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Come non dipendere economicamente dal marito

24 Agosto 2020 | Autore:
Come non dipendere economicamente dal marito

Regime patrimoniale dei coniugi, dovere di assistenza economica e desiderio di autonomia. Come conciliare i diversi interessi in gioco?

Sei fidanzata da tanti anni e hai deciso che è giunto il momento di rendere più stabile la tua relazione. Desideri costruire una famiglia, avere dei figli e, quindi, convolare a giuste nozze.

Ami il tuo futuro sposo, ma sei una persona autonoma e indipendente. Non ti piace farti mantenere dagli altri e hai sempre lavorato per soddisfare le tue esigenze. Il matrimonio ti spaventa perché hai paura di dover scendere a compromessi. Desideri dunque sapere come fare per non dipendere economicamente dal marito.

In questo breve scritto ti forniremo le indicazioni e i consigli che ti consentono di coronare il tuo sogno con assoluta tranquillità. Devi, infatti, sapere che il ruolo della donna, anche all’interno del matrimonio, ha subito un’importante evoluzione. Nessuno è obbligato a sottostare alle regole economiche dell’altro coniuge, a meno che non lo voglia espressamente.

Addentriamoci gradatamente nella questione.

Qual è il regime patrimoniale dei coniugi?

Quando prendi in considerazione la possibilità di sposarti, ti si pongono davanti una serie di decisioni da assumere. Devi scegliere il rito da seguire (civile o religioso), il luogo della celebrazione, le persone da invitare, il budget da destinare alle spese per le nozze e per la luna di miele.

Per organizzare tutto nel migliore dei modi occorrono diversi mesi, a volte anche uno o più anni. Infatti, oltre ai preparativi necessari a rendere il tuo giorno indimenticabile (abito da sposa, fiori, parrucchiera ed estetista, fotografo, bomboniere e così via), sei chiamata a realizzare diversi adempimenti dal punto di vista burocratico e amministrativo. Per farti un esempio: devi provvedere alle pubblicazioni per mettere a conoscenza la comunità in cui vivi della tua intenzione di sposarti. Per far ciò devi fissare un appuntamento in Comune e impegnarti con la promessa di matrimonio.

Inoltre, devi scegliere il regime patrimoniale che caratterizzerà la tua vita matrimoniale per tutta la sua durata (salvo cambiamenti in corso d’opera). In particolare, a te e al tuo futuro sposo tocca decidere tra la comunione e la separazione dei beni. Sono queste due soluzioni tra di loro alternative: non possono, infatti, coesistere.

Per il nostro sistema giuridico la regola generale è quella della comunione legale. In tal caso, gli sposi mettono al servizio del nucleo familiare tutto il proprio patrimonio. Ne deriva che tutti i beni acquistati in costanza di matrimonio diventano di proprietà congiunta di marito e moglie. Lo stesso vale per i soldi presenti sul conto corrente. Il codice civile esclude soltanto alcuni averi dal regime di comunione: pensa, ad esempio, ai beni acquistati prima dal matrimonio oppure a quelli ricevuti in donazione o per successione.

La separazione dei beni, invece, deve essere espressamente scelta dai coniugi. In altri termini, al momento della celebrazione (o in una fase successiva), gli sposi devono dichiarare di voler accedere a tale regime patrimoniale. Come è intuibile dall’espressione utilizzata, in questo caso i beni di marito e moglie vengono “separati” e rimangono di proprietà individuale di ciascuno di essi. La separazione incide, però, soltanto sull’aspetto patrimoniale della famiglia e non deroga in nessun caso ai diritti e ai doveri che nascono dal matrimonio.

Quali sono i doveri dei coniugi?

La nostra Costituzione concepisce il matrimonio come l’elemento fondamentale della famiglia, intesa come società naturale basata su reciproci diritti e doveri.

Tali situazioni riguardano tutti i componenti del nucleo familiare (quindi anche eventuali figli), ma gravano soprattutto sul marito e sulla moglie (che in un momento successivo possono diventare anche genitori). Questi ultimi, infatti, quando si sposano e a prescindere dal rito scelto, assumono gli stessi diritti e pari doveri e, in particolare, devono:

  • essere fedeli l’uno nei confronti dell’altro;
  • assistersi moralmente ed economicamente;
  • coabitare e contribuire alle esigenze della famiglia, ciascuno sulla base delle proprie capacità personali ed economiche.

L’eguaglianza morale e giuridica di marito e moglie, sancita dalla Carta costituzionale, è stata pienamente attuata nel 1975, a seguito della riforma del diritto di famiglia. Tuttavia, sulla base delle indicazioni contenute nel codice civile puoi capire facilmente come è tuo diritto quello di essere assistita economicamente se non hai un patrimonio tuo o non hai la possibilità di guadagnare denaro. Per converso, è tuo dovere contribuire alle esigenze dalla famiglia sulla base delle tue disponibilità e, quindi, anche attraverso il lavoro casalingo.

Come fare per non dipendere economicamente dal marito?

Se sei sposata e non non hai la possibilità economica di mantenerti è dovere di tuo marito sostenerti e venirti incontro. Tale obbligo sussiste sia in caso di regime di comunione legale sia nell’ipotesi in cui sia stata scelta la separazione dei beni. Inoltre, a differenza di quanto alcuni credono, esso incombe su entrambi i coniugi (quindi anche sulla moglie se il marito non ha i mezzi per sostenersi da solo).

Tuttavia, come abbiamo visto sin dall’inizio, il tuo desiderio è quello di tutelare la tua autonomia economica e di evitare ogni forma di dipendenza da tuo marito. Si tratta di una facoltà del tutto legittima che è riconosciuta dall’ordinamento giuridico. Infatti, fermi restando gli obblighi che gravano sulla tua persona in relazione al nucleo familiare (non puoi, ad esempio, astenerti dal mantenere i tuoi figli o dal contribuire alle esigenze della famiglia), puoi adottare alcune soluzioni:

  • scegliere la separazione dei beni: la comunione legale non ostacola la tua autonomia, ma il regime di separazione ti garantisce una maggiore indipendenza. I tuoi beni, infatti, restano tuoi sempre, anche se li acquisti in costanza di matrimonio. Se si tratta di immobili essi ti garantiscono anche un reddito che ti consente di sostentarti da sola (pensa, ad esempio, a una casa data in affitto);
  • decidere di lavorare: la determinazione più importante per mantenere la tua autonomia è quella di assumere una posizione lavorativa.

Con riferimento a tale ultimo aspetto, pur consapevoli delle difficoltà attuali nel trovare un impiego, è evidente che avere uno stipendio è l’unico mezzo che ti garantisce la totale indipendenza da tuo marito. In tal modo, infatti, hai la possibilità di affrontare da sola tutte le spese necessarie a mantenere lo stile di vita prediletto (se, ad esempio, desideri una borsa in pelle hai la capacità di acquistarla). La scelta della tipologia di lavoro, della durata settimanale, dell’impegno contrattuale (part time o full time) spetta ovviamente a te d’intesa con il tuo datore di lavoro.



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