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Il recupero crediti può chiamare su un numero che non ho mai dato?

7 Giugno 2020
Il recupero crediti può chiamare su un numero che non ho mai dato?

I call center possono reperire e chiamare numeri privati? Cosa fare se il recupero crediti entra in possesso del tuo numero?

Ti sei mai chiesto come fanno i call center a conoscere il tuo numero di telefono privato se non lo hai mai dato a nessuno? Immagina di aver fatto un debito con una finanziaria e di aver già ricevuto un paio di telefonate di sollecito. Senonché, per non aver più noie, hai deciso di cambiare numero e di abbandonare quello vecchio. Eppure non è passato molto tempo che subito si sono ripresentati gli stessi seccatori. Come hanno fatto a rimettersi sulle tue tracce? Ma soprattutto, il recupero crediti può chiamare su un numero che non ho mai dato?

Vediamo cosa dice, in proposito, la legge tenendo conto che lo stesso problema si pone anche quando il cliente fornisce volontariamente un numero sbagliato o blocca le chiamate in entrata da numeri sconosciuti. 

Il numero di telefono è coperto da privacy?

La prima cosa che bisogna verificare è se il numero di telefono, per quanto magari dato ad amici o parenti, è coperto da privacy. Detto in termini giuridici, possiamo ritenere che il numero di telefonia fissa o mobile sia un “dato personale” ai sensi della legge che tutela la riservatezza?

La giurisprudenza ha dato risposta positiva: il numero di telefono (sia esso relativo all’utenza fissa o mobile), consentendo di risalire all’intestatario, può senz’altro ritenersi un dato personale. In quanto tale, quindi, è coperto da privacy e – cosa ancora più importante – non può essere comunicato senza il consenso del titolare. Tant’è vero che, quando un negoziante, un locale o qualsiasi altro esercizio commerciale ti chiede il numero di telefono per mandarti pubblicità, non solo deve chiederti il consenso all’invio di tale materiale ma deve anche consegnarti l’informativa sulla privacy relativa al trattamento di tale dato personale (appunto, il numero di telefono). 

Si può comunicare a terzi il numero di telefono

Dalla natura di “dato personale” del telefono deriva anche il fatto che esso non possa essere comunicato a terzi, a meno che non vi sia l’espresso consenso del titolare. In ogni caso, la comunicazione può avvenire solo per gli stessi scopi per i quali il trattamento è stato eseguito. Facciamo qualche esempio pratico. 

Se dai il tuo numero di telefono a una banca, questa potrà – dopo averti fatto firmare la liberatoria – consegnarlo alla società di recupero crediti affinché ti contatti in caso di insoluto, ma non potrà comunicarlo invece a una società collegata che vuol proporti l’acquisto di fondi di investimento. Se autorizzi un negozio di estetica a mandarti sms per promozioni non significa che stai acconsentendo alla cessione del tuo numero ad altre società. 

Insomma, l’autorizzazione al trattamento dei dati vale solo nei confronti del cessionario (di chi, cioè, te li ha chiesti e ti ha fatto firmare la liberatoria) e non nei confronti dei terzi. 

Se magari hai ancora qualche dubbio sappi che nessuno, che ha in rubrica il tuo numero personale di telefono, può comunicarlo ad altri senza prima chiederti il permesso, così come nessuno può inserirti in una chat di gruppo prima che tu gli abbia dato l’autorizzazione.

Come fanno le società di recupero crediti a conoscere il tuo numero di telefono privato?

Se allora è vero che il numero di telefono è coperto da privacy, nel momento in cui lo cambi, come fanno le società di recupero crediti a venire in possesso del numero nuovo?

Esistono in realtà tanti modi, pochi dei quali possono considerarsi leciti. 

Se la società possiede in archivio un numero più attivo, subito si attivano dei sistemi di ricerca “manuali” ma, a volte, estremamente efficaci.

Le telefonate a casa

Il primo metodo è di tentare una telefonata sul numero fisso di casa e lì parlare con un parente, in modo da avere notizie del debitore e ottenere da questi il suo numero di cellulare. 

Questo comportamento è illegittimo innanzitutto nel momento in cui il terzo, anche se convivente, viene messo al corrente delle ragioni della chiamata (ossia il recupero crediti). In secondo luogo, perché il call center non può trattare un dato – il numero di telefono – e quindi archiviarlo e utilizzarlo, senza il consenso del titolare. 

Il Crm (Customer relationship management)

Crm è l’acronimo di Customer relationship management ossia «gestione delle relazioni con i clienti». Si tratta di un database dove vengono raccolte tutte le informazioni dei clienti: dati anagrafici, operazioni effettuate, morosità, bollette, rate insolute di prestiti, ecc.

A gestirle è la società committente (ad esempio, la banca, la società elettrica, del gas, ecc.).

In questo modo, si accede a sistemi dove vengono mappati tutti i contatti avuti telefonicamente con il cliente. Quindi, in base al suo codice fiscale o alla partita Iva, il call center è in grado di risalire a tutto, anche a società terze che possono essere collegate al debitore stesso (referenti, figli, ecc.).

Tramite le ricerche si può risalire ad eventuali figli o altri referenti che hanno magari chiesto subentri, volture o operazioni del genere.

Visure

Grazie all’anagrafica del cliente, il call center può fare visure e ricerche negli elenchi pubblici, magari trovando qualche recapito di persone collegate (management aziendale, fideiussori che hanno prestato garanzia da finanziamento, e così via).

Google

Non può mancare Google, che fornisce molti più dati di quanto si possa pensare. Su Google sono spesso indicizzate anche le pagine social e lì è facile trovare numerosi altri elementi per recuperare informazioni del debitore.  

Ma è legale chiamare a un numero di telefono privato?

Una società non può telefonare a una persona ad un numero diverso da quello fornito dal cliente, magari reperito in modi “obliqui”. E ciò per la fin troppo scontata considerazione che, per tale numerazione, non è mai stato fornito alcun consenso al trattamento dei dati. Dunque, il numero non può essere memorizzato negli archivi e di lì utilizzato. Questa condotta costituisce una violazione della privacy e, quindi, un reato. 

Il debitore che sia stato contattato illegittimamente potrebbe sporgere querela.


note

Autore immagine: it.depositphotos.com


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2 Commenti

  1. Se viene chiamato un parente, ad esempio la suocera, che non ha fatto da garante e viene informata del debito e addirittura avvisata di certe conseguenze se non viene rispettato il debito, allora in questo caso è violazione della privacy?

    Avessero chiamato la mia compagna (che risulta mia garante o co intestataria del debito) non ci sarebbero stati problemi, però non mi pare giusto avvisare “parenti” lontani dei fatti miei…

    Attendo, Grazie

    1. Nei casi di lesione della privacy, il debitore può agire contro la società di recupero crediti davanti al giudice civile a mezzo del proprio avvocati per ottenere il risarcimento del danno. Sporgendo una semplice denuncia all’Autorità Garante della Privacy è prevista invece la sola punizione del colpevole e l’adozione di sanzioni.

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