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Violazione diritto d’autore: ultime sentenze

6 Luglio 2020
Violazione diritto d’autore: ultime sentenze

Appropriazione degli elementi essenziali dell’altrui opera pittorica e creativa; commercializzazione delle opere plagiarie; i violazione del diritto d’autore relativo a immagini e animazioni.

Rimozione dei contenuti illeciti

Nell’ambito dei servizi della società dell’informazione, la responsabilità del cd. caching, prevista dall’art. 15 del D. Lgs. n. 70 del 2003, sussiste in capo al prestatore dei servizi che non abbia provveduto alla immediata rimozione dei contenuti illeciti, pur essendogli ciò stato intimato dall’ordine proveniente da un’autorità amministrativa o giurisdizionale.

Il prestatore di servizi cacher non risponde, quindi, avendo assolto all’obbligo ex art. 17, comma 2, D. Lgs. n. 70 del 2003 di trasmettere informativa, per violazione del diritto d’autore, all’autorità competente a fronte di diffida stragiudiziale generica, in quanto priva delle specifiche indicazioni dei singoli filmati contestati e del loro posizionamento tramite i rispettivi “url”.

Cassazione civile sez. I, 19/03/2019, n.7709

Violazioni del diritto d’autore

Il commerciante che mette a disposizione dei clienti una rete wireless per l’accesso a internet non può essere ritenuto responsabile delle violazioni del diritto d’autore commesse dagli utenti. Le autorità nazionali, però, possono imporre di proteggere l’accesso alla rete tramite password per impedire violazioni. È questo quello che emerge dalla sentenza della Corte di giustizia dell’Unione europea che ha tracciato la linea di confine tra diritto d’autore e accesso alle reti wireless. Nel caso di specie, dalla rete messa a disposizione del commerciante erano stati scaricati illegalmente dei brani musicali.

Per gli eurogiudici, in tal caso, non si può chiedere al gestore, che ha permesso l’accesso al wifi, un risarcimento del danno se la rete è utilizzata da terzi per violare il diritto d’autore di altri soggetti. Tuttavia, il giudice o l’amministrazione nazionale possono imporre al gestore di porre fine o prevenire la violazione del diritto d’autore, con misure che raggiungano un giusto equilibrio tra la tutela del diritto d’autore, la libertà di impresa del gestore e l’accesso alle informazioni del pubblico tramite internet. E tra queste misure, vi è senza dubbio l’obbligo di password, che non lede il diritto alla libertà d’informazione.

Corte giustizia UE sez. III, 15/09/2016, n.484

Diritti d’autore: plagio e contraffazione

In ipotesi di violazione del diritto d’autore, accertata l’esistenza oggettiva del plagio, in ragione dell’appropriazione degli elementi essenziali dell’altrui opera pittorica e creativa, in presenza di determinati ed indubbi elementi di identità, sono solidalmente responsabili tra loro tutti i soggetti che hanno dato un contributo rilevante all’illecito, ai sensi dell’art. 2055 c.c., ivi compreso, oltre all’autore materiale del plagio, anche il soggetto che abbia commercializzato le opere plagiarie nell’ambito della propria attività imprenditoriale, rientrando nel dovere di diligenza qualificata, ex art. 1176 c.c., gravante sugli operatori esperti del mercato dell’arte, la verifica che le opere poste in vendita non si palesino plagiarie.

(Nella specie, la commercializzazione delle opere plagiarie era avvenuta mediante cd. televendita, strumento avente una particolare idoneità lesiva per la diffusione che permette nella distribuzione delle opere medesime).

Cassazione civile sez. I, 26/01/2018, n.2039

Direttiva europea sul diritto di autore

L’articolo 9 della direttiva 2001/29/Ce, emanata dal Parlamento europeo e dal Consiglio in data 22 maggio 2001, sull’armonizzazione di taluni aspetti del diritto d’autore e dei diritti connessi nella società dell’informazione, con particolare riferimento alla nozione di “accesso ai servizi di diffusione via cavo”, dev’essere interpretato nel senso che non rientra nell’ambito di applicazione di tale disposizione e non è autorizzata da questa una normativa nazionale che esclude una violazione del diritto d’autore in caso di ritrasmissione immediata via cavo, eventualmente anche mediante Internet, nella zona di trasmissione iniziale, di opere diffuse su canali televisivi soggetti a determinati obblighi di servizio pubblico.

Corte giustizia UE sez. IV, 01/03/2017, n.275

Confondibilità e imitazione di un elemento distintivo

È infondata la domanda di inibitoria cautelare all’utilizzazione per un film del titolo “Un Natale al Sud”, posto che esso: a) non integra la violazione del diritto d’autore di un concorrente, titolare dei diritti su film portanti nel titolo l’espressione “Natale a…” o “Natale in…”, seguìta da una indicazione geografica, in quanto si tratta di espressione, anche se intesa come marchio di fatto, solo descrittiva (pur in via estremamente sintetica) delle trame, e quantomeno scarsamente distintiva dell’opera contraddistinta; b) non determina concorrenza sleale confusoria ovvero ex art. 2598, n. 3, c.c., in quanto il film surrichiamato e quelli del ricorrente (compreso quello intitolato “Natale a Londra”, non ancora distribuito) sono accomunati solo dall’appartenenza di genere, quello dei c. d. cinepanettoni (cadenza annuale di uscita, in coincidenza con il periodo natalizio; ambientazione vacanziera; caratteristiche artistiche degli attori; genere comico-farsesco delle opere), che, di per sé, non ne comporta la confondibilità, in presenza di elementi distintivi che ne indichino al pubblico la provenienza da produttori in concorrenza, nella specie individuati (in mancanza di ulteriori elementi di riscontro) nella differente impostazione grafica delle locandine.

Tribunale Roma Sez. spec. Impresa, 30/11/2016

Concorrenza sleale parassitaria e violazione del diritto d’autore

Posto che chi ha diritto d’usare una copia del programma per elaboratore può, senza il consenso del titolare, studiarla ed analizzarla, ma solo conformemente alla sua destinazione tipica, e mai per scopi commerciali, l’applicazione (app) Nearby è illecita, in quanto integra la violazione del diritto d’autore su quella anteriore altrui Faround, nonché gli estremi della concorrenza sleale parassitaria, in quanto: a) Faround e Nearby sono banche dati, implementate in forma di programma per elaboratore, con fanzionalità equivalenti, costituendo entrambe una applicazione per la geolocalizzazione, che consente di identificare la posizione geografica di un dispositivo mobile, utilizzando le informazioni contenute nel network Facebook, segnalando gli esercizi commerciali presenti entro una certa distanza dalla posizione dell’utente e mettendo in evidenza i commenti degli altri utenti, b) quella anteriore, Faround, presenta sufficiente carattere creativo, in quanto nessuna altra applicazione antecedente raggruppa le stesse funzionalità destinate ad essere utilizzate sulla piattaforma Facebook, c) quella posteriore, Nearby, non è il risultato di un’elaborazione autonoma, ma è stata realizzata a mezzo di una attività di analisi del programma anteriore, per individuarne le idee ed i principi di base (reverse engineering), ed il cui prototipo, nell’ambito di un accordo tra le parti, era stato messo a disposizione del gruppo Facebook, che l’aveva ospitato sulla sua piattaforma (free riding).

Tribunale Milano Sez. spec. Impresa, 10/03/2016

Reiterate violazioni del diritto d’autore

In mancanza di condanne assolutamente ostative al rilascio ovvero al rinnovo del permesso di soggiorno, laddove il diniego del rinnovo del permesso di soggiorno sia motivato sulla base di una discrezionale valutazione complessiva della condotta, atteso il carattere discrezionale della valutazione di pericolosità e del conseguente diniego, la fattispecie ricade certamente nell’ ambito applicativo dell’ art. 10 bis della l. n. 241 del 1990 (nella fattispecie, l’ impugnato diniego di rinnovo del permesso di soggiorno per lavoro subordinato si sosteneva su di un giudizio discrezionale di pericolosità per la sicurezza pubblica fondato sulla considerazione di precedenti di polizia – per reiterate violazioni del diritto d’ autore, ricettazione, furto, resistenza a pubblico ufficiale e lesioni -, su di un decreto penale di condanna per violazione del diritto d’ autore e sulla valutazione dell’ allarme sociale indotto dalla diffusione del fenomeno dell’ abusivismo commerciale; veniva cos i accolto il ricorso e annullato il provvedimento sulla base della mancata osservazione dell’ obbligo di comunicazione al destinatario dei motivi ostativi all’ accoglimento dell’ istanza ex art. 10 bis della l. n. 241 del 1990).

T.A.R. Bologna, (Emilia-Romagna) sez. I, 17/09/2014, n.862

Danno ai diritti patrimoniali d’autore

L’articolo 5, punto 3, del regolamento (CE) n. 44/2001 del Consiglio, del 22 dicembre 2000, concernente la competenza giurisdizionale, il riconoscimento e l’esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale, deve essere interpretato nel senso che, in caso di pluralità di autori presunti di un asserito danno ai diritti patrimoniali d’autore tutelati nello Stato membro cui appartiene il giudice adito, tale disposizione non consente di fondare, a titolo di luogo dell’evento generatore di detto danno, la competenza del giudice nella cui circoscrizione quello tra i presunti autori che è stato convenuto non ha agito, ma essa consente di fondare la competenza di tale giudice a titolo di luogo di concretizzazione dell’asserito danno, a condizione che quest’ultimo possa concretizzarsi nella circoscrizione del giudice adito.

In quest’ultima ipotesi, detto giudice è competente a conoscere soltanto del danno causato sul territorio dello Stato membro cui appartiene (fattispecie relativa a una domanda diretta a ottenere la cessazione di una violazione del diritto d’autore e il risarcimento dei danni).

Corte giustizia UE sez. IV, 03/04/2014, n.387

Sito internet e violazione del diritto d’autore

Il sito internet che consente di effettuare un link a un altro sito, il quale contiene opere protette, non commette alcuna violazione del diritto d’autore dei titolari se il sito che riproduce le opere è accessibile senza alcuna restrizione. In questi casi, infatti, non si verifica una comunicazione al pubblico perché le opere non sono comunicate a un pubblico nuovo. Gli Stati membri non possono ampliare la nozione di comunicazione al pubblico presente nella direttiva Ue n. 29 del 2001 anche quando tale possibilità è accordata da trattati internazionali per non compromettere il mercato interno.

Corte giustizia UE sez. IV, 13/02/2014, n.466

Costi relativi ai diversi tipi di misure tecnologiche

Spetta al giudice nazionale verificare se altre misure, o misure non installate sulle consolle, possano causare minori interferenze con le attività dei terzi o minori limitazioni di tali attività, pur fornendo una protezione analoga per i diritti del titolare. A tal fine, rileva prendere in considerazione, segnatamente, i costi relativi ai diversi tipi di misure tecnologiche, gli aspetti tecnici e pratici della loro attuazione nonché la comparazione dell’efficacia di tali diversi tipi di misure tecnologiche per quanto riguarda la protezione dei diritti del titolare, efficacia che, tuttavia, non deve essere assoluta.

Spetta altresì al suddetto giudice esaminare la finalità dei dispositivi, dei prodotti o dei componenti che possono eludere le citate misure tecnologiche. A tal riguardo, la prova dell’uso che i terzi effettivamente ne fanno sarà, in funzione delle circostanze di cui trattasi, particolarmente rilevante.

Il giudice nazionale può esaminare, segnatamente, con quale frequenza tali dispositivi, prodotti o componenti vengono effettivamente utilizzati in violazione del diritto d’autore nonché la frequenza con cui sono utilizzati a fini che non violano il suddetto diritto (nella specie si fa riferimento a una controversia tra le imprese Nintendo e PC Box Srl e 9Net Srl, in merito alla commercializzazione, da parte di PC Box, di «mod chips» e di «game copiers» mediante il sito Internet gestito da PC Box e ospitato da 9Net).

Corte giustizia UE sez. IV, 23/01/2014, n.355

Violazione del diritto d’autore e pregiudizialità penale

Anche nella speciale rito di cui alla legge n. 689/1981, il giudice, salvo le ipotesi di inesistenza del provvedimento impugnato, non ha il potere di annullare d’ufficio il provvedimento stesso per ragioni diverse da quelle indicate nell’atto di opposizione (fattispecie inerente la violazione del diritto d’autore, in cui la pregiudizialità penale non poteva essere rilevata d’ufficio dal giudice).

Cassazione civile sez. II, 03/10/2013, n.22637

Software didattico: violazione del diritto d’autore

In un giudizio di violazione del diritto d’autore relativo a immagini e animazioni contenute in un software didattico, deve affermarsi che immagini e animazioni originali, dal momento che risultano fortemente condizionate dalla necessità di rappresentare parti meccaniche in movimento presentano un gradiente innovativo e identificativo molto basso, prive come sono di scelte grafiche di rilievo e di visioni a forte impatto innovativo, e che in secondo luogo di certo non può affermarsi che ogni eventuale differenza fra immagine e/o animazione originale e immagine e/o animazione risultante dalla trasposizione sia meritevole di tutela ai sensi del diritto d’autore.

Invero, in proposito è noto che condizione preliminare perché possa essere accordata una tutela del genere è costituita dal fatto che comunque l’immagine e/o animazione frutto della trasposizione presenti spunti di creatività e non siano invece frutto di una semplice e necessitata scelta tecnica. E infine si tenga presente che l’onere di provare il carattere creativo dell’immagine e/o animazione faccia carico a chi lo afferma.

Corte appello Milano Sez. Proprieta’ Industriale e Intellettuale, 24/04/2013, n.1825



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