L’esperto | Articoli

Procedimento disciplinare avvocato: ultime sentenze

7 Luglio 2020
Procedimento disciplinare avvocato: ultime sentenze

Sanzioni disciplinari; mancata partecipazione all’udienza innanzi al consiglio dell’ordine del difensore dell’incolpato; lesione del diritto di difesa; termine per proporre impugnazione.

La contestazione disciplinare all’avvocato

Posto che le previsioni del codice deontologico forense hanno la natura di fonte meramente integrativa dei precetti normativi e possono ispirarsi legittimamente a concetti diffusi e generalmente compresi dalla collettività, al fine di garantire l’esercizio del diritto di difesa all’interno del procedimento disciplinare che venga intrapreso a carico di un iscritto al relativo albo forense è necessario che all’incolpato venga contestato il comportamento ascritto come integrante la violazione deontologica e non già il “nomen juris” o la rubrica della ritenuta infrazione.

Il giudice disciplinare è infatti libero di individuare l’esatta configurazione della violazione tanto in clausole generali richiamanti il dovere di astensione da contegni lesivi del decoro e della dignità professionale, quanto in diverse norme deontologiche o anche di ravvisare un fatto disciplinarmente rilevante in condotte atipiche non previste da dette norme.

Cassazione civile sez. un., 25/03/2019, n.8313

Procedimento disciplinare a carico degli avvocati

In tema di procedimento disciplinare a carico degli avvocati, la partecipazione del difensore designato all’udienza innanzi al Consiglio dell’ordine (nella specie territoriale) costituisce una libera scelta di quest’ultimo, per cui, per comportare una lesione del diritto di difesa, la mancata partecipazione deve essere determinata da un impedimento reale, che presenti, cioè, caratteristiche tali da non risolversi in una mera difficoltà.

Cassazione civile sez. un., 28/02/2020, n.5596

La determinazione della sanzione adeguata

In tema di procedimento disciplinare a carico degli avvocati, la determinazione della sanzione adeguata costituisce tipico apprezzamento di merito, insindacabile in sede di legittimità.

Cassazione civile sez. un., 24/01/2020, n.1609

Procedimento disciplinare a carico degli avvocati: legge

Nel procedimento disciplinare a carico degli avvocati trovano applicazione, quanto alla procedura, le norme particolari che, per ogni singolo istituto, sono dettate dalla legge professionale e, in mancanza, dal codice di procedura civile, mentre le norme del codice di procedura penale si applicano soltanto nelle ipotesi in cui la legge professionale vi faccia espresso rinvio, ovvero allorché sorga la necessità di applicare istituti che hanno il loro regolamento esclusivamente nel codice di procedura penale.

(In applicazione di tale principio, la S.C. ha dichiarato inammissibile il ricorso ex art. 28, comma 1, lett. a), c.p.p., per denuncia di conflitto tra il Collegio Distrettuale di Disciplina, quale giudice speciale comminante una sanzione disciplinare ad un avvocato, e il giudice ordinario della controversia in relazione alla quale era stato commesso l’illecito disciplinare).

Cassazione civile sez. un., 14/01/2020, n.412

Cancellazione dall’albo professionale degli avvocati

In tema di cancellazione dall’albo professionale degli avvocati, le funzioni al riguardo svolte dai Consigli locali dell’Ordine degli avvocati e il relativo procedimento hanno natura amministrativa e non disciplinare; pertanto le eventuali violazioni delle norme sul procedimento medesimo non comportano una nullità processuale ma determinano vizi di legittimità del provvedimento di cancellazione che si differenziano in ragione del regime giuridico delle decisioni, a seconda che le stesse siano state adottate da organi collegiali reali (che necessitano dell’unanimità) o virtuali, i quali deliberano con il voto favorevole della maggioranza.

(Nella specie, in applicazione del principio, la S.C. ha ritenuto irrilevante la circostanza che nel passaggio da un’udienza all’altra il collegio era stato integrato da dodici a quattordici componenti, risultando comunque rispettato il requisito del quorum prescritto per la validità delle deliberazioni).

Cassazione civile sez. un., 24/12/2019, n.34429

Valutazione degli elementi per la determinazione della specie e dell’entità della sanzione

Nel procedimento disciplinare a carico degli avvocati, gli elementi valutati in concreto per la determinazione della specie e dell’entità della sanzione non attengono all'”an” o al “quomodo” della condotta, ma solamente alla valutazione della sua gravità e devono, in sostanza, reputarsi quali meri parametri di riferimento a questo solo scopo, in quanto tali analoghi a quelli previsti dall’art. 133 e dall’art. 133-bis c.p.; tali elementi, non integrando circostanze aggravanti in senso tecnico della fattispecie dell’illecito – vale a dire elementi accidentali, non indispensabili ai fini della sussistenza, della fattispecie sanzionatrice -, sono di norma sottratti all’onere, per il titolare del potere sanzionatorio, di previa e specifica contestazione.

Cassazione civile sez. un., 07/05/2019, n.11933

L’avvocato può impugnare l’atto di avvio del procedimento disciplinare a suo carico?

L’atto di apertura del procedimento disciplinare disposto dal Consiglio dell’ordine territoriale a carico di un avvocato non costituisce una ‘decisione’ ai sensi dell’ordinamento professionale forense, ma un mero atto amministrativo endoprocedimentale che non incide definitivamente sullo status professionale e sulle questioni pregiudiziale a garanzia del corretto svolgimento della procedura.

L’atto di apertura del procedimento ha infatti il solo scopo di segnarne l’avvio con l’indicazione dei capi di imputazione e non è dunque autonomamente impugnabile dinanzi al Consiglio Nazionale Forense. Pertanto, oltre a non essere impugnabile innanzi al Consiglio Nazionale Forense, l’atto di avvio del procedimento disciplinare a carico di un avvocato non risulta neppure soggetto ad impugnazione innanzi al giudice amministrativo.

Cassazione civile sez. un., 12/02/2019, n.4133

Procedimento disciplinare a carico di avvocato: anomalia motivazionale

In tema di procedimento disciplinare a carico di avvocato, deve escludersi che sia affetta da anomalia motivazionale – ai sensi dell’art. 360, comma 1, n. 5, c.p.c., come riformulato dall’art. 54 del d.l. n. 83 del 2012, conv. in l. n. 134 del 2012 (applicabile “ratione temporis”) – la sentenza del C.N.F. che, a fronte di una condotta del professionista consistente nella proposizione di più azioni esecutive fondate su titoli emessi nei confronti del medesimo debitore, e da questi già regolarmente adempiuti, abbia applicato la sanzione della radiazione dall’albo, avuto riguardo, per un verso, alla accertata violazione dei fondamentali doveri professionali connessa con l’assunzione di iniziative connotate da malafede e colpa grave e, per altro verso, alla rilevante entità delle somme concretamente incassate, alla pluralità delle azioni poste in essere in esecuzione di un medesimo disegno criminoso nel corso degli anni, alla gravità del pregiudizio provocato alla controparte e all’immagine della categoria, nonché, infine, al contegno successivo all’illecito, tradottosi nella restituzione di una parte soltanto del denaro indebitamente ricevuto.

Cassazione civile sez. un., 29/11/2018, n.30868

Notifica a mezzo pec della decisione da parte del Consiglio dell’Ordine

In tema di procedimento disciplinare a carico di avvocato e secondo la disciplina anteriore a quella di cui all’art. 31 del Regolamento CNF 21 febbraio 2014, n. 2, la normativa di cui agli artt. 50 e 46, comma 2, del r.d. n. 37 del 1934 va integrata con le evoluzioni di quella in tema di notificazioni e comunicazioni da parte di enti pubblici non economici; pertanto, per il destinatario di integrale comunicazione a mezzo PEC della decisione disciplinare da parte del Consiglio dell’Ordine, che si limiti a lamentarne l’irritualità perché sostitutiva della notificazione a mezzo ufficiale giudiziario o per carenza di un’attestazione di conformità od altri requisiti formali previsti invece per gli atti del processo civile (e quindi inapplicabile ad un atto amministrativo, quale deve qualificarsi quello conclusivo della fase del procedimento disciplinare davanti al Consiglio dell’Ordine Forense secondo la disciplina previgente) e che comunque non ha dedotto in concreto alcuna conseguente violazione del diritto di difesa, è validamente iniziato a decorrere il termine per l’impugnazione.

Cassazione civile sez. un., 09/08/2018, n.20685

Procedimento innanzi al CNF: dove va notificata la sentenza? 

Nel procedimento innanzi al Cnf, a meno che l’indirizzo Pec non sia accessibile, la notifica della sentenza non può essere fatta presso gli uffici del consiglio forense. Difatti, dopo l’introduzione del domicilio digitale, che corrisponde all’indirizzo Pec che ogni avvocato deve indicare al Consiglio dell’Ordine, la notifica della sentenza disciplinare non può più essere fatta presso gli uffici del Cnf. Lo chiariscono le Sezioni unite che estendono così al procedimento disciplinare nei confronti degli avvocati il principio di diritto già dettato per il processo civile.

Cassazione civile sez. un., 23/07/2018, n.19526

Da quando decorre il termine per impugnare la decisione del CNF?

Il termine per impugnare la decisione del CNF relativa ad un procedimento disciplinare nei confronti di un avvocato è di 30 giorni decorrenti dalla notifica della stessa decisione a richiesta d’ufficio eseguita nei confronti dell’interessato personalmente e non già dal suo procuratore, ciò in quanto il professionista è in grado di valutare autonomamente gli effetti della notifica della decisione.

Cassazione civile sez. un., 28/06/2018, n.17192

Procedimento disciplinare a carico di un avvocato e contestazione implicita della recidiva

In tema di procedimento disciplinare a carico degli avvocati, ai sensi del regolamento n. 2 del 2014 del CNF (“ratione temporis” applicabile), i fatti di rilevanza disciplinare ascritti all’incolpato devono essere sufficientemente riportati, con l’indicazione delle norme violate, ma ciò non è ostativo alla configurabilità della contestazione implicita della recidiva, allorquando emerga dal contenuto della descrizione degli addebiti.

(Nella specie, la S.C. ha ritenuto esente da critiche la decisione del CNF che aveva considerato la rilevanza di altri pregiudizi disciplinari attinenti a simili infrazioni, sulla scorta della complessiva rappresentazione delle vicende disciplinari coinvolgenti l’avvocato).

Cassazione civile sez. un., 04/02/2020, n.2506



Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube