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Chiusura conto corrente: ultime sentenze

5 Luglio 2020
Chiusura conto corrente: ultime sentenze

Pagamento da parte del correntista; data di chiusura del conto corrente; proponibilità azioni di accertamento e onere probatorio gravante sull’attore.

Contratto di conto corrente

Le azioni proponibili da parte del correntista nelle more del rapporto sono esclusivamente quelle di accertamento, non potendosi invece esperire l’azione di ripetizione dell’indebito prima della chiusura del conto corrente, non essendo configurabile prima di tale momento un effettivo pagamento da parte del correntista, deve affermarsi il principio secondo cui anche nelle azioni di accertamento della nullità totale o parziale di un contratto grava sulla parte attrice l’onere di provare l’esistenza ed in particolare la pattuizione delle clausole di cui si chiede accertarsi la nullità parziale, secondo il principio generale in materia di ripartizione dell’onere probatorio di cui all’articolo 2697 c.c..

Tribunale Roma sez. XVII, 11/01/2019, n.796

La chiusura del conto corrente

In tema di contratti bancari ed azione per la ripetizione di somme addebitate illegittimamente, la chiusura del conto corrente costituisce condizione di ammissibilità dell’azione di ripetizione di indebito e di rideterminazione del saldo. La domanda di ripetizione è ammissibile anche se il rapporto bancario in contestazione è stato chiuso in corso di causa.

Tribunale Salerno sez. I, 30/06/2017, n.3272

Pagamenti al momento della chiusura del conto

Nello svolgimento del conto corrente bancario, le annotazioni delle poste a credito del correntista non sottendono un pagamento, ove esista sul conto un affidamento e nei limiti di questo, integrando piuttosto una posta reintegrativa del fido; un pagamento è configurabile solo quando, al momento della chiusura del conto corrente, il saldo finale passivo sia estinto dal correntista.

Tribunale Trani, 13/05/2020, n.777

Conto corrente bancario: la prescrizione decorre dalla chiusura del conto?

La operazioni poste in essere nell’ambito di un conto corrente bancario, a differenza del conto corrente ordinario, non determinano l’insorgenza di autonomi rapporti di debito o credito reciproci tra il cliente e la banca, ma rappresentano l’esecuzione di un rapporto unico; ciò comporta che il termine di prescrizione comincia a decorrere solo dal momento di chiusura del conto corrente e non dal momento in cui si realizzano le singole partite debitorie e creditorie. In particolare, il momento iniziale del termine di prescrizione decennale per il reclamo delle somme indebitamente trattenute dalla banca a titolo di interessi su un’apertura di conto corrente decorre dalla chiusura definitiva del rapporto.

Tribunale Lanciano, 02/07/2018, n.246

Ripetizione d’indebito bancario: la prescrizione

I versamenti eseguiti su conto corrente, in corso di rapporto, hanno funzione ripristinatoria della provvista e non natura solutoria, per cui il termine di prescrizione decennale decorre dalla data di chiusura del rapporto di conto corrente e non dalle singole annotazioni delle poste relative agli interessi anatocistici.

Tribunale Lucca, 22/12/2017, n.2338

Rimesse ripristinatorie e solutorie in conto corrente

Nel caso di rimesse ripristinatorie, il dies a quo della prescrizione inizia a decorrere dal momento della chiusura del conto corrente, con la conseguenza che se il rapporto non è estinto da oltre 10 anni dalla proposizione della domanda, si può agire in ripetizione dei pagamenti di cui sia accertata l’illegittimità e, quindi, la non debenza, senza limiti di tempo. Nel differente caso di pagamento di natura solutoria, invece, il dies a quo di decorrenza della prescrizione decennale coincide con il momento in cui il correntista ha effettuato il pagamento.

A tal fine, devono considerarsi “ripristinatori” gli accrediti in conto corrente eseguiti in un rapporto assistito da un’apertura di credito e nei limiti del fido concesso, ovvero, nel caso in cui, pur in assenza di fido, non si sia operato allo “scoperto”; sono invece considerati “solutori” quegli accrediti in conto corrente eseguiti con scoperto di conto o oltre l’affidamento concesso (così, a titolo esemplificativo, sono da ritenere tali le rimesse necessarie a ripianare un conto scoperto, ossia privo di adeguata provvista, ovvero a far rientrare l’esposizione nei limiti dell’affidamento accordato).

Tribunale Roma sez. XVI, 31/10/2017, n.20484

Diritti nascenti dall’annotazione in conto corrente bancario

Il “dies a quo” della prescrizione relativa ai diritti nascenti dall’annotazione in conto decorre dalla chiusura del conto corrente bancario non già dall’annotazione stessa.

Corte appello Ancona, 31/03/2016, n.420

Natura ripristinatoria delle rimesse su conto corrente

Poiché in assenza di una prova specifica e contraria, tutte le rimesse effettuate su di un conto corrente hanno natura ripristinatoria, il termine prescrizionale decorre dalla chiusura del conto corrente.

Tribunale Padova sez. II, 09/03/2016

Mancata chiusura del conto corrente

Sussiste l’esimente di cui all’art. 51 c.p.. nel caso in cui un correntista indirizzi una missiva alle autorità sovraordinate delle banche e allo stesso operatore di riferimento attribuendogli, sia pure indirettamente, “meschini comportamenti”, qualora essa si sostanzi in una rimostranza rispetto ad una situazione ritenuta ingiustamente lesiva dei propri diritti (mancata chiusura del conto corrente), trattandosi di contesto “conflittuale” tra istituto di credito e correntista in cui la missiva di quest’ultimo ha per obiettivo la descrizione della propria versione dei fatti intesa a sollecitare l’intervento delle autorità competenti, mentre le espressioni utilizzate, pur aspre e polemiche, non trasmodano in aggressioni gratuite, essendo preordinate al ripristino di comportamenti corretti.

Cassazione penale sez. V, 07/07/2015, n.50099

Funzione dal contratto di conto corrente ordinario

Il rapporto di conto corrente bancario è soggetto ai principi generali di cui all’art. 1283 c.c. e ad esso non è applicabile l’art. 1831 c.c., che disciplina la chiusura del conto corrente ordinario giacché il contratto bancario del primo tipo è diverso per struttura e funzione dal contratto di conto corrente ordinario, e l’art. 1857 c.c., non richiama l’art. 1831 c.c., tra le norme applicabili alle operazioni bancarie regolate in conto corrente.

Tribunale Arezzo, 14/01/2015, n.36

Chiusura del conto corrente ordinario

In tema di capitalizzazione degli interessi, il rapporto di conto corrente bancario è soggetto ai principi generali di cui all’art. 1283 cod. civ. e ad esso non è applicabile l’art. 1831 cod. civ., che disciplina la chiusura del conto corrente ordinario.

Il contratto di conto corrente bancario è, infatti, diverso per struttura e funzione dal contratto di conto corrente ordinario, e l’art. 1857 cod. civ. non richiama l’art. 1831 cod. civ. tra le norme applicabili alle operazioni bancarie regolate in conto corrente.

Cassazione civile sez. I, 02/07/2014, n.15135

Il diritto alla ripetizione delle somme sorge alla chiusura del rapporto

Nei rapporti bancari in conto corrente, il correntista – se intende, previa contestazione delle risultanze del saldo di conto corrente, domandare la ripetizione dell’indebito – è tenuto a dimostrare i fatti costitutivi del diritto alla ripetizione d’indebito, ossia la nullità del titolo, l’avvenuta annotazione delle poste contestate e l’avvenuta chiusura del conto corrente.

La domanda di ripetizione di indebito è inammissibile se il conto non è ancora chiuso, perché solo con la cessazione di ogni rimessa può definirsi esattamente il saldo finale e conseguentemente l’entità dell’indebito: l’azione non è proponibile dal correntista fin quando non sia avvenuta la chiusura dei conti in relazione ai quali ha agito in giudizio, non potendosi configurare, sino ad allora, pagamenti aventi natura solutoria di cui chiedere la restituzione.

Corte appello Lecce sez. I, 10/12/2019, n.1356

La disciplina relativa alla chiusura del contratto di conto corrente ordinario

In tema di capitalizzazione degli interessi, il rapporto di conto corrente bancario è soggetto ai principi generali di cui all’art. 1283 c.c. e ad esso non è applicabile l’art. 1831 c.c., che disciplina la chiusura del conto corrente ordinario. Il contratto di conto corrente bancario è, infatti, diverso per struttura e funzione dal contratto di conto corrente ordinario, e l’art. 1857 c.c. non richiama l’art. 1831 c.c. tra le norme applicabili alle operazioni bancarie regolate in conto corrente.

Corte appello Catania sez. lav., 22/10/2019, n.1034



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