Attriti tra ex, lui ha un’altra: come gestire i figli?

4 Giugno 2020
Attriti tra ex, lui ha un’altra: come gestire i figli?

Respinta la richiesta di trattazione urgente. Un tribunale suggerisce la mediazione familiare.

Figli contesi tra genitori separati: in queste situazioni la conflittualità è spesso altissima, specie quando non si è rimasti in buoni rapporti, magari perché c’è di mezzo un’altra persona. I bambini, in questi casi, rischiano di assorbire le tensioni tra i genitori: è importante agire per salvaguardarli. Magari mettere da parte i dissapori per il loro bene, ricorrendo alla mediazione familiare. È la via indicata dal tribunale di Ravenna, sezione civile, per attenuare i contrasti tra un’ex coppia con due figli. Lui ha una nuova compagna, ma l’ex non vuole che i ragazzini la frequentino.

Il caso specifico 

Era stato l’uomo a chiedere la trattazione urgente della causa anticipando l’udienza, per la fortissima conflittualità con l’ex moglie. A un anno di distanza dalla separazione, l’uomo sostiene che l’ex gli rende ancora la vita impossibile quando si tratta di vedere i bambini.

Secondo quanto leggiamo sul decreto del tribunale, si pretende una frequentazione padre-figli “con modalità assolutamente restrittive”, le stesse decise in sede di separazione: divieto di farli restare a dormire col padre, divieto di frequentare la nuova compagna, pretesa continua della madre di conoscere in dettaglio gli spostamenti di padre e figli. “Questioni meritevoli di approfondimento“, ha riconosciuto il giudice, ma che “non rivelano, evidentemente, particolare urgenza”. Vediamo perché.

Mediazione familiare contro ogni egoismo 

Per il tribunale, non c’è tanto un’esigenza di rapidità nel trattare la causa, quanto quella di cercare un compromesso per il bene dei bambini. Le tensioni “potrebbero essere facilmente affrontate e superate nell’interesse superiore dei minori che, in astratto, non potrebbe essere tutelato da nessun giudice con l’accoglimento dell’una o dell’altra pretesa”. Questo perché le pretese di cui parla il giudice altro non rappresentano che “un interesse egoistico dei singoli genitori”.

Da un lato, infatti, è fuor di dubbio che il fatto che un genitore abbia un nuovo partner sia uno scombussolamento non da poco per i figli; dall’altro lato, però, non si può ignorare la realtà. L’unico modo, quindi, è “intraprendere un percorso di mediazione familiare nell’interesse dei minori” per aiutarli a gestire l’introduzione di questa nuova figura nella loro vita, senza pregiudicare una loro crescita serena.



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