Assistenti civici: l’idea di reclutarli tra le guardie giurate

5 Giugno 2020
Assistenti civici: l’idea di reclutarli tra le guardie giurate

Le aziende di servizi investigativi private sono già autorizzate a svolgere attività di guardie civiche e gli operatori di vigilanza hanno la professionalità richiesta.

I nuovi assistenti civici che il Governo vorrebbe utilizzare su tutto il territorio nazionale durante la Fase 2 dell’emergenza Coronavirus potrebbero essere reclutati nelle agenzie investigative. È la proposta di Unimpresa, che per trovare queste 60mila figure suggerisce di utilizzare le ‘Aziende nazionali di servizi investigativi privati‘ e sottolinea come, secondo quanto stabilito da un apposito Decreto ministeriale [1], sono autorizzate a svolgere proprio attività da ‘guardie civiche‘.

Questa indicazione è espressamente prevista anche dai codici Ateco  che rientrano nella categoria «80» relativa ai servizi di vigilanza privata (80.1), ai servizi connessi ai sistemi di vigilanza (80.2) e ai servizi investigativi privati (80.3).

Unimpresa sottolinea, in un comunicato riportato dall’agenzia Adnkronos, come la sua proposta «volta al reclutamento di personale qualificato per la vigilanza al distanziamento sociale può diventare l’occasione per sostenere figure professionali alle prese con difficoltà economiche, attraverso l’istituzione di nuove opportunità lavorative».

Il piano di Unimpresa muove da cinque punti fondamentali che riguardano il profilo delle figure professionali che operano come ‘Guardie di sicurezza sussidiaria‘ e le candidano idealmente ai compiti che potranno svolgere gli assistenti civici:

  • sono censite in tutte le Prefetture d’Italia secondo l’appartenenza territoriale;
  • hanno una adeguata formazione, specifica per rapportarsi in modo corretto con la popolazione;
  • sono lavoratori esperti e qualificati: hanno quindi gli strumenti per riuscire ad evitare assembramenti, senza esasperare gli animi dei cittadini e dei titolari degli esercizi commerciali;
  • oltre alla formazione specifica, hanno anche l’esperienza adeguata per evitare possibili tafferugli;
  • sono provviste di copertura assicurativa e contributiva.

«Gli italiani vanno richiamati al rispetto delle nuove regole da professionisti e non da volontari, che potrebbero essere addirittura controproducenti», commenta il consigliere nazionale di Unimpresa, Paolo Lecce, secondo cui «l’idea di far indossare una ”pettorina” a persone per nulla formate al delicatissimo compito di controllare e dissuadere il prossimo, è di una leggerezza che sconfina nella sconsideratezza. Esasperare gli animi con multe e controlli effettuati da volontari inesperti, rischia di provocare reazioni imprevedibili da parte dei cittadini e commercianti. Quest’ultimi, infatti, si troverebbero stretti tra l’essere i controllori degli assembramenti e i controllati per gli assembramenti, con rischio multe annesso».

Secondo il consigliere di Unimpresa serve « il lavoro di professionisti e non di volontari incapaci di gestire le situazioni anche meno complesse. In Italia sono censite oltre 3.000 aziende che si occupano di ”sicurezza”; sono le stesse aziende che, nel rispetto della normativa, depositano, ogni anno, allo Stato una cauzione, in media di 100.000 euro», conclude.


note

[1] Decreto del Ministro dell’Interno n. 269 del 1 dicembre 2010 e s.m.i.


1 Commento

  1. ci siamo meravigliati del diritto di cittadinanza, x chi si è cancellato da partita IVA, x chi basta avere una pettorina x avere uno stipendio, x chi si è iscritto come assistente civico, sarebbe stato meglio x evitare tanta confusioni e mangerie dei dirigenti stipendiarli tutti e lasciarli a casa a dormire.
    se questa e fare produzione, povera Italia

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube