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Radioterapia: ultime sentenze

31 Luglio 2020
Radioterapia: ultime sentenze

Attività con impiego di radiazioni ionizzanti; danno alla salute e danno da lesione del diritto all’autodeterminazione.

Cure di schermatura personalizzata per radioterapia

Sussiste la giurisdizione del giudice amministrativo con riferimento alla controversia attinente alla legittimità degli atti di regolamentazione della tariffa per le cure di schermatura personalizzata per radioterapia e dei conseguenti atti di recupero per prestazioni in eccesso rese dalla struttura ricorrente, controvertendosi di una attività amministrativa di natura autoritativa e tecnicamente discrezionale la cui cognizione va devoluta al giudice amministrativo in base all’art. 133, comma 1, lett. c), c.p.a.

T.A.R. Napoli, (Campania) sez. I, 02/01/2017, n.1

Rapporto di causalità tra omissione ed evento

Nel reato omissivo improprio il rapporto di causalità tra omissione ed evento necessita di essere vagliato alla stregua di un giudizio di alta probabilità logica (e non solo statistica); il reato si configura solo se l’evento, con elevato grado di credibilità razionale, non avrebbe avuto luogo o avrebbe avuto luogo in epoca significativamente posteriore o con minore intensità lesiva (nella specie, la Corte ha confermato la decisione dei giudici del merito, che avevano riconosciuto colpevole del reato di lesioni personali colpose aggravate commesso nell’esercizio dell’attività medica un medico che, nonostante all’esito del referto istologico successivo ad un intervento subito da una paziente fosse stato segnalato un tumore, aveva comunque dimesso la donna con una diagnosi generica e senza indicare l’opportunità di sottoporre la paziente a radioterapia.

La complessiva condotta di tipo omissivo aveva portato alla necessità di intervenire nuovamente in modo chirurgico e di sottoporre finalmente la paziente alla radioterapia. A detta della Corte, nel caso in esame, i giudici di merito non si erano soffermati sul mero dato statistico ma avevano approfondito la vicenda anche dal punto di vista scientifico, convincendosi che una differente opzione terapeutica avrebbe quantomeno ritardano l’insorgere della recidiva, causa di un nuovo intervento chirurgico).

Cassazione penale sez. IV, 21/02/2012, n.10864

Diagnostica per immagini e radioterapia oncologica

Integra il delitto di abuso di ufficio il pre-accreditamento da parte del dirigente di una asl (pur essendo tale potere di competenza della Regione, come previsto dall’art. 8 quater d.lg. n. 502 del 1992) di una struttura sanitaria privata per l’effettuazione di prestazioni di alta specializzazione (nella specie, diagnostica per immagini e radioterapia oncologica), non subordinato alla espressa accettazione della remunerazione secondo le tariffe regionali (come stabilito dagli art. 6, comma 6 l. n. 724 del 1994 e 8 quater d.lg. n. 502 cit.), con riconoscimento alla struttura privata dei corrispettivi richiesti, al di fuori di qualsiasi verifica di loro congruità.

Cassazione penale sez. VI, 19/10/2011, n.12802

Trattamento di malattie oncologiche

È inammissibile la censura, con cui è denunziata l’illegittimità, per contrasto con l’art. 32 Cost., dell’assoggettamento a budget anche delle prestazioni di radioterapia, che afferendo al trattamento di malattie oncologiche rientrerebbero nel novero delle c.d. prestazioni « salvavita » insuscettibili di essere interrotte, in quanto formulata in termini astratti e generici, non essendo allegato nel ricorso, pur proposto in prossimità della scadenza dell’esercizio annuale di riferimento, che l’erogazione di tali prestazioni abbia in concreto trovato interruzione ed ostacolo nella disciplina censurata o che esse non siano state remunerate.

T.A.R. Napoli, (Campania) sez. I, 28/09/2011, n.4511

Strutture di radioterapia

È incostituzionale l’art. 1, comma 311, l. 23 dicembre 2005 n. 266, nella parte in cui prevede che le risorse resesi disponibili in seguito alla risoluzione degli accordi di programma debbono essere destinate per gli interventi relativi alle linee di finanziamento per le strutture necessarie all’attività libero-professionale intramuraria, per le strutture di radioterapia e per gli interventi relativi agli istituti di ricovero e cura a carattere scientifico, ai policlinici universitari, agli ospedali classificati, agli istituti zooprofilattici sperimentali e all’ISS, nel rispetto delle quote già assegnate alle singole regioni o province autonome sul complessivo programma di cui all’art. 20 l. 11 marzo 1988 n. 67.

Corte Costituzionale, 23/03/2007, n.105

Apparecchi radiografici endorali

È soggetto ad autorizzazione sanitaria, ai sensi dell’art. 5 l. reg. Lombardia n. 5 del 1986, uno studio odontoiatrico nel quale vengano utilizzati apparecchi radiografici endorali, posto che l’art. 2 legge citata, tra le istituzioni svolgenti attività soggetta ad autorizzazione, prevede espressamente i gabinetti privati ove si impieghino anche saltuariamente a scopo diagnostico sostanze radioattive naturali o artificiali. La suddetta norma regionale non contrasta, sul punto, con la legislazione statale, atteso che il d.l. n. 230 del 1991 (a differenza del precedente d.l. n. 696 del 1942) non esclude espressamente dall’obbligo di autorizzazione i gabinetti odontoiatrici, e che il punto 25 lett. b) della tabella allegata al citato d.l. n. 230 del 1991 richiede l’autorizzazione per i gabinetti medici dove si applica anche saltuariamente la radioterapia e la radiumterapia. è inoltre da escludere che la citata norma regionale sia sospettabile di illegittimità costituzionale, non essendo contestabile la ragionevolezza di una disposizione che sottopone a regime autorizzativo un’attività che non è circoscritta alla mera esplicazione intellettiva ma si svolge anche con il ricorso a strumenti il cui controllo è ritenuto necessario per la tutela degli interessi della collettività.

Cassazione civile sez. I, 23/04/1997, n.3550

Aiuto di radioterapia e medicina nucleare

L’art. 28 del d.P.R. 27 marzo 1969 n. 130 garantisce, con particolare efficacia, la posizione dei dipendenti degli enti ospedalieri nell’ambito della struttura in cui lavorano sicché i medesimi sono legittimati a difenderle contro qualsiasi atto della p.a. pregiudizievole della qualifica formalmente conseguita; è illegittima, pertanto, l’estromissione di un sanitario delle funzioni specialistiche tipiche della propria qualifica (nella specie: da aiuto di radioterapia e medicina nucleare, ad aiuto di medicina generale) trattandosi – in disparte il rilievo circa l’eventuale riduzione o ampliamento delle attribuzioni – di funzioni diverse da quelle di competenza.

T.A.R., (Sardegna), 12/05/1984, n.324

Rilascio di autorizzazioni sanitarie a realizzare nuove strutture

Ai fini del rilascio delle autorizzazioni sanitarie alla realizzazione di nuove strutture (nella specie, di Radioterapia), nella Regione Campania la valutazione del fabbisogno assistenziale deve essere effettuata considerando prioritariamente l’offerta delle strutture provvisoriamente accreditate o già in esercizio (ed interessate ad ottenere l’accreditamento).

Ciò non esclude la necessità di procedere ad una attuale e specifica ponderazione del fabbisogno, onde valutare l’esistenza di una possibile capienza per nuova offerta, non potendosi opporre alla struttura istante la mera circostanza che sono ancora in corso di adempimento le procedure di accreditamento delle altre strutture.

Consiglio di Stato sez. III, 24/05/2017, n.2448

Indennità di rischio per gli addetti ai servizi di radiologia medica

Hanno diritto all’indennità di rischio radiologico e del congedo aggiuntivo tutte le persone addette ai servizi di radiologia medica, radiodiagnostica, radioterapia e medicina nucleare e di tutto il personale che svolge abitualmente la specifica attività in zona controllata.

(Nel caso di specie, si trattava di medici anestesisti che avevano svolto l’attività presso l’Ospedale Ortopedico partecipando ad attività con impiego di radiazioni ionizzanti ed in particolare ad attività radiodiagnostica complementare).

Corte appello Milano sez. lav., 26/02/2020, n.131

Responsabilità medica per violazione del dovere di informare il paziente

La violazione, da parte del medico, del dovere di informare il paziente può causare due diversi tipi di danni: un danno alla salute, quando sia ragionevole ritenere che il paziente se correttamente informato, avrebbe rifiutato di sottoporsi all’intervento (per non subirne le conseguenze invalidanti); un danno da lesione del diritto all’autodeterminazione, se, a causa del deficit informativo, il paziente abbia subito un pregiudizio, patrimoniale oppure non patrimoniale diverso dalla lesione del diritto alla salute. A ribadire questi principi è la Cassazione con una sentenza in tema di responsabilità medica in cui si è riconosciuto il danno per la donna sottoposta a radioterapia più intensa visto il pregresso risultato con applicazione meno intensa.

Cassazione civile sez. III, 11/11/2019, n.28985



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