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Cosa hanno fatto gli italiani durante il lockdown

5 Giugno 2020
Cosa hanno fatto gli italiani durante il lockdown

L’indagine Istat: fotografia di un’Italia in standby ma non troppo.

La quarantena come pausa dalla normalità? Non per tutti. L’altra faccia del lockdown è quella di una parentesi laboriosa e, al tempo stesso, a tratti perfino riposante. Chi ha continuato a lavorare in modalità di smart working, infatti, ha recuperato il tempo degli spostamenti per e dall’ufficio, ricavandone un po’ di riposo in più. È l’Istat a dirci come gli italiani hanno trascorso la cosiddetta Fase 1 dell’emergenza Coronavirus, con un’indagine, della quale apprendiamo tramite l’agenzia di stampa Adnkronos, che si è concentrata sul periodo 5 – 21 aprile.

Il dovere

Secondo i calcoli dell’Istat, in una giornata tipo di Fase 1, hanno lavorato 8 milioni e 400mila persone, meno di 2 su 10, pari al 16,7% della popolazione. Una quantità inferiore a quella di altre ricerche analoghe, secondo le quali circa il 34% degli italiani era ancora impegnato in attività lavorative, durante il lockdown. Lo studio, invece, è stata l’attività principale della Fase 1 per l’8% degli italiani.

È il 44% di quegli 8 milioni di persone ad aver portato avanti la propria attività da casa, prevalentemente in modalità di telelavoro. La buona notizia è che per molti (60,2%) l’orario è rimasto invariato, per alcuni è addirittura diminuito (26%) mentre per una minoranza è aumentato (13,7%). Tra gli intervistati, c’è anche chi ha dedicato tempo allo studio: il 36,2% nella fascia 18-24 anni (circa un milione e 500mila persone), l’11,2% tra i 25 e i 34 anni e meno del 5% del resto della popolazione adulta e anziana.

Il riposo

C’è chi ne ha approfittato per un po’ di riposo: un terzo degli intervistati ha posticipato la sveglia al mattino, un quinto ha dormito di più. Gli uomini, più che le donne: in particolare, parliamo di un 23% contro un 17,6% quanto ad aumento del tempo di riposo, mentre per quanto riguarda la sveglia più tardi ne ha beneficiato un 36,8% di uomini contro il 30,8% di donne. Largo anche alla cura della persona, cui il 20% degli intervistati si è dedicato di più rispetto alla vecchia normalità (23,6% donne, 16,2% uomini).

C’è poi il rapporto col cibo e con la sua preparazione, che cambia e diventa più godibile: più di un intervistato su quattro ha dichiarato di aver impiegato più tempo a tavola, tra colazione, pranzo e cena, trasformando i pasti in momento familiare conviviale. Il 53% della popolazione di 18 anni e più durante il periodo di lockdown si è dedicata alla preparazione di pane, pizza, dolci. Più le donne (69,6%) ma anche gli uomini non sono stati da meno (37,3%).

La casa

Gli italiani si sono dedicati anche ad altro: dalla preparazione di pranzi e cene (63,6% dei cittadini, 82,9% dei quali donne, 42,9% uomini) alla cura dei figli (il 67,2% ha avuto più tempo del solito per occuparsene, rispetto a un 29,5% che non ha registrato particolari variazioni; ha occupato in totale il 7,9% dei cittadini, sia uomini sia donne); dalla pulizia della casa (54,4% degli intervistati, cioè più di un cittadino su due, ma con un forte sbilanciamento di genere, essendo per lo più le donne a occuparsene) alla spesa (vi si è dedicata una persona su 10, uomini o donne indifferentemente a livello di percentuali).

Il 41% della popolazione si è occupata, invece, della manutenzione della casa anche con una certa assiduità visto che il 22,3% lo ha fatto con una frequenza almeno settimanale, mentre quasi un terzo si è dedicato al giardinaggio o alla cura dell’orto (con una frequenza almeno settimanale per il 27%); il 17,3% ha invece cucito, ricamato o fatto la maglia (il 10,9% con una frequenza almeno settimanale) e il 12,8% si è dedicato al restauro di mobili o oggetti per la casa, praticando tale attività nel 5,4% dei casi con una frequenza almeno settimanale.

Il piacere

Lunga la lista delle modalità che gli italiani hanno trovato per passare il tempo libero, segno, per l’Istat, di una creatività che ha aiutato a scacciare la noia. Un grosso aiuto lo ha dato la televisione, guardata dal 92% dei cittadini: una preziosa compagnia, soprattutto per chi ha passato la quarantena da solo, specialmente gli anziani. Sono soprattutto i giovani fino a 34 anni e le persone nelle classi di età centrali ad avere visto la tv in misura maggiore rispetto al periodo precedente: 53,2% tra i 18 e i 34 anni e 50,1% tra i 35 e 54 anni. Successo anche per la radio, ascoltata dal 22% degli italiani e particolarmente gradita nella fascia 55 – 64 anni (27,1%).

Una bella notizia riguarda la lettura, che si piazza al terzo posto per attività praticate nel tempo libero, perfino più dello sport, che risulta al quarto posto: il 62% degli italiani ha consumato libri, quotidiani, riviste durante il lockdown (64,5% uomini, 60,8% donne). Con una curiosità: gli uomini preferiscono la lettura online (45% contro 34,8%), le donne, invece, amano la carta (37,4% contro 31,6%).

La ginnastica casalinga ha interessato un quarto dei cittadini, sia uomini sia donne, senza particolari differenze quantitative. Il 37,3% di quanti hanno praticato sport, rileva l’Istat, gli ha dedicato più tempo del solito. Si è dedicato allo sport il 22% degli italiani, prevalentemente in casa; solo il 7% di questi all’aperto.

E poi la vita sociale, benché online: tre persone su quattro hanno portato avanti le proprie public relations virtualmente. In particolare: il 62,9% ha sentito al telefono/con videochiamate i propri parenti (68,4% donne, 57% uomini). Stessa modalità per coltivare le amicizie: un cittadino su due ha usato smartphone e computer, senza significative differenze in base al genere.



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