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Tesi di laurea: ultime sentenze

6 Luglio 2020
Tesi di laurea: ultime sentenze

Risarcimento dei danni derivanti dall’illecita riproduzione di una tesi di laurea; corretta consegna del materiale bibliografico; potere discrezionale della commissione di laurea nell’attribuire il voto finale; danno per la lesione cagionata all’immagine pubblica all’Università.

Esposizione della tesi di laurea

La mera freddezza chiaramente palesata dal professore relatore nei confronti dello studente in sede di esposizione della tesi di laurea, non costituisce lesione alla dignità del laureando, e quindi non può essere fonte di responsabilità civile da cosiddetto mobbing universitario.

Tribunale Milano, 16/03/2004

Illecita riproduzione di una tesi di laurea

Il risarcimento dei danni derivanti dall’illecita riproduzione di una tesi di laurea, deve essere commisurato al vantaggio economico conseguito dall’autore dell’illecito, avuto riguardo all’incidenza che l’opera plagiata ha rispetto al contenuto dell’opera plagiaria (nel caso di specie, la tesi di laurea rappresentava circa un terzo del contenuto della monografia).

Corte appello Cagliari, 23/05/2006, n.164

Tesi di laurea: attività di ricerca sperimentale

L’opera prestata dallo studente che svolge attività di ricerca sperimentale ai fini della redazione della tesi di laurea, sotto la supervisione del relatore e con l’ausilio di altri docenti, costituisce apporto inventivo allorquando, attraverso tale lavoro, si ottengano dei risultati inattesi suscettibili di registrazione per brevetto di nuova invenzione ai sensi dell’art. 12 r.d. 29 giugno 1939 n. 1127, cd. “legge invenzioni” (oggi art. 45 d.lg. 10 febbraio 2005 n. 30).

Per tale motivo la registrazione effettuata dall’Università recante l’indicazione, come inventori, dei soli nomi dei docenti che hanno seguito il laureando durante la tesi costituisce illecita lesione – passibile di risarcimento – dei diritti che quest’ultimo poteva vantare sull’opera.

Corte appello Milano sez. I, 23/12/2014, n.4612

Consulenza per la stesura della tesi di laurea

L’interesse che dà luogo ad incapacità a testimoniare, a norma dell’art. 246 c.p.c., è l’interesse giuridico, personale, concreto, che legittima l’azione o l’intervento in giudizio, sicché il lavoratore dipendente di una parte in causa non è, per ciò solo, incapace di testimoniare, né può ritenersi, per questa sola ragione, scarsamente attendibile.

(Nella specie, rilevato che la tutor – assegnata dalla società convenuta alla laureanda attrice – non era titolare di quell’interesse che dà luogo ad incapacità a testimoniare, nonché accertata la corretta consegna del materiale bibliografico e la consulenza per la stesura della tesi di laurea, il Trib. ha respinto la domanda di risoluzione del contratto per grave inadempimento, non risultando imputabile alla società il lamentato ritardo nella consegna della tesi).

Tribunale Roma sez. IX, 12/11/2013, n.22655

Giudizio favorevole del relatore della tesi di laurea

Il giudizio favorevole del relatore della tesi di laurea è solamente un tratto endoprocedimentale di formazione del giudizio della commissione, che non può assumere alcun valore provvedimentale, attribuibile solamente al giudizio espresso dalla stessa commissione di laurea. Pertanto va riconosciuto il potere discrezionale della commissione di laurea nell’attribuire il voto finale non potendo considerarsi condizionata né dalla media dei voti riportata dal candidato nei singoli esami di profitto nel corso degli studi, né dal nulla osta dello stesso relatore della tesi.

Consiglio di Stato sez. VI, 16/09/2013, n.4567

Tesi di laurea con mera trasposizione grafica

Integra il reato di cui all’art. 1, l. 19 aprile 1925, n. 475 la condotta di presentazione di una tesi di laurea consistente nella mera trasposizione grafica, senza alcun contenuto frutto di personale elaborazione o di valutazione critica della fonte utilizzata, di altro elaborato di diverso autore seppure con alcune correzioni e l’aggiunta di minimi elementi di novità.

Cassazione penale sez. III, 13/04/2011, n.18826

Tesi di laurea: il carattere della creatività

Il fatto che una tesi di laurea produca effetti amministrativi, non è circostanza tale da poterne comportare l’esclusione, ex art.5 l. n. 633 del 1941, dall’ambito di tutela del diritto d’autore, non trattandosi di atto promanante da una p.a. e rappresentando invece il prodotto dell’ingegno di chi l’ha redatta, tutelabile dalla legge sul diritto di autore se e in quanto provvista del carattere della creatività; requisito che si connota per un profilo essenzialmente soggettivo, richiedendosi ai fini della tutela non la novità assoluta delle idee ma l’originalità del modo in cui esse vengono organizzate ed esposte in un’opera personale e compiuta.

Tribunale Pisa, 28/10/2010, n.1165

Lavoro, studio ed elaborazione della tesi di laurea

Il c.c.n.l. turismo del 19 luglio 2003 è strettamente connesso all’effettiva partecipazione a corsi di studio e non alle necessità derivanti dalla preparazione di esami (nella fattispecie, è stato escluso che la lavoratrice avesse diritto a tali permessi, in quanto la stessa non doveva frequentare alcun corso, bensì dedicarsi solamente allo studio e all’elaborazione della tesi di laurea).

Tribunale Milano, 14/12/2009

Lavoro pubblicato dal docente e tesi di laurea

La cd. sospensione consequenziale impropria – nell’attesa della definizione del giudizio penale e/o dei fatti “inconfutabilmente accertati” in sede penale – non appare necessaria qualora soccorrano, e siano bastevoli, altri essenziali elementi (nella specie, il confronto comparativo “per tabulas” tra il lavoro pubblicato dal docente e le tesi di laurea degli studenti) sicché il giudicato e/o l’accertamento penale dell’atto non sono le uniche fonti utilizzabili dal giudice contabile per verificare il nesso di causalità tra la condotta ed il danno erariale dovendosi escludere sia la sovrapposizione di accertamenti di fatto sia la violazione non solo del diritto di difesa ex art. 24 cost. (peraltro, liberamente esercitabile in giudizio purché attinente alle richieste dell’attore) ma anche del principio del giusto processo ex art. 111 cost. impropriamente richiamato.

Corte Conti, (Trentino-Alto Adige) sez. reg. giurisd., 30/10/2007, n.48

Voto di laurea non in linea con il regolamento di facoltà

Deve essere accolto il ricorso di impugnazione, volto all’annullamento del provvedimento adottato, qualora dall’istruttoria emerga che la determinazione del punteggio finale di laurea non è in linea con le previsioni di cui al Regolamento tesi di laurea della Facoltà.

T.A.R. Firenze, (Toscana) sez. I, 12/03/2019, n.352

Tesi di laurea: riproduzione illegittima di una parte di un libro

Gli artt. 158, comma 1, e 159, comma 1, della legge n. 633 del 1941 prevedono che chi venga leso nell’esercizio di un diritto di utilizzazione economica a lui spettante può agire in giudizio per ottenere, oltre al risarcimento del danno, che, a spese dell’autore della violazione, siano distrutti gli esemplari o copie illecitamente riprodotti o diffusi (annullata, nella specie, la sentenza che non aveva disposto in merito alla distruzione della tesi di laurea in cui era stata riprodotta illegittimamente una parte di un libro scritto dalla persona offesa, atteso che la pubblicazione della sentenza sul sito web sul quale era stata pubblicata la tesi dell’imputato non poteva in alcun modo avere effettuo equipollente alla distruzione della tesi stessa, perché quest’ultima rimaneva, almeno in astratto, leggibile da chiunque).

Cassazione penale sez. III, 08/10/2014, n.1984

Tesi di laurea svolte da studenti e spacciato come lavoro proprio

Per la sussistenza della responsabilità amministrativa è sufficiente che l’attività d’ufficio abbia costituito occasione necessaria dell’illecito produttivo di danno erariale; di conseguenza, il docente universitario risponde del danno per la lesione cagionata all’immagine pubblica all’Università di appartenenza per aver indebitamente utilizzato, in una pubblicazione scientifica, il testo di tesi di laurea svolte da studenti e spacciato come lavoro proprio.

Corte Conti sez. III, 09/04/2009, n.143



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