L’esperto | Articoli

Furto di identità: ultime sentenze

6 Luglio 2020 | Autore:
Furto di identità: ultime sentenze

Diffamazione; pubblicazione di un commento offensivo a corredo di un articolo giornalistico; identificazione dell’autore del commento grazie all’indirizzo IP dell’utenza telefonica.

Social network, forum, blog e tante altre piattaforme virtuali offrono l’opportunità di entrare in contatto con nuove persone e ritrovare vecchi amici e parenti. Tuttavia, sul web potresti correre alcuni rischi. Ad esempio, potresti incontrare qualcuno con intenzioni illecite o cadere vittima di un furto d’identità.

Ma cos’è e quando si verifica il furto di identità? Talvolta, persone non autorizzate entrano in possesso di informazioni personali, come il numero della carta d’identità, del bancomat, della carta di credito, ecc. L’intento è sostituirsi in tutto o in parte alla vittima e compiere a suo nome azioni illecite oppure il fine può essere quello di ottenere credito ricorrendo a false credenziali. A seguire ti spiegherò quali sono i dati necessari per realizzare il furto d’identità e quali accorgimenti puoi adottare per proteggerti. Dopodiché, potrai leggere le ultime sentenze sul tema.

Furto di identità: i dati e le vittime

Quali sono i dati necessari per realizzare il furto d’identità? Occorrono: nome, cognome, indirizzo; codice fiscale; luogo e data di nascita; numero di telefono di casa; numero della carta di credito; estremi del conto corrente.

Le vittime del furto di identità possono essere tanto i privati cittadini, quanto le aziende e le altre organizzazioni. In quest’ultimo caso, ai truffatori basta ottenere l’accesso ai pubblici registri o cambiare il nome dei titolari dell’azienda ed i loro indirizzi.

Come proteggersi dai furti di identità?

Ecco alcune regole da seguire per prevenire il furto di identità:

  • sii prudente e cauto di fronte a richieste di sconosciuti. Evita di rispondere ad e-mail che chiedono di rivelare password o numeri di account, codici PIN o altre informazioni personali;
  • non inviare mai denaro o dati personali ai soggetti che non conosci e di cui non ti fidi;
  • non rispondere mai ad un numero fornito via mail oppure su un link allegato;
  • non fornire dati o dettagli personali quando ricevi una telefonata dalla banca o da qualsiasi altra organizzazione;
  • se un tuo contatto email, un amico o un parente, dichiara di essere rimasto bloccato in vacanza e ti richiede l’invio di denaro, contatta direttamente la persona al suo numero telefonico o tramite altri mezzi per verificare la veridicità della richiesta che hai ricevuto;
  • effettua controlli periodici sulla tua carta di credito e/o sui movimenti bancari così scovare eventuali operazioni sospette;
  • attenzione ai link che ricevi nei messaggi da altri utenti sui social network;
  • diffida di quegli applicativi in grado di accedere ai tuoi dati personali e agli indirizzi delle tue mailing list;
  • prima di gettare nell’immondizia i documenti contenenti le tue informazioni personali strappali o rendili illeggibili.

Furto di identità informatica

A fronte di intercettazione di messaggi telematici aventi contenuto pedopornografico, ma in difetto di prova che i “files” siano pervenuti all’utente destinatario, attesa anche la possibilità di un cd. “furto di identità informatica”, non può dirsi dimostrata la detenzione di materiale pedopornografico in capo all’utente stesso e non può quindi affermarsi la responsabilità per il reato di cui all’art. 600 quater c.p.

Tribunale Milano sez. V, 02/05/2007

La pubblicazione di un commento offensivo

Deve essere confermata la decisione dei giudici del merito che, in un procedimento per diffamazione per la pubblicazione di un commento offensivo a corredo di un articolo giornalistico, hanno individuato l’autore del commento grazie all’indirizzo IP dell’utenza telefonica dell’abitazione dell’imputato, ritenendo inidonea a configurare ragionevole dubbio l’astratta possibilità del c.d. furto di identità e cioè che un terzo avesse sfruttato la rete wireless del prevenuto per postare lo scritto diffamatorio.

Cassazione penale sez. V, 29/10/2015, n.8275

Social: il messaggio dal contenuto ingiurioso

In caso di messaggio dal contenuto ingiurioso, inviato tramite un social network da un utente al medesimo registrato e riferibile ad una persona non espressamente citata, ma identificabile con altro utente appartenente al gruppo dei suoi “amici” su quel network, le affermazioni lesive, ove non si possa configurare un “furto di identità“, devono ritenersi provenienti dal soggetto a cui nome era stata effettuata la registrazione, il quale è obbligato a risarcire il danno morale subito dalla persona offesa.

Tribunale Monza, 03/03/2010

Furto di identità e utilizzazione di un documento altrui

Nell’ipotesi di furto di identità ed utilizzazione da parte del reo di un documento altrui in nulla alterato o modificato, al fine di aprire conti correnti ed emettere assegni, la riconoscibilità dell’abuso è da ritenere “in re ipsa”, e da presumere fino a prova contraria. È a carico della banca, quindi, e non del danneggiato, l’onere di fornire la prova della scusabilità del suo errore (per la somiglianza fra le due persone o per altra causa).

Cassazione civile sez. III, 11/02/2009, n.3350



Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

4 Commenti

  1. Sapete quanti profili fake creano a nostra insaputa? Un mio amico si è ritrovato con un profilo su Facebook durubato di tutte le sue foto con un nome straniero. Ovviamente, dopo la segnalazione al social network e il blocco da parte di tutti gli amici, il profilo è stato sgamato, ma mi rendete conto che i social sono una giungla per chi non è un personaggio pubblico e non vuole mettere in vetrina la sua vita ma soltanto condividerla con i propri contatti?

  2. La cosa peggiore è quando con la tua faccia pubblicano sui social dei post che non rispecchiano proprio la tua persona e poi ti arrivano messaggi privati dei tuoi contatti che ti chiedono come mai hai aperto un nuovo profilo e pubblichi certe cose. Il disagio che si prova nel dover dare spiegazioni e nel dover avvisare tutti che si tratta di un profilo falso che ti ha praticamente sottratto foto e amicizie è davvero fastidioso e insopportabile.

  3. Ad un mio collega è successo almeno 3 volte e abbiamo pensato che si trattasse di un dispetto di una sua ex perché pubblicava proprio come se fosse lui a condividere le cose. E dire che lui non aveva il profilo pubblico. Quindi, se è davvero così, la sua ex prima ha creato il profilo con tutte le sue foto e poi è andata ad aggiungere tutti i suoi amici e verificava le donne che lo contattavano. Roba da stalker, insomma. Allora, dopo la seconda volta lui, oltre a segnalare e a far segnalare il profilo ai suoi amici, che in un primo momento si trovavano confusi perché in pratica si sono ritrovati di fronte due profili quasi identici, ha fatto denuncia alla polizia postale. ora, è in attesa di news. Certo è che è una situazione assurda anche perché poverino, tante volte, ha ricevuto telefonate da numeri anonimi e allora è normale che ti viene di pensare a un dispetto pesante e di cattivo gusto.

  4. Io sono decisamente stanca di dover cancellare e bloccare gente sui social perché cercano di appropriarsi delle mie info private. Alla fine, uso i social solo per il lavoro ed evito proprio di condividere pezzi della mia quotidianità, anche perché dovrei postare selfie mentre lavoro, sono sui libri o faccio sport? Quindi, meglio evitare. Riservo i momenti privati in compagnia delle persone care senza la necessità di postare ogni istante col rischio che possano appropriarsi delle mie immagini

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube