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Quando partirà la ripresa: le previsioni di Bankitalia

5 Giugno 2020
Quando partirà la ripresa: le previsioni di Bankitalia

Dopo il pesante calo di Pil, consumi, investimenti e occupazione, l’istituto di via Nazionale ipotizza due scenari per il recupero nel prossimo biennio.

La pandemia di Coronavirus ha provocato una crisi senza precedenti e l’Italia è tra i Paesi che stanno soffrendo di più per l’emergenza economica. Secondo le stime della Banca d’Italia nelle sue ‘Proiezioni macroeconomiche per l’economia italiana’, riportate dall’agenzia di stampa Adnkronos, la contrazione del Pil in Italia sarà pari a -9,2% quest’anno, seguita da una graduale ripresa nel prossimo biennio: Bankitalia prevede un recupero del +4,8% nel 2021 e del +2,5% nel 2022.

Il calo dei consumi e degli investimenti

Alla pesante decrescita dell’anno in corso contribuirebbe, oltre alla caduta della domanda estera e dei flussi turistici internazionali, il decremento della domanda interna, in seguito alla sospensione di alcune attività economiche per il lockdown e alle pesanti ripercussioni della crisi sull’occupazione e sui redditi delle famiglie.

Anche i consumi delle famiglie nel 2020 e gli investimenti delle imprese si dovrebbero ridurre a ritmi analoghi a quelli del Pil; la ripresa sarebbe «in linea con quella del prodotto nel 2021 e più moderata l’anno successivo», in parte per l’esigenza di ricostituire i livelli di ricchezza colpiti dalla crisi.

Gli investimenti, risentendo della incertezza sulle prospettive dell’attività economica, scenderebbero del 15% nel 2020 e recupererebbero circa due terzi della diminuzione nel biennio successivo. Le esportazioni di beni e servizi si ridurrebbero di quasi il 16% nel 2020, riflettendo l’andamento della domanda estera e il sostanziale arresto nell’anno in corso dei flussi turistici internazionali, per poi tornare a crescere nei due anni seguenti.

L’andamento dell’occupazione e dell’inflazione

L‘occupazione, misurata da Bankitalia in termini di ore lavorate, diminuirebbe quest’anno di quasi il 10%, per poi recuperare metà della caduta nel 2021. Il numero di occupati si ridurrebbe tuttavia in misura più contenuta, attorno al 4,0% nel 2020, grazie all’esteso ricorso alla Cassa integrazione guadagni (Cig).

Inoltre, evidenzia la Banca d’Italia, l’inflazione rimarrebbe pressoché nulla quest’anno e il prossimo, risalendo gradualmente nel 2022. L’inflazione di fondo «risentirebbe nel complesso della debolezza della domanda, rimanendo su valori molto contenuti».

La ripresa nel prossimo biennio: due scenari

La ripresa del Pil, evidenzia la Banca d’Italia nelle sue proiezioni, partirà dal secondo semestre di quest’anno, non appena verranno gradualmente meno gli effetti connessi con le misure di contenimento. Saranno invece più persistenti le ripercussioni della diminuzione della domanda estera e dei flussi turistici e peseranno anche i comportamenti più cauti delle famiglie e delle imprese.

Bankitalia ha elaborato due scenari, che dipendono dall’andamento del contagio. Lo scenario base ipotizza che la diffusione della pandemia rimanga sotto controllo e quindi le misure di contenimento potranno essere gradualmente rimosse; in questo modo si attenueranno le ripercussioni economiche. Secondo questo scenario favorevole, la domanda estera per i beni prodotti in Italia tornerebbe ad espandersi nel prossimo biennio, dopo la riduzione del 13,5% stimata per il 2020.

Il secondo scenario, invece, tiene conto dell’eventualità di nuovi focolai dell’epidemia che potrebbero riemergere. Questo comporterebbe l’adozione di nuove misure di sospensione delle attività economiche, per una quota pari a circa il 5% del valore aggiunto per 4 settimane nei mesi estivi e circa il 15% per 6 settimane tra la fine del 2020 e l’inizio del 2021.

I tassi di interesse e la domanda estera

Ci sarebbero effetti negativi anche sui tassi di interesse, con un aumento dei rendimenti a lungo termine di circa 50 punti base e un irrigidimento delle condizioni del credito. Così il Pil diminuirebbe di circa il 13% quest’anno e recupererebbe in seguito a ritmi più moderati di quelli previsti nello scenario più favorevole: +3,5% nel 2021 e poi +2,7% nel 2022.

Anche la caduta della domanda estera sarebbe più marcata nell’anno in corso (-20%) e la ripresa delle vendite dei nostri prodotti all’estero sarebbe più lenta nel successivo biennio, così come il recupero dei flussi turistici.

Le misure di sostegno del Governo

Ma la Banca d’Italia rileva anche che le misure di sostegno diretto alla domanda, incluse nei decreti legge ‘Cura Italia‘ e ‘Rilancio‘, forniranno un «contributo significativo» nel mitigare la contrazione del Pil nell’anno in corso, valutabile secondo i moltiplicatori tradizionali in oltre 2 punti percentuali.

Alcune misure come la moratoria sul credito e le garanzie sui nuovi prestiti, evidenziano da via Nazionale, «sarebbero inoltre essenziali a scongiurare il materializzarsi di possibili effetti non lineari associati a gravi conseguenze finanziarie, evitando una crisi di liquidità, mantenendo aperte le linee di credito delle imprese e soddisfacendo il fabbisogno di fondi indotto dalla crisi».



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