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Chi vincerebbe alla Camera con la nuova legge elettorale

6 Giugno 2020 | Autore:
Chi vincerebbe alla Camera con la nuova legge elettorale

Lega e Fratelli d’Italia da soli non bastano, il centrosinistra non ha i numeri: il vero ago della bilancia è Berlusconi. Ecco l’ultima elaborazione Ipsos.

È intramontabile. Silvio Berlusconi continua ad essere fondamentale per le sorti del centrodestra. Le ultime rilevazioni appena fatte e pubblicate dall’Istituto Ipsos mettono in evidenza, sostanzialmente, due cose. La prima: che se si votasse oggi, il centrosinistra non vincerebbe le elezioni. La seconda: che Lega e Fratelli d’Italia non avrebbero la maggioranza alla Camera senza Forza Italia.

L’Ipsos ha messo a confronto i risultati di due sondaggi, cioè quello fatto a fine gennaio scorso (quindi, prima che scoppiasse l’emergenza coronavirus) e quello appena presentato e realizzato a fine maggio, vale a dire quattro mesi dopo. L’elaborazione prende in considerazione l’ipotesi di adozione del nuovo sistema elettorale, cioè il Germanicum con proporzionale e sbarramento al 5%, sulla base dei 400 seggi rimasti dopo il taglio dei parlamentari (oggi l’Assemblea di Montecitorio è composta da 630 parlamentari). Significa che per avere la maggioranza assoluta ci vogliono 201 deputati.

Bene. Il quadro che emerge dai dati dell’Ipsos è questo: Lega e Fratelli d’Italia insieme avrebbero 186 seggi, pertanto non ce la farebbero da soli. Avrebbero bisogno ei 33 deputati di Forza Italia e, a quel punto, i numeri del centrodestra alla Camera arriverebbero a 205. Quanto basta per conquistare la maggioranza pregando che eventuali defezioni durante la legislatura non si debbano contare con tutte le dita di una mano.

Da febbraio ad oggi, all’interno della coalizione di centrodestra ne esce perdente Matteo Salvini: la sua Lega passa dal 32% al 24,3%. Quasi 8 punti pieni in meno che si tradurrebbero in una perdita di 37 seggi (da 149 a 112). La percentuale persa da Salvini è il doppio di quella che guadagna Giorgia Meloni: Fratelli d’Italia, da febbraio ad oggi, va da circa il 12% a poco più del 16%, vale a dire da 56 a 74 deputati. Stabile Forza Italia, che si ferma al 7,4%, un punto in più rispetto a quattro mesi fa. Quindi, 33 deputati, cioè quelli che servirebbero al centrodestra per avere la maggioranza assoluta alla Camera.

Dall’altra parte, sempre secondo l’elaborazione dell’Ipsos, il Pd otterrebbe oggi 100 seggi (appena 12 in meno della Lega e quattro in più di quelli ipoteticamente assegnati a febbraio), il che vuol dire che il partito di Nicola Zingaretti continua a crescere, seppur lentamente. Il Movimento 5 Stelle si colloca praticamente sullo stesso piano di FdI: 76 deputati, contro i 65 di febbraio. Matteo Renzi entrerebbe a Montecitorio dalla porta di servizio: Italia Viva otterrebbe i 3 seggi assegnati solo con il diritto di tribuna, mentre Liberi e Uguali, la formazione dell’attuale ministro della Salute Roberto Speranza, dovrebbe dire addio alla Camera. Facendo due conti, al centrosinistra andrebbero 179 seggi contro i 186 del tandem sovranista Salvini-Meloni.

La conclusione appare alquanto ovvia: Silvio Berlusconi si colloca come il vero e unico ago della bilancia in questo contesto. Da una parte, potrebbe tenere fede alla sua tradizione di centrodestra, rifiutando – come più volte ribadito – di «fidanzarsi» con il M5S e continuando a garantire l’appoggio a denti stretti alla linea sovranista dei suoi alleati. Ma non bisogna dimenticare che tra Forza Italia e Pd già ci fu un Patto del Nazareno e che i voti di Berlusconi potrebbero essere sfruttati dal centrosinistra per ottenere alla Camera una maggioranza più europeista e meno radicale. Non si può sapere quanto lunga sia la strada che porta alle urne, ma c’è ancora del tempo per immaginare qualsiasi scenario. Di certo, tutto dipenderà da lui, dall’intramontabile Cavaliere di Arcore.



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