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Si può chiedere Tfr per acquisto auto?

19 Agosto 2020 | Autore:
Si può chiedere Tfr per acquisto auto?

Il lavoratore dipendente può beneficiare dell’anticipazione del trattamento di fine rapporto per acquistare un veicolo?

Il Tfr, trattamento di fine rapporto, o liquidazione, è una parte della retribuzione del lavoratore dipendente, che normalmente gli viene riconosciuta quando termina il contratto di lavoro. Sino ad alcuni decenni fa (per la precisione, sino al 31 maggio 1982) era una vera e propria indennità spettante per la cessazione del rapporto.

Oggi, il Tfr ha perso questa sua funzione di indennità e fa parte della retribuzione del dipendente a tutti gli effetti: difatti, gli spetta sempre, anche se il rapporto termina per dimissioni o per licenziamento per giusta causa.

Il trattamento di fine rapporto matura tutti i mesi (ogni mese matura un rateo), ma l’erogazione della liquidazione spettante avviene di regola al termine del contratto lavorativo: l’ammontare spettante al lavoratore è uguale alla somma, per ciascun anno di servizio, della retribuzione utile divisa per 13,5.

Anche se normalmente il Tfr è liquidato alla cessazione del rapporto, il lavoratore può richiederne un’anticipazione per particolari motivi. Ma si può chiedere Tfr per acquisto auto?

Proviamo a rispondere a questa domanda, osservando in quali casi il dipendente può ottenere un’anticipazione della liquidazione.

Quando posso chiedere l’anticipazione Tfr al datore di lavoro?

Se vuoi chiedere un anticipo della liquidazione al tuo datore di lavoro, devi sapere che l’anticipazione del Tfr non può essere superiore al 70% della quota di trattamento maturata e che devi avere almeno 8 anni di anzianità di servizio presso lo stesso datore di lavoro.

Inoltre, il datore di lavoro non è sempre obbligato ad anticiparti la liquidazione se rispetti questi requisiti, ma è tenuto a soddisfare le richieste di anticipazione:

  • entro i limiti del 10% dei dipendenti che hanno diritto all’anticipazione del Tfr (cioè entro il 10% dei lavoratori con almeno 8 anni di anzianità);
  • entro il 4% del numero totale dei dipendenti.

Tirando le somme, perché il tuo datore di lavoro sia obbligato a corrispondere l’anticipazione, il numero dei dipendenti dell’azienda deve essere almeno pari a 25 (25 x 4%= 1). È stato confermato anche dalla Corte di Cassazione [1], che ha affermato che le disposizioni contenute nel Codice civile [2], riguardo all’anticipazione del Tfr, non si applicano alle imprese con un basso numero di dipendenti.

Ad ogni modo, il datore di lavoro è libero di accogliere la richiesta di anticipazione anche quando non è obbligato: il Codice civile, difatti, pur concedendo la possibilità di richiedere una sola anticipazione nel corso del rapporto di lavoro, alle condizioni che ti ho illustrato, permette comunque ai contratti collettivi o a patti individuali di prevedere condizioni di miglior favore.

In quali casi posso chiedere l’anticipazione Tfr al datore di lavoro?

Vediamo ora, più precisamente, i casi in cui puoi chiedere al datore di lavoro l’anticipazione del Tfr:

  • spese sanitarie per cure e interventi straordinari;
  • acquisto della prima casa di abitazione per te o per i tuoi figli;
  • fruizione dei congedi di formazione e di formazione continua;
  • fruizione dei congedi parentali (cosiddetta maternità facoltativa); quest’ultimo caso non è previsto dal Codice civile, ma dal testo unico Maternità/Paternità [3], che specifica che l’anticipazione debba essere corrisposta unitamente allo stipendio del mese che precede la data di inizio del congedo.

I contratti collettivi, anche aziendali, o i contratti individuali, possono prevedere ulteriori ipotesi in cui si può chiedere l’anticipazione della liquidazione. Altri casi possono essere previsti anche se hai devoluto il Tfr a un fondo di previdenza complementare (in generale i requisiti per accedere alle anticipazioni dal fondo sono molto più elastici).

Posso chiedere il Tfr per acquisto auto al datore di lavoro?

Anche se il Codice civile non contempla espressamente la possibilità di chiedere l’anticipazione del Tfr per l’acquisto di un veicolo, ciò non significa che questa richiesta sia vietata: come abbiamo osservato, le disposizioni contenute nel Codice civile in merito all’anticipazione sono derogabili anche da pattuizioni individuali, oltre che dalla contrattazione collettiva, purché più favorevoli al dipendente.

Di conseguenza, puoi ottenere dal datore di lavoro, col suo consenso, l’anticipazione del Tfr anche per ragioni diverse dall’acquisto della prima casa, dalla fruizione dei congedi o dalla necessità di sostenere spese mediche. Puoi dunque ricevere l’anticipazione del Tfr dal datore di lavoro anche per l’acquisto dell’auto.

È opportuno che tu conservi ed esibisca copia dei documenti relativi all’acquisto del veicolo: il datore di lavoro potrebbe infatti richiedere la documentazione giustificativa.

Posso chiedere il Tfr per acquisto auto alla previdenza complementare?

Se hai aderito a un fondo di previdenza complementare per avere la pensione integrativa e vi hai destinato il Tfr, devi sapere che hai diverse possibilità di ottenere anticipazioni.

Con riferimento alla posizione individuale maturata presso il fondo, puoi difatti richiedere:

  • in qualsiasi momento, un importo non superiore al 75%, per spese sanitarie conseguenti a situazioni gravissime che riguardano te, il coniuge o i figli, per terapie e interventi straordinari riconosciuti dalle competenti strutture pubbliche;
  • decorsi 8 anni di iscrizione, un importo non superiore al 75%, per l’acquisto della prima casa di abitazione per te o per i figli o per la realizzazione, sulla prima casa di abitazione, degli interventi di manutenzione ordinaria, straordinaria, di restauro e di risanamento conservativo, di ristrutturazione edilizia;
  • decorsi 8 anni di iscrizione, un importo non superiore al 30%, per la soddisfazione di ulteriori esigenze.

Puoi dunque ottenere dal fondo di previdenza complementare un’anticipazione sino al 30% per l’acquisto dell’auto.


note

[1] Cass. sent. n. 2749/1992.

[2] Art.2120 Cod. Civ.

[3] D.lgs. 151/2001.


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