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Concorso guardia di Finanza: ultime sentenze

10 Aprile 2021
Concorso guardia di Finanza: ultime sentenze

Arruolamento; tatuaggio; discrezionalità tecnica nella valutazione di incensurabilità della condotta; scorrimento delle graduatorie di precedenti concorsi; preferenza per l’indizione di nuovo concorso; giudizio di natura prognostica in ordine all’affidabilità e all’adesione del candidato ad un modello ispirato a valori positivi.

Esclusione del candidato determinato dal consumo di droga

Ogni Forza Armata si dà regole di valutazione sue proprie per l’ammissione degli aspiranti, anche tenuto conto dei compiti ad essa assegnati. E’, quindi, legittimo il provvedimento di esclusione del candidato dal concorso per l’accesso al Corpo della Guardia di Finanza determinato dal consumo personale di droga, sia pure consistente in un unico episodio accertato e per droghe non considerate “pesanti”.

T.A.R. Roma, (Lazio) sez. II, 01/07/2020, n.7404

Deve rilevarsi come la detenzione o l’uso di sostanze stupefacenti, anche se occasionali e risalenti nel tempo, comportano l’esclusione dalle procedure concorsuali nel Corpo della Guardia di Finanza, ciò anche in considerazione del fatto che l’uso di tali sostanze comporta necessariamente il contatto con il mondo della criminalità.

T.A.R. Roma, (Lazio) sez. II, 01/07/2020, n.7404

La presenza di residui cicatriziali della rimozione di un tatuaggio

Anche i residui cicatriziali della rimozione di un tatuaggio sono elementi comportanti alterazione fisiognomica che legittimamente determinano l’esclusione dal concorso nel Corpo della Guardia di Finanza.

T.A.R. Roma, (Lazio) sez. II, 03/02/2020, n.1396

Guardia di Finanza: la legittima esclusione dal concorso 

Anche i residui cicatriziali della rimozione di un tatuaggio sono elementi comportanti alterazione fisiognomica che legittimamente determinano l’esclusione dal concorso nel Corpo della Guardia di Finanza.

T.A.R. Roma, (Lazio) sez. II, 03/02/2020, n.1396

L’arruolamento nella Guardia di Finanza

Il requisito che prescrive il possesso delle qualità morali e di condotta previste dall’art. 35, comma 6, d.lg. n. 165/2001 (TU pubblico impiego) e che deve essere conservato fino alla data dell’effettivo incorporamento nella Guardia di finanza, rappresenta una fattispecie di chiusura nella quale far rientrare tutti quei comportamenti che, pur potendo non dar luogo a procedimenti penali suscettibili poi di concludersi con una sentenza di condanna, sono potenzialmente o effettivamente controindicati ai fini dell’arruolamento nelle Forze di Polizia.

In sostanza, la valutazione compiuta in presenza di un decreto penale di condanna per un reato di danneggiamento aggravato, posto in essere in concorso con altri, con condotte sicuramente censurabili e non compatibili con l’espletamento dei compiti istituzionali propri della Guardia di Finanza, non appare affetta da vizi di illogicità o irragionevolezza manifesta.

Consiglio di Stato sez. IV, 30/10/2018, n.6165

Quando l’esclusione dal concorso è illegittima?

E’ illegittimo il provvedimento di esclusione dal concorso per titoli ed esami per il reclutamento di allievi finanziari che risulti caratterizzato da una insufficiente valutazione e motivazione, con riferimento alla risalenza temporale, all’unicità dell’episodio di vita (uso di sostanze stupefacenti), alla condizione di minore età all’epoca del fatto, al giudizio psico – fisico di idoneità al servizio militare, nonché alla concreta condotta durante la prestazione del servizio e negli anni successivi, che non ha dato causa ad alcun rilievo.

T.A.R. Roma, (Lazio) sez. II, 08/09/2017, n.9660

Valutazione circa l’incensurabilità della condotta

La valutazione circa l’incensurabilità della condotta è espressione di ampia discrezionalità tecnica, afferente al merito e parzialmente sottratta al sindacato del giudice amministrativo, che non può essere sostitutivo e si sostanzia in una verifica ab estrinseco, effettuata attraverso l’esame della motivazione dell’impugnato provvedimento, con specifico riguardo all’assenza di figure sintomatiche di eccesso di potere.

Tuttavia, va rilevato che l’esclusione dal concorso per l’ammissione nel Corpo della Guardia di Finanza per assenza dei requisiti morali e di condotta non può legittimamente poggiare su una mera equazione, riferita alla presenza di condotte suscettibili di riprovazione morale e contrarie ad un modello comportamentale corretto, venendo in tal modo abdicata la funzione propria del potere valutativo discrezionale attribuito all’Amministrazione in materia, il cui esercizio va indirizzato al caso concreto, con specifico riferimento alle circostanze di fatto ritenute rilevanti e alle ragioni per le quali il comportamento del soggetto non darebbe alcun affidamento per il futuro tenuto conto dei compiti che è chiamato a svolgere, con puntuale ed espressa indicazione delle ragioni di rilevanza di tali elementi.

T.A.R. Roma, (Lazio) sez. II, 08/09/2017, n.9660

La regola per il reclutamento degli ufficiali

La disciplina settoriale del reclutamento degli ufficiali in servizio permanente effettivo del ruolo speciale della Guardia di Finanza costituisce eccezione alla regola della copertura mediante scorrimento della graduatoria di precedenti concorsi e ciò in quanto la periodicità dei concorsi per il reclutamento degli ufficiali rispecchia l’esigenza di assicurare la provvista del personale mediante la più ampia selezione dei candidati in relazione alla maturazione dei requisiti previsti dagli artt. 8 e 9, d.lgs. n. 69 del 2001, senza discriminare i candidati anche già appartenenti al Corpo in servizio permanente effettivo, con un bilanciamento tra le diverse platee di aspiranti.

Consiglio di Stato sez. IV, 24/08/2017, n.4056

Aspirante finanziere sorpreso ubriaco alla guida

È legittima l’esclusione dal concorso per il reclutamento di 1250 allievi finanzieri della Guardia di Finanza, disposta dal Comando Generale se il fatto riguardante l’aspirante finanziere (essere uscito di strada perché ubriaco), in sede di concorso, è stato ritenuto disdicevole, nell’ambito della discrezionalità propria del Comando.

Consiglio di Stato sez. IV, 18/05/2017, n.2353

Applicabilità delle norme generali sui pubblici concorsi

Le norme generali sui pubblici concorsi si applicano tanto al personale non direttivo e non dirigente, quanto agli ufficiali della Guardia di finanza, salvo che non sia previsto il contrario e nei limiti di compatibilità, senza che una diversa scansione degli eventi procedimentali pretermetta i valori di trasparenza, par condicio ed anonimato; in generale, i predetti principi, come sanciti dal d.P.R. 9 maggio 1994, n. 487 sono, in generale, applicabili a tutte le procedure selettive svolte dalle Pubbliche amministrazioni, sia civili che militari; nondimeno questa affermazione di principio va declinata nei confronti delle esigenze specifiche delle singole Amministrazioni, al fine di garantire i principi di buon andamento, di efficienza ed economicità dell’azione amministrativa, ragion per cui, specie per le Amministrazioni militari, esigenze peculiari possono condurre a riconoscere loro modalità di reclutamento differenziate rispetto alle altre Pubbliche amministrazioni.

Consiglio di Stato sez. IV, 05/12/2016, n.5099

Episodio di droga ed esclusione dal concorso per finanzieri

Il provvedimento di esclusione di un candidato da un concorso per il reclutamento di allievi finanzieri della Guardia di Finanza, determinato dal consumo personale di droga, sia pure consistente in un unico episodio accertato e per droghe non considerate “pesanti”, risulta, per un verso, congruamente motivato con riferimento all’episodio stesso e al suo evidente conflitto con i compiti che un appartenente alla Guardia di finanza è chiamato a svolgere; per altro verso, tale provvedimento non risulta affetto da eccesso di potere per illogicità o irragionevolezza, tenuto conto della natura dell’episodio in relazione alla delicatezza e specificità delle funzioni che si aspira a svolgere per il tramite del superamento del concorso, delicatezza e specificità certamente superiori rispetto ad altre pur importanti funzioni pubbliche.

Consiglio di Stato sez. IV, 03/11/2016, n.4602

La valutazione dell’incensurabilità della condotta

La valutazione dell’incensurabilità della condotta, pur se necessariamente dedotta da manifestazioni di vita sociale anteriori, si risolve in un giudizio di natura prognostica in ordine all’affidabilità e all’adesione del candidato ad un modello ispirato a valori positivi e, quindi, al rispetto delle leggi e delle regole di convivenza sociale.

Tale giudizio, pertanto, non può prescindere da una valutazione della fattispecie concreta, nonché dal complesso degli elementi desumibili dal profilo dal candidato, laddove invece, nel caso di specie, l’esclusione dal concorso per il reclutamento di allievi finanzieri del Corpo della Guardia di Finanza risulta fondata su un mero automatismo che non appare giustificato dall’obiettiva gravità della condotta.

T.A.R. Roma, (Lazio) sez. II, 14/09/2016, n.9705

Guardia di Finanza: cadenza periodica dei concorsi

Con riferimento alla prevista cadenza annuale delle assunzioni degli Allievi Marescialli della Guardia di Finanza – giustificata dalla specificità del comparto di impiego e, in generale, dalla specificità dell’Amministrazione militare – non può esservi spazio per l’applicabilità della disciplina generale di cui all’art. 35 comma 5 ter, d.lg. n. 165 del 2001, la cui latitudine espansiva si arresta dinanzi a speciali discipline di settore che regolano diversamente la materia, per come peraltro affermato dall’Adunanza Plenaria con la sentenza n. 14 del 2011, laddove riconosce l’esistenza del dovere primario dell’Amministrazione di bandire una nuova procedura selettiva in presenza di speciali disposizioni legislative che impongano una precisa cadenza periodica del concorso, collegata anche a peculiari meccanismi di progressioni nelle carriere, tipiche di determinati settori del personale pubblico, rendendo solo facoltativa e connessa a particolari ragioni di opportunità l’assunzione degli idonei collocati nelle preesistenti graduatorie. Pertanto, il profilo della specialità della disciplina di settore laddove prevede una specifica cadenza periodica delle procedure concorsuali è incompatibile con l’invocato obbligo di scorrimento.

T.A.R. Roma, (Lazio) sez. I, 22/01/2016, n.824

Palese e inammissibile automatismo contrastante con una vita esemplare

E’ illegittimo il provvedimento di esclusione da concorso pubblico, indetto per il reclutamento di allievi finanziari, adottato nei confronti di un partecipante già finanziere volontario e dichiarato non in possesso di qualità morali e di condotta, desunto dall’Amministrazione con palese e inammissibile automatismo, avendo essa del tutto ignorato e obliterato la risalenza temporale, l’unicità dell’episodio contestato relativo al possesso di una dose di stupefacenti, la condizione di minore età all’epoca del fatto, il giudizio psico-fisico di idoneità formulato in ordine all’ammissione alla ferma prefissata nonché la concreta condotta durante la prestazione del servizio, che non ha dato causa ad alcun rilievo ma, al contrario, ad un encomio, elementi tutti idonei, complessivamente considerati, a svalutare il rilievo negativo di un isolato episodio di vita, confinandolo in un’isolata esperienza adolescenziale.

Consiglio di Stato sez. IV, 12/08/2016, n.3621

Esclusione dal concorso per assenza dei requisiti morali e di condotta

L’esclusione dal concorso per l’ammissione nel Corpo della Guardia di Finanza per assenza dei requisiti morali e di condotta non può legittimamente poggiare su una mera equazione, riferita alla presenza di condotte suscettibili di riprovazione morale e contrarie ad un modello comportamentale corretto, venendo in tal modo abdicata la funzione propria del potere valutativo discrezionale attribuito all’Amministrazione in materia, il cui esercizio va indirizzato al caso concreto, con specifico riferimento alle circostanze di fatto ritenute rilevanti e alle ragioni per le quali il comportamento del soggetto non darebbe alcun affidamento per il futuro tenuto conto dei compiti che è chiamato a svolgere, con puntuale ed espressa indicazione delle ragioni della rilevanza di tali elementi.

T.A.R. Roma, (Lazio) sez. II, 03/11/2015, n.12391



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