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Quando si perde la disoccupazione?

5 Giugno 2020 | Autore:
Quando si perde la disoccupazione?

L’indennità di disoccupazione Naspi spetta sino a che non si trova un nuovo lavoro o può terminare prima?

La Naspi, cioè l’indennità di disoccupazione che spetta alla generalità dei lavoratori dipendenti, può essere riconosciuta per un lungo periodo di tempo, ma non indefinitamente. Più precisamente, questa indennità spetta sino a un periodo massimo, che dipende dalle settimane di lavoro alle spalle del disoccupato e che non può in nessun caso essere superiore a due anni.

Se, al termine del periodo massimo di spettanza della disoccupazione, il beneficiario del sussidio non ha ancora trovato lavoro, la Naspi smette di essere erogata dall’Inps, nonostante il beneficiario sia ancora disoccupato.

Ma quando si perde la disoccupazione Naspi, si può calcolare il periodo di spettanza con esattezza? L’indennità può essere revocata dall’Inps anche prima della sua naturale scadenza?

In primo luogo, il periodo di spettanza della Naspi è pari alla metà del periodo contribuito alle spalle del lavoratore negli ultimi quattro anni. Se, ad esempio, lavori continuativamente da tempo, anche da più di quattro anni, la Naspi ti spetta comunque per un massimo di due anni, ossia di 24 mesi. Se hai lavorato per due anni nell’ultimo quadriennio, ti spetta per un anno soltanto, se hai lavorato per un anno negli ultimi quattro, solamente per sei mesi e così via.

Ricorda poi che non contano i contributi che hanno già dato luogo a un’altra indennità di disoccupazione, in quanto già utilizzati. Ma la Naspi si può perdere, oltre che per la scadenza ordinaria, per numerosi altri motivi, che determinano la revoca da parte dell’Inps: vediamo quali.

Naspi da restituire per reintegra nel posto di lavoro

Se sei stato licenziato illegittimamente e successivamente vieni reintegrato nel posto di lavoro, devi restituire l’indennità di disoccupazione già percepita nel frattempo…Come mai? È vero che il lavoratore non ha nessuna colpa del licenziamento illegittimo, però è anche vero che la reintegra comporta il ripristino integrale del rapporto lavorativo.

In buona sostanza, se tu non fossi stato licenziato e avessi continuato a percepire lo stipendio, la Naspi non ti sarebbe stata riconosciuta: ecco, questo è quello che succede, in pratica, con la reintegra nel posto di lavoro, che ha effetto retroattivo. La situazione è ripristinata integralmente, come se il contratto non fosse mai cessato. Poco importa quale sia la causa della reintegra: il licenziamento può essere annullato dal giudice o dichiarato illegittimo con diritto alla reintegrazione nel posto, oppure può essere semplicemente il datore di lavoro ad annullare il licenziamento, perché si è accorto di aver agito in modo illegittimo.

In ogni caso, poiché il rapporto lavorativo è ripristinato integralmente in modo retroattivo, è come se la Naspi non ti fosse mai spettata, quindi devi restituirla all’Inps.

Ma come si deve restituire? Devi inviare all’istituto, tramite patronato, call center o sito web dell’Inps, il modello di comunicazione di variazione Naspi com. Se decidi di inviare questa comunicazione attraverso il portale web dell’Inps, trovi il modulo online nella sezione del sito “Domande di prestazioni a sostegno del reddito”. Attraverso il modulo, devi comunicare l’avvenuta reintegra e l’Inps a sua volta ti comunicherà come devi procedere per la restituzione dell’indennità non spettante.

Naspi revocata per mancata partecipazione alle iniziative del patto di servizio

Richiedendo l’indennità di disoccupazione Naspi, rendi contestualmente la dichiarazione di immediata disponibilità all’impiego, o Did, impegnandoti anche a recarti presso il centro per l’impiego per firmare il patto di servizio. Questo è un progetto predisposto per te dagli operatori del centro per l’impiego che contiene diverse attività, utili per farti rientrare nel mercato del lavoro.

Può trattarsi, ad esempio, di corsi di formazione, di incontri per la riqualificazione, di convocazioni per la ricerca attiva di lavoro… Se non ti presenti a questi appuntamenti, puoi essere sanzionato in vario modo, dalla decurtazione minima di otto giorni di Naspi, fino alla perdita completa sia dello stato di disoccupazione che dell’indennità Naspi, a meno che tu non abbia un giustificato motivo per non presentarti, ad esempio se ti sei ammalato. Ne abbiamo parlato in: Come si perde lo stato di disoccupazione.

Naspi revocata per rifiuto di un’offerta di lavoro

Puoi inoltre perdere sia la Naspi che lo stato di disoccupazione se rifiuti un’offerta di lavoro congrua, cioè conforme ai parametri di legge. Come mai? Questo, perché richiedendo la Naspi hai reso la dichiarazione di immediata disponibilità all’impiego: in altre parole, lo Stato non intende riconoscere la Naspi come un sussidio di mera assistenza, ma la considera un’indennità di passaggio, che va erogata soltanto ai meritevoli, cioè a coloro che vogliono mettersi in gioco e fare tutto ciò che possono per rientrare nel mercato del lavoro.

È chiaro che se rifiuti un’offerta di lavoro che presenta tutti i requisiti previsti dalla legge, quindi che ha tutte le carte in regola, a quel punto non sei più considerato meritevole di percepire il sussidio. Ma in quali casi un’offerta di lavoro è considerata congrua?

Ne abbiamo parlato in Naspi: offerta di lavoro congrua. Fai attenzione, perché i parametri che definiscono congrua un’offerta di lavoro per i beneficiari Naspi differiscono da quelli che definiscono congrua un’offerta di lavoro per i beneficiari del reddito di cittadinanza.

In generale, le regole sono più severe in relazione alle offerte da sottoporre ai disoccupati percettori di Naspi, mentre sono più elastiche per le offerte da sottoporre ai percettori di Rdc. In altre parole, i destinatari del reddito di cittadinanza devono “accontentarsi” di più, e “farsi andar bene” anche posti di lavoro piuttosto distanti dalla residenza.

Cessazione della Naspi per nuovo lavoro

Chi trova un nuovo lavoro, normalmente, perde la Naspi, ma in alcuni casi può mantenerla, ridotta, oppure può soltanto subirne la sospensione per la durata del rapporto d’impiego.

Nel dettaglio, se il beneficiario della disoccupazione trova un nuovo impiego subordinato o parasubordinato il cui reddito annuo imponibile fiscale sia inferiore a 8145 euro, la Naspi non viene revocata, ma viene ridotta in misura pari all’80% del nuovo reddito percepito, da ragguagliare su base annua e della durata dell’indennità. Il limite reddituale e invece è pari a 4800 euro, qualora il nuovo impiego sia di lavoro autonomo o imprenditoriale. Se si tratta di un impiego subordinato di durata inferiore a sei mesi, la Naspi viene sospesa.



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