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Inferriate: ultime sentenze

10 Luglio 2020
Inferriate: ultime sentenze

Regolamento di condominio; definizione di decoro architettonico; installazione di inferriate antintrusione alle finestre e porte di un’unità immobiliare.

Apposizione di inferriate

Il codice civile austriaco, vigente nelle province italiane poi redente, ispirandosi ai principi del diritto romano, consentiva al proprietario di aprire, nel muro di confine del proprio fabbricato, finestre a prospetto o, comunque, vedute sul fondo vicino, senza obbligo di osservanza di distanze o di apposizione di inferriate, e con il solo divieto di invadere la colonna d’aria del vicino. Tali aperture avvenivano “iure proprietatis” e non comportavano l’acquisto, neppure per effetto di prescrizione, di servitù alcuna sul fondo finitimo, onde il proprietario di questo conservava tutti i suoi poteri e le sue facoltà, tra le quali quella di costruire anch’egli sino al confine, oscurando anche le finestre e vedute del vicino e impedendo quindi l’esercizio delle vedute stesse, e ciò egualmente sulla base del suo diritto di proprietà.

Questa regolamentazione era del tutto diversa da quella introdotta con il codice civile italiano del 1865 e continuata dal vigente codice del 1942. In osservanza al principio della irretroattività della legge – peraltro – la condizione giuridica delle aperture legittimamente aperte sotto la legge anteriore non ha subito mutamenti per effetto del sopravvenire della legge successiva, onde la facoltà di mantenere le finestre già aperte “iure proprietatis” non si è trasformata in diritto di servitù, ma è rimasta immutata, e, del pari, è rimasta sussistente e inalterata la facoltà del vicino di fabbricare, a sua volta, sino al confine, sino a oscurare le finestre e vedute dell’altro, trattandosi di facoltà anch’essa acquistata ed esercitata “iure proprietatis”.

Trattandosi di facoltà e poteri legittimamente acquistati, da entrambi i proprietari confinanti, sotto il vigore della legislazione austriaca abrogata, deriva da quanto precede che, legittimamente aperta, per la legge del tempo, da uno dei confinanti stessi, una veduta a confine “iure proprietatis”, anche legittimamente l’altro vicino, pur sotto il vigore della legislazione patria, può avvalersi della corrispondente facoltà, attribuitagli egualmente “iure proprietatis”, e costruire a confine, impedendo la veduta dell’altro.

Cassazione civile sez. II, 29/04/2009, n.10038

Le norme di un regolamento contrattuale 

Legittimamente le norme di un regolamento di condominio aventi natura contrattuale possono derogare od integrare la disciplina legale ed, in particolare, possono dare del concetto di decoro architettonico una definizione più rigorosa di quella accolta dall’art. 1120 c.c., estendendo il divieto di immutazione sino ad imporre la conservazione degli elementi attinenti alla simmetria, all’estetica, all’aspetto generale dell’edificio, quali esistenti nel momento della sua costruzione od in quello della manifestazione negoziale successiva. (Fattispecie in tema di installazione di inferriate antintrusione alle finestre e porte di un’unità immobiliare).

Tribunale Udine sez. I, 24/02/2016, n.252

Predisposizione di adeguate misure di protezione

In riferimento a rapine presso uffici postali, l’art. 2087 c.c. rende necessario l’apprestamento di adeguati mezzi di tutela dell’integrità psicofisica dei lavoratori nei confronti dell’attività criminosa di terzi nei casi in cui la prevedibilità del verificarsi di episodi di aggressione a scopo di lucro sia insita nella tipologia di attività esercitata, in ragione della movimentazione, anche contenuta, di somme di denaro, nonché delle plurime reiterazioni di rapine in un determinato arco temporale (confermata la responsabilità del datore di lavoro in quanto il direttore di un ufficio aveva subito un primo episodio nel luglio 1995 e tre anni dopo aveva vissuto la stessa situazione; in quell’arco temporale l’azienda non aveva reagito in maniera efficace, cioè non aveva provveduto ad attrezzare la struttura con adeguate misure di sicurezza, risultando insufficienti le inferriate alle finestre e lo spessore dei muri esterni).

Cassazione civile sez. lav., 22/02/2016, n.3424

Prova dell’assenza di inferriate

L’attore che agisce in “confessoria servitutis”, ai sensi dell’art. 1079 cod. civ., ha l’onere di provare l’esistenza del relativo diritto, presumendosi la libertà del fondo, che si pretende servente, da pesi e limitazioni.

(Nella specie, in applicazione dell’enunciato principio, la S.C. ha affermato che gravasse su colui che vantava la titolarità di una servitù di veduta, costituita per destinazione del padre di famiglia, la prova dell’assenza di inferriate apposte ad un’apertura, in relazione al requisito dell’apparenza e della possibilità di affaccio sul fondo del vicino).

Cassazione civile sez. II, 08/09/2014, n.18890

Presenza di inferriate alle finestre e servitù di veduta

Non costituisce aggravamento della servitù di veduta, ai sensi dell’art. 1067 c.c., la sopraelevazione sul lastrico solare con apertura di finestre in corrispondenza dei vani di abitazione di nuova realizzazione, in quanto la trasformazione dell’affaccio occasionale dal parapetto del lastrico stesso in quello quotidiano dalle indicate finestre non determina un incremento della inspectio e della prospectio sugli appartamenti vicini, essendo al contrario la veduta meno ampia e panoramica rispetto all’originario affaccio esercitato dal parapetto del terrazzo.

(Nella specie, la sentenza di merito, confermata dalla S.C., aveva altresì rilevato che la presenza di inferriate alle finestre restringeva l’esercizio della servitù di veduta, costringendo ad effettuare l’apertura delle stesse per spingere la sguardo lateralmente).

Cassazione civile sez. II, 08/08/2002, n.11938

L’installazione di inferriate sui balconi comuni

Non è affetta da nullità per violazione del disposto di cui al comma 2 dell’art. 1120 c.c., la delibera assembleare riguardante l’installazione di inferriate anti-intrusione sui balconi comuni, laddove pur esistendo un pregiudizio estetico, questo risulti così modesto e trascurabile da escludere un pregiudizio economico, essendo il lieve mutamento ampiamente compensato dall’utilità derivante a tutti i condomini.

Corte appello Milano, 22/05/1998

Installazione delle inferriate e interesse dei condomini

La collocazione delle inferriate alle finestre di un’unità immobiliare sita in un condominio, è legittima in quanto si inserisca nella facciata dell’edificio senza cagionare mutamento delle linee architettoniche ed estetiche che provochi un pregiudizio economicamente valutabile o in quanto pur arrecando tale pregiudizio, si accompagni ad una utilità che compensi l’alterazione architettonica. (Nella specie all’installazione delle inferriate fa riscontro l’interesse dei condomini a tutelare la sicurezza dei propri beni e delle proprie persone).

Corte appello Milano, 14/04/1989

Aperture munite di inferriate e vetro fisso smerigliato

La disposizione nell’art. 6 delle n.t.a. del p.r.g. del comune di Vigevano che prescrive l’osservanza di una distanza minima (m. 10) tra edifici finestrati, deve intendersi riferita solo a quei fronti di fabbrica muniti di aperture qualificabili, ex art. 900 c.c., come “vedute” e che consentono di “inspicere e prospicere in alienum”; la suddetta disposizione appare pertanto inapplicabile relativamente ad un edificio antistante munito di semplici luci. (Nella specie trattavasi di sole aperture munite di inferriate e vetro fisso smerigliato poste ad arieggare un servizio igienico).

T.A.R. Milano, (Lombardia), 09/11/1988, n.379

Abitazione dotata di porte blindate e di inferriate alle finestre

L’obbligo di diligenza nella custodia delle armi previsto dall’art. 20 l. 18 aprile 1975 n. 110, quando non si tratti di soggetti che esercitino professionalmente attività in materia di armi ed esplosivi, deve ritenersi adempiuto alla sola condizione che risultino adottate le cautele che, nelle specifiche situazioni di fatto, possono esigersi da una persona di normale prudenza, secondo il criterio dell'”id quod plerumque accidit”.

(Nella specie, la Corte ha annullato senza rinvio la decisione di condanna di un soggetto il quale aveva tenuto due fucili da caccia sopra un armadio all’interno della propria abitazione, dotata di porte blindate e di inferriate alle finestre).

Cassazione penale sez. I, 06/10/2004, n.46265

Forzamento di una finestra e resistenza opposta dalle inferriate

Sussiste il furto tentato e non un caso di desistenza volontaria, nell’ipotesi di forzamento di una finestra, non riuscito per la resistenza opposta dalle inferriate. La desistenza volontaria infatti ricorre solo quando l’attività criminosa cessi per motivi assolutamente spontanei o di pentimento e non per fattori estranei e non volontari.

Cassazione penale sez. II, 09/04/1981



9 Commenti

  1. Mia zia ha deciso di ricorrere all’uso delle inferriate dopo un furto che ha avuto a casa al mare… è stato brutto perché un giorno, dopo essere ritornati dalla spiaggia, rientriamo a casa e troviamo tutto scombussolato. Avevano rubato bijiotteria, soldi, tv. Anche alcune cose che avevo lasciato lì di mio che ci avevo dormito… Abbiamo avuto paura inizialmente, perché non sapevamo se i ladri potessero essere ancora lì o meno, ma evidentemente avevano studiato i nostri spostamenti e sapevano quando saremmo rientrate in casa

  2. Ho appena installato delle inferriate in casa visto che io e il mio partner ci siamo appena trasferiti in una casa a piano terra e ci sentiamo più sicuri anche se vogliamo lasciare le finestre aperte d’estate. Certo, non lasciamo mica tutto aperto se usciamo a fare compere, ma mentre siamo in altre stanze per farci cambiare l’aria

  3. In occasione delle feste natalizie, un mio amico mi raccontò che era insieme ai suoi parenti. Ad un certo punto, visto che avevano fatto delle fritture avevano deciso di lasciare le finestre della cucina aperte per far ricambiare k’aria. E indovinate? Si sono ritrovati un estraneo in casa. Ovviamente, dopo aver chiamato carabinieri ecc e rumori quello è riuscito a scappare. Ma da lì loro hanno deciso di installare le inferriate per provare a rimanere tranquilli ed evitare che possano ripetersi situazioni di questo tipo.

  4. Vorrei installare delle inferriate ai miei balconi di casa visto che mi sono appena trasferita insieme alla mia famiglia in un appartamento al primo piano… Il condominio di cui faccio parte può opporsi alla mia richiesta di installare delle inferriate esterne se ritiene che siano esteticamente brutte?

    1. Non è possibile stabilire in astratto se una qualsiasi installazione di inferriate, a protezione esterna delle finestre, leda il decoro architettonico di un edificio. Occorre tener conto di ogni singola situazione, caso per caso, al fine di verificare se la specifica opera possa pregiudicare, per esempio, l’euritmia della facciata dell’edificio condominiale. In linea generale, ciascun condominio ha il diritto di proteggere la propria abitazione. La questione si sposta, dunque, sulla scelta del tipo di inferriata da ritenere consentita perché rispettosa dell’estetica dell’edificio. Del resto, nel vasto panorama di scelte che offre il commercio, non tutte le inferriate sono uguali (esistono, per esempio, barre anti-intrusione a scomparsa). Per le modalità specifiche di scelta, quindi, bisognerà innanzitutto verificare cosa dice il regolamento di condominio. Ma, in assenza di regolamentazioni, è preferibile ritenere che l’assemblea non possa impedire l’installazione, ma possa imporre al condominio l’adozione di particolari accorgimenti a tutela del decoro architettonico.

      1. La recente riforma del condominio sembra prediligere proprio quest’ultima alternativa laddove prescrive l’obbligo per ogni condomino di dare preventiva notizia all’amministratore – affinché ne riferisca in assemblea – di ogni intervento che intenda eseguire anche nella singola unità immobiliare e prevede che l’assemblea possa imporre determinati accorgimenti a tutela del decoro architettonico a proposito degli impianti non centralizzati di ricezione radiotelevisiva e di produzione di energia da fonti rinnovabili.

  5. Vivo al primo piano e sotto di me c’è un vicino che ha creato un’ampia tettoia con rischio di agevolare le scalate di malintenzionati…Ho valutato la possibilità di installare delle inferriate.Ma posso mettere inferriate sul balcone e sulle finestre liberamente o ci vuole l’autorizzazione del condominio?

    1. I giudici della capitale rispondono in modo diretto e chiaro al quesito in questione, ossia: per le inferriate su balcone e finestre ci vuole l’autorizzazione? E la soluzione è favorevole al proprietario dell’appartamento che vuol proteggersi dai ladri. Nella sentenza di fine dell’anno scorso, si chiarisce una volta per tutte – citando anche alcuni precedenti della Cassazione – che per le inferriate non ci vuole né il consenso dell’assemblea, né dell’amministratore di condomino.

    2. Le inferriate su balconi e finestre sono ritenute necessarie per garantire il diritto alla sicurezza del domicilio da parte del proprietario di casa, diritto da ritenersi prevalente rispetto a quello degli altri condomini di vedere finestre senza grate. Pertanto è legittimo montare inferriate sul balcone e sulle finestre in quanto le esigenze di un condomino non danneggiano gli altri vicini. A prevalere deve essere sempre la sicurezza e la serenità delle abitazioni da possibili aggressioni o interventi di ladri.

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