L’esperto | Articoli

False dichiarazioni al pubblico ministero: ultime sentenze

6 Giugno 2021
False dichiarazioni al pubblico ministero: ultime sentenze

Rifiuto di fornire informazioni; sospensione del procedimento; l’elemento soggettivo e l’elemento materiale del reato di false dichiarazioni al pm.

Reato di false dichiarazioni al pm

In tema di false dichiarazioni al pubblico ministero, il reato di cui all’art. 371-bis c.p. si pone in rapporto di specialità unilaterale per specificazione rispetto al reato di favoreggiamento personale di cui all’art. 378 c.p., pertanto non è configurabile il concorso formale tra le due fattispecie, determinandosi l’assorbimento della meno grave ipotesi di favoreggiamento nel più grave reato di false dichiarazioni.

(In motivazione, la Corte ha precisato che entrambe le fattispecie di reato tutelano il regolare svolgimento dell’attività investigativa con la differenza che l’art. 378 c.p. prevede una fattispecie a forma libera, rispetto alla quale l’art. 371-bis c.p. incrimina le condotte che si sostanziano in dichiarazioni false o reticenti rese al pubblico ministero).

Cassazione penale sez. VI, 24/09/2019, n.44698

False informazioni al pm: configurabilità del reato

È configurabile la condotta materiale del reato di cui all’art. 371 bis c.p. anche nel caso in cui, al momento in cui sono rese le false dichiarazioni, le indagini condotte dal p.m. riguardino una notizia di reato non ancora delineata. Il reato contestato all’imputato può dirsi sussistente anche quando il p.m. stia svolgendo le indagini in relazione ad una notizia di reato solo potenzialmente configurabile, non potendo restare impunito colui che in tale fase rilasci false informazioni tali da pregiudicare lo sviluppo delle indagini nonché la concretizzazione della notizia di reato vera e propria.

Cassazione penale sez. VI, 12/07/2019, n.36842

Sospensione del procedimento

Il meccanismo della sospensione del procedimento di cui al comma 2 dell’articolo 371-bis del codice penale, nell’ipotesi delle false dichiarazioni al pubblico ministro, ma inapplicabile nella diversa ipotesi del rifiuto di fornire informazioni, è immediatamente operativo al verificarsi del suo presupposto, rappresentato dal delinearsi di un quadro indiziario del reato di false informazioni e dalla contemporanea pendenza del relativo procedimento penale e di quello nel cui ambito le false informazioni sono state rese, che il pubblico ministero è tenuto a iscrivere nel registro delle notizie di reato. Si tratta di una sospensione ope legis in forza della quale il giudice per le indagini preliminari, ove gli sia richiesta l’archiviazione, è privo del potere di adottare qualsivoglia provvedimento prima della pronuncia della sentenza di primo grado nel procedimento principale ovvero della definizione di questo con archiviazione o con sentenza di non luogo a procedere. Inoltre, fin quando perdura l’effetto sospensivo del procedimento per il reato di cui all’articolo 371-bis del codice di procedura penale (cui si ricollega, peraltro, la sospensione del corso della prescrizione ai sensi dell’articolo 159, comma 1, del codice penale), è precluso il compimento di atti d’indagine, anche se urgenti, e non è consentita l’adozione di misure cautelari, mentre il Gip, come detto, non può a sua volta provvedere su un’eventuale richiesta di archiviazione.

Cassazione penale sez. VI, 07/02/2019, n.19775

Anteriorità dell’accertamento del reato oggetto del procedimento principale

In tema di false informazioni al pubblico ministero, il requisito dell’anteriorità dell’accertamento del reato oggetto del procedimento principale, cui è preordinato l’obbligo di sospensione imposto dall’art. 371-bis, comma 2, c.p., presuppone l’intervenuta definizione del procedimento nel cui ambito le false informazioni sono state rese e non di uno diverso, formato per separazione da quello principale e iscritto per taluno soltanto dei reati investiti dall’ipotizzata condotta di mendacio.(Fattispecie in cui la Corte ha annullato la sentenza relativa alle false informazioni al pubblico ministero sul presupposto che tali dichiarazioni riguardavano i reati di omicidio ed usura e solo per quest’ultimo, oggetto di stralcio, era intervenuto il decreto di archiviazione).

Cassazione penale sez. VI, 07/02/2019, n.19775

La sospensione del procedimento

In tema di false dichiarazioni al pubblico ministero, la sospensione del procedimento prevista dall’art. 371-bis c.p. non deve essere necessariamente disposta in fase di indagini preliminari, sicchè, qualora non vi abbia provveduto il pubblico ministero, legittimamente la sospensione va dichiarata nel corso del dibattimento.

(In motivazione, la Corte ha ritenuto infondata la tesi difensiva secondo cui l’omessa sospensione avrebbe comportato la regressione del processo dalla fase del giudizio a quella delle indagini preliminari, per consentire al pubblico ministero di provvedere ai sensi dell’art.371-bis, comma 2, c.p.p.).

Cassazione penale sez. VI, 18/12/2018, n.10908

Falsi elementi di riscontro

Integra il delitto di calunnia la condotta di colui che, dopo aver indotto una terza persona a sporgere denuncia, renda false dichiarazioni al pubblico ministero, confermando il contenuto della denuncia e fornendo falsi elementi di riscontro.

Cassazione penale sez. VI, 06/10/2017, n.51688

Quando non si applica la sospensione del procedimento?

Nell’ipotesi delle false dichiarazioni al pubblico ministero, la ratio della disciplina della sospensione del procedimento di cui al comma 2 dell’art. 371 bis c.p., inapplicabile nell’ipotesi del rifiuto di fornire informazioni, è ravvisabile nell’esigenza di garantire la libertà morale e di autodeterminazione della persona indagata per le false dichiarazioni da forme di condizionamento psicologico esercitabili dal pubblico ministero, nel momento in cui, nel procedimento principale, l’organo dell’accusa è processualmente interessato alla formazione della prova (Corte costituzionale, sentenza n. 61 del 1998).

Proprio alla luce di tale ratio, peraltro, l’ipotesi del rifiuto è stata sottratta dal legislatore all’ambito applicativo della sospensione del procedimento, ma tale situazione ricorre non solo rispetto a un’esplicita dichiarazione di rifiuto, ma anche in presenza di ogni comportamento dichiarativo che equivalga a essa, risolvendosi in un diniego di fornire dichiarazioni: sono le ipotesi in cui il dichiarante, con un comportamento meno netto e più callido, anziché esplicitamente rifiutarsi, si trinceri dietro ostinati “non ho visto”, “non ho sentito”, “non ricordo”.

Cassazione penale sez. VI, 19/02/2016, n.24374

Procedibilità per rifiuto di fornire informazioni

In tema di false dichiarazioni al pubblico ministero, ai fini della immediata procedibilità prevista dall’art. 371-bis, comma secondo, cod. pen., integra il rifiuto di fornire informazioni non soltanto il silenzio o una esplicita dichiarazione con la quale il soggetto escusso rappresenti la propria volontà di non rispondere alle domande rivoltegli dal pubblico ministero, ma ogni comportamento che si risolva in un diniego delle informazioni richieste.

(Fattispecie in cui la Corte ha ritenuto immune da vizi la sentenza che aveva ravvisato la condotta di rifiuto nella opposizione di una serie di “non ricordo” alle domande del pubblico ministero).

Cassazione penale sez. VI, 19/02/2016, n.24374

Le dichiarazioni autoindizianti e le false dichiarazioni al pm

Ai fini dell’applicabilità del disposto di cui all’art. 63 c.p.p., non possono essere considerate dichiarazioni autoindizianti quelle con le quali il soggetto realizzi il fatto tipico di una determinata figura di reato, quale la calunnia, la falsa testimonianza o le false dichiarazioni al pubblico ministero, né possono ritenersi inutilizzabili nei confronti di terzi, ma solo nei confronti dello stesso dichiarante, le successive dichiarazioni di quest’ultimo il quale, addebitando a quei terzi responsabilità penali che, in precedenza, aveva dolosamente taciuto od occultato, venga per ciò stesso ad ammettere di aver posto in essere comportamenti suscettibili di essere qualificati come reato.

Cassazione penale sez. I, 22/05/2013, n.40301

False dichiarazioni al pm: l’elemento materiale

L’elemento materiale del delitto di false dichiarazioni al pubblico ministero consiste nella mera difformità tra quanto la persona dichiara e ciò che invece effettivamente conosce sui fatti in ordine ai quali è interrogata, essendo dunque del tutto irrilevante ai fini della sussistenza del reato che le false dichiarazioni risultino successivamente ininfluenti ai fini dell’accertamento della verità dei fatti.

Cassazione penale sez. VI, 26/01/2010, n.7358

Denunzia per il delitto di false dichiarazioni al pm

Non è legittimato a proporre opposizione alla richiesta di archiviazione colui che ha presentato denunzia per il delitto di false dichiarazioni al p.m., nel quale persona offesa è esclusivamente lo Stato-collettività.

Cassazione penale sez. VI, 27/05/2008, n.25807

False dichiarazioni al pm: il dolo generico

Ai fini dell’integrazione del reato di false informazioni al p.m., è sufficiente il dolo generico, bastando la volontà, comunque determinatasi, di dire il falso.

Cassazione penale sez. VI, 17/07/2008, n.34749

Potere del pm di arresto in flagranza

Nel caso di reati per i quali è previsto l’arresto in flagranza, il p.m. ha il potere di disporre l’arresto dell’autore dei medesimi: ciò si deve ritenere in base all’interpretazione sistematica degli art. 55 comma 2 e 56 comma 1 c.p.p. che riconoscono al p.m. un potere di sovraordinazione, di indirizzo e di direttiva della polizia giudiziaria anche in materia coercitiva.

D’altro canto la concezione che verrebbe riservata alla polizia giudiziaria ed interdetto al p.m. il potere di arresto in flagranza in virtù di una interpretazione restrittiva della direttiva n. 32 della l. delega del 1987, trova smentita significativa nell’art. 476 comma 1 c.p.p. che prevede appunto una legittimazione in tal senso del p.m. per i reati commessi in udienza (principio affermato con riferimento a connesso reato di false dichiarazioni al pubblico ministero).

Cassazione penale sez. VI, 06/05/1994



Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube