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Furto di energia elettrica: ultime sentenze

17 Settembre 2021
Furto di energia elettrica: ultime sentenze

Aggravanti di violenza sulle cose e del mezzo fraudolento; rallentamento del conteggio dei consumi con un magnete posto sul misuratore; captazione di elettricità.

Furto di energia elettrica con violenza sulle cose

Integra il reato di furto di energia elettrica aggravato dalla violenza sulle cose, la condotta di chi abbia attaccato un cavo ad una fornitura attiva, utilizzando un bypass, dotato di meccanismi di regolazione dell’attivazione mediante un interruttore a comando.

Corte appello Lecce, 10/05/2021, n.339

Allaccio abusivo alla rete elettrica

Risponde del reato di furto di energia elettrica, aggravato dalla violenza sulle cose, colui che si sia avvalso consapevolmente dell’allaccio abusivo alla rete di distribuzione realizzato da terzi.

Cassazione penale sez. V, 30/04/2021, n.24592

Furto di energia elettrica aggravato dal mezzo fraudolento

Nel furto di energia elettrica sussiste l’aggravante in caso di utilizzo di un capo privato mediante l’allaccio diretto alla rete elettrica in spregio della presenza di un contatore regolare.

Tribunale Napoli sez. V, 20/04/2021, n.3413

Apposizione di un magnete all’esterno del contatore

Il furto di energia elettrica realizzato attraverso l’apposizione di un magnete collocato all’esterno del contatore e idoneo ad alterare la registrazione dei consumi, è aggravato dal mezzo fraudolento (articolo 625, comma 1, numero 2, seconda ipotesi, del Cp), giacché trattasi di condotta che si risolve in un espediente o malizioso accorgimento diretto a superare la naturale custodia e protezione della cosa.

Non è invece ravvisabile l’aggravante della violenza sulle cose (articolo 625, comma 1, numero 2, prima ipotesi, del Cp), perché questa si realizza solo allorquando il soggetto, per commettere il fatto, “manometta” la cosa in modo che, per riportarla ad assolvere la sua naturale funzione, sia necessaria un’attività di ripristino: l’apposizione del magnete, infatti, non determina alcuna manomissione, ma si risolve in una semplice manipolazione, che non implica alcuna rottura, guasto, danneggiamento, trasformazione o mutamento di destinazione, per cui sia necessaria un’attività di ripristino.

Cassazione penale sez. V, 15/04/2021, n.19937

Furto di energia elettrica condominiale

Integra il reato di furto di energia elettrica in danno del condomino la condotta attuata mediante il collegamento di un cavo elettrico ad una plafoniera condominiale che condotta nell’abitazione privata dell’imputato, non rilevando la circostanza che il bene oggetto di furto fosse sotto il controllo della p.o. In siffatta ipotesi è integrata anche l’aggravante di aver agito su beni esposti alla pubblica fede.

Tribunale Trieste, 25/03/2021, n.368

Difficoltà economiche e stato di necessità

Le difficoltà economiche non costituiscono giustificato motivo dello stato di necessità, esimente dalla responsabilità penale per il furto di energia elettrica attuato mediante l’abusivo allaccio alla rete.

Corte appello Cagliari sez. II, 05/02/2021, n.725

Furto di energia elettrica: elementi costitutivi

Creare degli allacci abusivi sulle linee del vicino di casa, mediante allaccio di fili e creazione di ponti artigianali, al fine di sfruttare le di lui forniture a proprio vantaggio, condotta riproposta più volte a seguito dell’intervento del legittimo proprietario per ripristinare la regolarità della situazione è una condotta atta ad integrare gli elementi oggettivi e soggettivi propri del furto aggravato di energia elettrica.

Tribunale Gorizia, 10/08/2020, n.206

Manomissione dei fili

Sussiste l’aggravante della violenza sulle cose nel furto di energia elettrica quando sia stato posto in essere mediante la manomissione dei fili, seppur marginale e ridotto.

Tribunale Taranto sez. I, 21/04/2020, n.182

Le aggravanti della violenza sulle cose e del mezzo fraudolento

In tema di furto, le circostanze aggravanti previste dall’art. 625, comma 1, n. 2, c.p., della violenza sulle cose e del mezzo fraudolento possono concorrere tra loro in ragione della diversa oggettività giuridica. (Fattispecie in tema di furto di energia elettrica).

Cassazione penale sez. IV, 11/02/2020, n.8860

L’allacciamento abusivo per l’energia elettrica 

In tema di furto di energia elettrica, l’aggravante della violenza sulle cose – prevista dall’art. 625, primo comma, n. 2), cod. pen. – è configurabile anche quando l‘allacciamento abusivo alla rete di distribuzione venga materialmente compiuto da persona diversa dall’agente che si limiti a fare uso dell’allaccio altrui, trattandosi di circostanza di natura oggettiva, valutabile a carico dell’agente se conosciuta o ignorata per colpa, con la conseguenza che la distinzione tra l’autore della manomissione e il beneficiario dell’energia può rilevare, ai fini della configurabilità del reato o della circostanza aggravante, solo nel caso in cui incida sull’elemento soggettivo.

Cassazione penale sez. IV, 05/02/2020, n.5973

Allacciamento abusivo alla rete esterna mediante un cavo volante

In tema di furto di energia elettrica, costituisce mezzo fraudolento e, pertanto, integra l’aggravante di cui all’art. 625, comma primo, n. 2 cod. pen., l’allacciamento abusivo alla rete esterna mediante un cavo volante per la sottrazione dell’energia elettrica.

Cassazione penale sez. V, 23/09/2019, n.5055

Furto di energia elettrica: le sanzioni amministrative

In materia di furto di energia elettrica, le sanzioni previste dall’art. 59 d.lg. 26 ottobre 1995, n. 504, hanno natura amministrativa ed assolvono ad un’autonoma funzione ripristinatoria del bene giuridico leso, da individuare nella sottrazione del consumo all’imposta, e non hanno finalità punitive, in quanto producono effetti sul soggetto obbligato all’adempimento fiscale, indipendentemente dall’essere o meno quest’ultimo l’autore dell’abusivo prelievo, sicché la loro irrogazione non comporta la violazione del principio del “ne bis in idem” convenzionale, come interpretato dalla Corte europea dei diritti dell’uomo Corte europea dei diritti dell’uomo, sez. II,  4 marzo 2014 n. 18640/10.

Cassazione penale sez. V, 06/06/2019, n.38717

Arresto in flagranza per furto di energia elettrica

In tema di furto di energia elettrica, lo stato di flagranza che consente l’arresto non presuppone che l’autore del furto sia sorpreso nell’atto di manomettere il contatore o di effettuare l’allacciamento abusivo, essendo sufficiente che la captazione di energia elettrica sia in corso e che la condotta integrante l’aggravante di cui all’art. 625, n. 2) c.p. sia stata preventivamente posta in essere per consentire l’impossessamento.

Cassazione penale sez. IV, 10/10/2019, n.43693

Allaccio abusivo con collegamento diretto alla rete elettrica 

In tema di furto di energia elettrica, la realizzazione di un allaccio abusivo mediante collegamento diretto alla rete elettrica, da cui consegua la sottrazione di energia all’ente fornitore, comporta un necessario uso della violenza sulle cose, funzionalmente alla manomissione dell’impianto, così da integrare l’aggravante della violenza sulle cose (articolo 625, numero 2, del codice penale).

Cassazione penale sez. IV, 18/01/2019, n.18329

Furto di energia elettrica: esclusione della scriminante

Nell’ordinamento processuale penale, pur non essendo previsto un onere probatorio a carico dell’imputato, modellato sui principi propri del processo civile, è tuttavia prospettabile un onere di allegazione, in virtù del quale lo stesso è tenuto a fornire le indicazioni e gli elementi necessari all’accertamento di fatti e circostanze ignoti che siano idonei, ove riscontrati, a volgere il giudizio in suo favore.

(Nella specie la Corte ha ritenuto immune da censure la sentenza impugnata che, in relazione a una contestazione di furto di energia elettrica, aveva escluso la scriminante del consenso dell’avente diritto, non avendo l’imputato fornito specifiche indicazioni sull’identità del vicino di casa che, a suo dire, lo aveva autorizzato ad accedere al suo contatore).

Cassazione penale sez. IV, 12/12/2018, n.12099

Difficoltà economica: legittima il furto di energia elettrica?

In tema di furto di energia elettrica, una situazione di difficoltà economica non può essere invocata ai fini del riconoscimento della causa di giustificazione ex art. 54 cod. pen., essendo possibile vedersi garantiti i bisogni primari da parte degli enti preposti all’assistenza sociale.

Cassazione penale sez. IV, 11/12/2018, n.121

Magnete sul misuratore elettrico

La circostanza aggravante del mezzo fraudolento nel reato di furto di energia elettrica sussiste anche quando esso sia visibile poiché si tratta sempre di un artificio idoneo a trarre in inganno l’ente erogatore. (Nel caso di specie, era stato inserito un magnete sul misuratore elettrico che misurava una registrazione in negativo dell’energia).

Tribunale Torre Annunziata, 21/11/2018, n.2979

Furto di energia elettrica: il termine di prescrizione

Il termine di prescrizione del delitto di furto di energia elettrica decorre dall’ultima delle plurime captazioni di energia, che costituiscono i singoli atti di un’unica azione furtiva a consumazione prolungata.

Cassazione penale sez. IV, 15/11/2018, n.53456

Il rallentamento del conteggio dei consumi

In tema di furto di energia elettrica, il posizionamento di un magnete di forma cubica sopra il misuratore del consumo di energia, che alteri, rallentandolo, il conteggio dei kilowatt/ora effettivamente consumati, non richiama tanto l’aggravante della violenza sulle cose (che richiede un’ attività fisica del soggetto dotata di una sua materiale consistenza autonoma come lo smontaggio o il taglio di cavi, la rottura del misuratore, l’effrazione dei rivetti di chiusura, etc.), quanto quella del mezzo fraudolento, consistito nell’alterare, con uno stratagemma occultato ad arte dietro uno sportellino, il conteggio dell’energia erogata.

Tribunale Napoli sez. I, 02/11/2018, n.10293

Quando non sussiste il reato di furto di energia elettrica?

Non sussiste il reato di furto di energia elettrica se,  nonostante la manomissione del contatore, non vi sia stata alcuna sottrazione dell’energia elettrica risultando i consumi minori dei calcoli di ricostruzione dei consumi presuntivi.

Tribunale S.Maria Capua V. sez. III, 12/10/2018, n.4120

Furto di energia elettrica con allaccio diretto al contatore Enel

Il reato di furto di energia elettrica mediante allaccio diretto al contatore Enel di cui agli artt. 624 e 625, n. 2, c.p., ricade astrattamente nell’alveo normativo di un delitto con pena massima edittale di tre anni, pertanto il temine di prescrizione matura in sette anni e mezzo.

Tribunale Napoli sez. I, 07/11/2018, n.11136



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4 Commenti

  1. Il furto di energia elettrica e un reato. ma che sulla bolletta della luce mi arriva € 50,00 ogni due mesi senza consumare corrente che cosa e ?
    io ho una seconda casa ho il contatore e ci vado solo 15 giorni all’anno , e non consumo tanta energia , e ppure ogni due mesi mi arriva 50,00 -53,00 ogni due mesi , non lo trovo giusto senza consumare devo pagare-.

  2. Nel paragrafo sulle sanzioni amministrative leggo che: “tali sanzioni producono effetti sul soggetto obbligato all’adempimento fiscale, indipendentemente dall’essere o meno quest’ultimo l’autore dell’abusivo prelievo”. Mi chiedo ma questo anche se l’autore del prelievo abusivo è noto (condannato per furto di energia) e quello a cui viene inflitta la sanzione era solo l’intestatario dell’utenza?Grazie.

  3. fa bene chi ruba in italia, e specialmente chi ruba la corrente elettrica. I veri ladri sono quelli della enel e lo stato che ti fanno pagare prezzi altissimi per un bene necessario alla sopravvivenza

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