Influenza: quest’anno la vaccinazione è anticipata

5 Giugno 2020

Inizierà ad ottobre per evitare concomitanze con il Coronavirus. Sarà gratuita per gli adulti da 60 anni e per i bambini da 6 mesi a 6 anni.

Quest’anno la vaccinazione contro l’influenza stagionale partirà molto prima del consueto.  Il ministero della Salute, in una circolare appena emanata, «raccomanda di anticipare la conduzione delle campagne di vaccinazione antinfluenzale a partire dall’inizio di ottobre» e di «offrire la vaccinazione ai soggetti eleggibili in qualsiasi momento della stagione influenzale, anche se si presentano in ritardo».

Il motivo dell’anticipo della campagna vaccinale consiste nella «attuale situazione epidemiologica relativa alla circolazione di Sars-CoV-2». Infatti, nella prossima stagione influenzale 2020/2021, «non è esclusa una co-circolazione di virus influenzali e di Coronavirus».

Per questo il ministero della Salute corre ai ripari e ribadisce «l’importanza della vaccinazione antinfluenzale, in particolare nei soggetti ad alto rischio di tutte le età, per semplificare la diagnosi e la gestione dei casi sospetti, dati i sintomi simili tra Covid-19 e influenza», anche nella prospettiva di ridurre, grazie al vaccino, «le complicanze da influenza nei soggetti a rischio e gli accessi al Pronto soccorso».

Il vaccino antinfluenzale, come spiega la circolare ministeriale dalla Direzione generale della Prevenzione sanitaria del ministero,  sarà gratuito per gli adulti a partire dai 60 anni di età ed anche per i bambini da 6 mesi a 6 anni.

L’agenzia stampa Adnkronos Salute apprende da fonti ministeriali che, anche per quanto riguarda i bambini (e non più solo per gli anziani) si parla, al momento, di vaccinazione «raccomandata» e che si sta lavorando per la gratuità, data per certa, anche in questa fascia di età che alcune Regioni già offrono, su richiesta e in collaborazione con i medici di medicina generale ed i pediatri.

Il vaccino contro l’influenza è, infine, fortemente raccomandato al personale sanitario, come i medici, gli infermieri e gli Oss, ed alcune categorie di anziani ad elevato rischio: in particolare la circolare lo consiglia «agli esercenti le professioni sanitarie e socio-sanitarie che operano a contatto con i pazienti, e gli anziani istituzionalizzati in strutture residenziali o di lungo degenza»; questo «nella prospettiva di una iniziativa legislativa che la renda obbligatoria» e che il ministero della Salute evidentemente auspica, ma attualmente ancora manca.



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