L’esperto | Articoli

Riapertura delle indagini: ultime sentenze

10 Luglio 2020
Riapertura delle indagini: ultime sentenze

Iscrizione nel registro degli indagati; archiviazione del procedimento per tenuità del fatto; casellario giudiziale; preclusione allo svolgimento di indagini e all’esercizio dell’azione penale.

Riapertura delle indagini

L’elezione di domicilio vale esclusivamente per il procedimento penale in cui viene effettuata
In tema di notificazioni all’imputato, l’elezione o dichiarazione di domicilio sono valide ed efficaci unicamente nell’ambito del procedimento per le quali sono effettuate, non dispiegando, al contrario, nessun effetto nell’ambito di altri procedimenti, seppur collegati a quello originario. Invero, nel caso di elezione di domicilio fatta nel corso di un procedimento penale conclusosi con archiviazione, nella fase eventuale di riapertura delle indagini, originandosi un nuovo procedimento con separata iscrizione ex art.335 c.p.p., la precedente dichiarazione di domicilio non ha alcuna validità.

Cassazione penale sez. VI, 20/12/2018, n.4926

Archiviazione non seguita dalla riapertura delle indagini

Nell’ipotesi di reato permanente, qualora la contestazione sia formulata senza indicazione dell’epoca di cessazione della permanenza – c.d. contestazione “aperta” –, in difetto di richiesta di riapertura delle indagini a seguito di decreto di archiviazione, il limite temporale della preclusione allo svolgimento delle indagini ed all’esercizio dell’azione penale per gli stessi fatti va individuato non nel momento dell’emissione del decreto di archiviazione dal parte del giudice per le indagini preliminari, ma nella data della relativa richiesta formulata dal pubblico ministero, mentre per i segmenti temporali successivi è consentito l’esercizio dell’azione penale per il medesimo titolo di reato, ove sia proseguita la condotta criminosa oggetto dell’originaria contestazione con mutamento della caratteristiche strutturali del reato.

Cassazione penale sez. II, 28/06/2018, n.5220

Iscrizione casellario giudiziale e riapertura delle indagini

La definizione del procedimento con l’archiviazione per particolare tenuità del fatto (art. 411, comma 1-bis, c.p.p.) non rientra tra i provvedimenti che vanno iscritti al casellario giudiziale in quanto essendo sempre soggetto alla possibilità di riapertura delle indagini non può ritenersi definitivo, qualità che, invece, l’art. 3, comma 1, lett. f) del d.P.R. 313 del 2002 richiede per procedere alla stessa.

Cassazione penale sez. V, 15/01/2018, n.3817

Prove assunte dopo il decreto di archiviazione

Sono inutilizzabili, anche nel giudizio abbreviato, le prove assunte successivamente al decreto di archiviazione in assenza dell’autorizzazione alla riapertura delle indagini, in quanto affette da un vizio patologico.

Cassazione penale sez. V, 22/11/2017, n.11942

Riapertura delle indagini dopo il provvedimento di archiviazione

Nel procedimento contro ignoti non è richiesta l’autorizzazione del GIP alla riapertura delle indagini dopo il provvedimento di archiviazione per essere rimasti sconosciuti gli autori del reato, in quanto il regime autorizzatorio prescritto dall’art. 414 c.p.p. (riapertura delle indagini) è diretto a garantire la posizione della persona individuata e sottoposta ad indagini. Al contrario, nel procedimento contro ignoti l’archiviazione ha la semplice funzione di legittimare il congelamento delle indagini, senza alcuna preclusione allo svolgimento di ulteriori attività investigative.

Cassazione penale sez. I, 19/09/2017, n.52028

L’istanza di avocazione delle indagini

Non è impugnabile il provvedimento con cui il procuratore generale rigetti l’istanza di avocazione delle indagini relativa a denuncia concernente fatti già esaminati in diverso procedimento ed in relazione ai quali il pubblico ministero ha ritenuto di non chiedere la riapertura delle indagini, trattandosi di provvedimento non avente natura giurisdizionale ed insuscettibile di essere impugnato per abnormità, anche se illegittimo.

(In motivazione, la Corte ha precisato che l’avocazione delle indagini da parte del procuratore generale può essere esercitata nei soli casi previsti dagli artt. 412 e 413 cod. proc. pen., non essendo prevista per l’ipotesi dell’omessa richiesta di riapertura delle indagini ex art. 414 cod. proc. pen.)

Cassazione penale sez. VI, 19/07/2017, n.38455

Difetto di autorizzazione alla riapertura delle indagini

Il difetto di autorizzazione alla riapertura delle indagini determina l’inutilizzabilità degli atti di indagine eventualmente compiuti dopo il provvedimento di archiviazione e preclude l’esercizio dell’azione penale per lo stesso fatto di reato da parte del medesimo ufficio del pubblico ministero.

(Fattispecie in cui la S.C. ha annullato l’ordinanza del g.i.p., che investito di una seconda richiesta di archiviazione, ha disposto la riapertura delle indagini, senza alcuna richiesta in tal senso da parte del pubblico ministero, e ha contestualmente ordinato al p.m. di formulare l’imputazione).

Cassazione penale sez. VI, 10/05/2017, n.29479

Revoca decreto di archiviazione pronunciato de plano

È abnorme il provvedimento con il quale il giudice delle indagini preliminari, a seguito di istanza della persona offesa, revoca un decreto di archiviazione pronunciato “de plano”, essendo tale tipologia di provvedimento suscettibile di modificazione solo a seguito di un’istanza di riapertura delle indagini del pubblico ministero, ovvero di una decisione di annullamento, in sede di legittimità, per violazione del contraddittorio.

Il giudice, nel revocare il decreto di archiviazione, esercita una sorta di ‘ius poenitendi’ del tutto eccentrico rispetto al sistema, dal momento che la revocabilità dei provvedimenti è prevista in ipotesi tassative e, così facendo, si erge a garante della posizione dell’offeso, pretermesso dal contraddittorio, sacrificando, tuttavia, quella dell’indagato che, anche in ragione della sua tutela costituzionale, non deve dipendere da imprevisti ripensamenti.

Cassazione penale sez. V, 04/03/2019, n.25124

Riapertura delle indagini dopo l’adozione di misura cautelare 

Nell’ipotesi di reato permanente (nella specie quello di associazione di stampo mafioso) l’archiviazione non seguita dalla autorizzazione alla riapertura delle indagini non preclude lo svolgimento di nuove investigazioni in merito al medesimo illecito con riferimento ai comportamenti successivi a quelli oggetto del provvedimento di archiviazione, con eventuale applicazione di una misura cautelare per tali fatti ulteriori; ne consegue che l’eventuale riapertura delle indagini in ordine alle condotte precedenti, intervenuta successivamente alla disposta misura, non costituisce elemento nuovo idoneo a scardinare il giudicato cautelare formatosi rispetto all’oggetto della misura già emessa.

Cassazione penale sez. II, 19/01/2017, n.14777

Decreto di archiviazione in mancanza del contraddittorio

È inammissibile il ricorso avverso il decreto di archiviazione adottato senza il preventivo contraddittorio nonostante l’opposizione della persona offesa, relativo a fatti già oggetto di indagini archiviate all’esito di procedura camerale partecipata, per i quali era stata presentata una nuova denuncia non seguita dal provvedimento di riapertura delle indagini ai sensi dell’art. 414 cod. proc. pen.

Cassazione penale sez. VII, 01/12/2016, n.1275

La dichiarazione di domicilio nel procedimento contro ignoti

In tema di notificazioni all’imputato, la dichiarazione o elezione di domicilio effettuata nell’ambito di un procedimento inizialmente iscritto contro ignoti conserva la sua efficacia anche successivamente all’iscrizione nel registro degli indagati della persona che abbia dichiarato o eletto domicilio, poiché in tal caso il procedimento rimane unico e l’iscrizione costituisce esito di attività di indagine connessa all’originaria “notitia criminis”.

(In motivazione la Corte ha chiarito che diverso è il caso di procedimento iscritto contro persona nota conclusosi con l’archiviazione, in cui l’elezione o dichiarazione di domicilio non spiegano alcun effetto nel caso di successiva riapertura delle indagini, la quale dà luogo ad un procedimento formalmente nuovo).

Cassazione penale sez. II, 06/11/2019, n.674

Riapertura delle indagini del procedimento conclusosi con archiviazione

In tema di notificazioni all’imputato, l’elezione o dichiarazione di domicilio sono valide ed efficaci unicamente nell’ambito del procedimento nel quale sono state effettuate, mentre non spiegano alcun effetto né nel caso di successiva riapertura delle indagini del procedimento conclusosi con l’archiviazione, la quale dà luogo ad un procedimento formalmente nuovo, né nell’ambito di altri procedimenti pure geneticamente collegati a quello originario archiviato.

Cassazione penale sez. II, 14/05/2019, n.37479



Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube