgs. n. 368/1999 e la direttiva stessa e, dunque, la norma interna non può essere disapplicata; ne deriva che, non potendo il giudice sostituirsi al legislatore nell’individuazione della remunerazione, la borsa di studio prevista dal D.Lgs. n. 257/1991, percepita dagli appellanti durante il rispettivo corso di specializzazione, è da da ritenersi adeguata; analogamente, è da ritenersi legittimo anche il meccanismo della mancata indicizzazione, adottato nel quadro di una generale politica di contenimento della spesa pubblica.

Corte appello Perugia sez. lav., 08/07/2019, n.155

Obbligo dell’adeguata retribuzione dei medici specializzandi

L’obbligo della retribuzione adeguata attiene ai periodi di formazione tanto a tempo pieno quanto a tempo parziale e si impone solo se le condizioni di formazione, sia a tempo pieno sia a tempo ridotto, sono rispettate dai medici specializzandi.

Tribunale Roma sez. II, 30/05/2019, n.11437



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