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Marchio copiato, risarcimento assicurato

9 Agosto 2014
Marchio copiato, risarcimento assicurato

Scatta il risarcimento per il marchio copiato anche se l’azienda non ha subito un calo di fatturato.

Il danno cagionato all’impresa titolare dell’etichetta si può manifestare anche in una riduzione del potenziale di vendita

Nel caso in cui un’azienda copi il marchio ad un concorrente, deve risarcire il danno anche se quest’ultimo non ha registrato cali di fatturato e non è in grado di dare prova dell’ammontare del danno subìto.

A dirlo è una sentenza della Cassazione di quest’anno [1].

In tema di marchio d’impresa e quindi di tutela della concorrenza e del mercato, non è consentito commercializzare prodotti similari con un marchio confondibile, pena la configurabilità della contraffazione. Si trattasi di illecito concorrenziale, sussistente in caso di rischio di confusione tra prodotti di imprese concorrenti.

Dunque, chi si appropria del marchio altrui o comunque genera confusione (per esempio aggiungendo un termine poco significativo e senza che gli altri elementi grafici riescano a distinguere le due etichette) compie un illecito.  che dà diritto a chiedere il risarcimento del danno.

Per tale richiesta non è necessario provare – a detta dei Supremi giudici – né una contrazione di vendite né un calo del fatturato per effetto della contraffazione.

Dunque, il danno può essere quantificato “in via equitativa”, criteri che fa affidamento sulla valutazione del giudice (in base a quanto questi ritenga essere “giusto”) tutte le volte in cui non si può quantificare, con esattezza, l’ammontare di un importo per il risarcimento.

Il danno arrecato all’impresa titolare del marchio contraffatto – si legge in sentenza – non necessariamente consiste in una riduzione delle vendite o in un calo del fatturato, rispetto al periodo precedente considerato, potendo esso manifestarsi solo in una riduzione del potenziale di vendita e quindi consistere in una minore crescita delle vendite, senza che si abbia una corrispondente riduzione od un calo rispetto agli anni precedenti considerati.

Ciò accade, infatti, quando le vendite sono in crescita nel corso del periodo preso in considerazione e, in questi casi, non si manifesta alcun calo o riduzione delle vendite, pur potendosi manifestare un danno da riduzione del potenziale.

note

[1] Cass. sent. n. 13025/14.


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