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Concorso carabinieri: ultime sentenze

14 Luglio 2020
Concorso carabinieri: ultime sentenze

Reclutamento di personale nell’Arma; concorsi per esami e titoli; valutazioni espresse dalle Commissioni giudicatrici in merito alle prove di concorso; visita psico -fisio -attitudinale; esclusione dal concorso.

Bando di concorso Arma dei Carabinieri 

L’art. 1 l. 13 dicembre 1986 n. 874 e il codice per le pari opportunità, d.lg. 11 aprile 2006 n. 198, nella parte in cui consentono la deroga al divieto di non discriminazione fondata sull’altezza per l’accesso ai pubblici impieghi, non appaiono in contrasto con i parametri di matrice costituzionale, atteso che i casi in cui può operare tale indice di selezione sono limitati alle sole ipotesi particolari individuate con l’apposito d.P.C.M. e legate alle particolari mansioni e funzioni inevitabilmente connesse allo svolgimento dei compiti della difesa nazionale, oltre che quelli, nel caso delle Forze di polizia ad ordinamento militare, quale l’Arma dei Carabinieri, di sicurezza ed ordine pubblico, in cui la prestanza fisica è dote senz’altro indispensabile.

A tanto consegue che la previsione del bando di concorso e più a monte del d.P.C.M. n. 411 del 1987 non è manifestamente illogica, nella parte in cui prevede l’accertamento della sussistenza di particolari requisiti fisici, sotto il profilo dell’altezza degli aspiranti al ruolo di Ufficiali nell’Arma dei Carabinieri, precludendo l’ingresso a quei soggetti che, seppure in possesso di requisiti fisici definibili normali, e come tali idonei ad un soddisfacente inserimento nel mondo del lavoro, non possono essere ritenuti compatibili con lo svolgimento di specifica attività nell’ambito della forza di polizia armata, che si differenzia, sotto questo profilo, dalle altre forze armate; né si perpetua alcuna disparità di trattamento tra categorie di militari, atteso che ben può essere richiesto requisito ulteriore per l’accesso al ruolo di Ufficiale dell’Arma, rispetto a quello di sottufficiale, in relazione alle differenti funzioni e mansioni connesse ai due diversi ” status “.

T.A.R. Roma, (Lazio) sez. I, 19/02/2008, n.1507

Esclusione dal concorso per deficit visivo

In presenza di una clausola del bando di concorso indetto per l’arruolamento volontario nell’Arma dei carabinieri che, con riguardo al requisito della c.d. “acutezza visiva“, richiede che l’aspirante possegga un visus naturale non inferiore a soglie predeterminate, senza che sia possibile la correzione con lenti, l’esclusione del concorrente affetto da un deficit visivo più grave di quello consentito, e comunque di un visus naturale inferiore a quello richiesto, integra un atto non solo legittimo, ma totalmente vincolato per l’Amministrazione.

T.A.R. Campobasso, (Molise) sez. I, 04/08/2011, n.530

Quando l’esclusione dal concorso è illegittima?

È illegittima l’esclusione da un concorso per arruolamento nell’Arma dei Carabinieri in ragione dell’inidoneità fisica del candidato per la presenza di un tatuaggio, atteso che la Commissione medica non può fondare il giudizio di inidoneità sulla semplice presenza di un tatuaggio in una zona scoperta del corpo, ma deve darsi carico di accertare se a causa del rilevato tatuaggio la figura del candidato risulti deturpata, ovvero se dalla forma e dalle dimensioni delle figure incise sulla pelle possa attribuirsi allo stesso una personalità abnorme.

Consiglio di Stato sez. II, 04/09/2012, n.4837

Carabinieri: motivazione del giudizio di esclusione 

Nei concorsi per il reclutamento di personale nell’Arma dei Carabinieri il giudizio di esclusione di un concorrente relativo alla presenza sul corpo di tatuaggi va espresso a seguito di istruttoria ed essere motivato in ordine alla visibilità degli stessi in riferimento l’ubicazione del tatuaggio e la sua effettiva consistenza.

Consiglio di Stato sez. IV, 19/03/2020, n.1962

L’idoneità a prestare servizio in una forza armata 

L’arma dei Carabinieri oltre che Forza Armata con prerogative e compiti esclusivi e specificatamente riferiti anche ai compiti di Polizia Militare è anche una Forza di Polizia con compiti di polizia giudiziaria e di pubblica sicurezza; quindi l’idoneità attitudinale a prestare servizio in una forza armata non rappresenta elemento decisivo all’ottenimento dello stesso giudizio per l’Arma dei Carabinieri.

Consiglio di Stato sez. IV, 25/02/2020, n.1402

Concorso Carabinieri: visita psico -fisio -attitudinale

Le condizioni psico -fisiche rilevanti per il reclutamento presso l’arma dei Carabinieri sono e restano unicamente quelle verificate al momento della visita psico -fisio -attitudinale, e dagli organi tecnici competenti, e non anche in momenti antecedenti o successivi.

Ne discende che, almeno di regola, è escluso che l’organo giurisdizionale possa ‘surrogare’, attraverso una propria verificazione tecnica, gli accertamenti ritualmente compiuti dall’Amministrazione tramite le strutture all’uopo preposte (nel caso di specie, l’istante non aveva fornito neanche un principio di prova dell’asserita erroneità della misurazione eseguita in sede concorsuale, quale sarebbe stata, ad esempio, la vetustà o inadeguatezza dell’apparecchiatura impiegata, limitandosi a supportare il proprio assunto col richiamo ad altre misurazioni, eseguite sia prima che dopo quella per cui era causa, dalle quali sarebbe risultata una statura superiore e rientrante nel limite stabilito dal bando; trattasi però di rilievi per nulla dirimenti, atteso che la statura è un dato notoriamente soggetto a minime variazioni, in dipendenza di svariate condizioni -esercizio fisico, situazioni di salute, finanche dati connessi alle stagioni ed all’orario del giorno -, di modo che in alcun modo può dirsi dimostrata, neanche a livello indiziario, la fallacia della misurazione eseguita in occasione del concorso).

Consiglio di Stato sez. IV, 01/08/2016, n.3463

Le procedure di avanzamento dell’Arma dei Carabinieri

Le norme di riferimento – che guidano le procedure relative allo stato e all’avanzamento del personale non direttivo e non dirigente dell’Arma dei Carabinieri – sono contenute nel d.lgs. 12 maggio 1995 n. 198, il cui art. 38 comma 4, prevede che “l’avanzamento a scelta per esami dei marescialli avviene secondo le procedure e modalità da stabilire con apposito decreto del Ministero della Difesa”.

Detta disposizione trova conferma nel comma 16 dell’art. 30, d.lgs. n. 83/2001, il quale dispone che, con decreto del Ministro della Difesa, sono apportate disposizioni integrative e correttive delle disposizioni attuative dell’art. 38 citato, relative alla procedura di avanzamento a scelta per esami al grado di maresciallo aiutante, con previsione che tali procedure potranno effettuarsi in due prove di esame scritte. Queste disposizioni, successive al d.P.R. n. 487/1994, indicano che il legislatore ha inteso configurare la procedura di avanzamento a scelta per esami come una forma speciale di avanzamento, segnata da una sua obiettiva peculiarità rispetto ai criteri indicati dal d.P.R. n. 487/1994. Tale procedura trova ora la propria disciplina nel d.m. 12 giugno 2007.

T.A.R. Roma, (Lazio) sez. I, 10/12/2018, n.11916

Arruolamento Carabinieri: l’idoneità psico-attitudinale

Le valutazioni espresse dalle Commissioni giudicatrici in merito alle prove di concorso, seppure qualificabili quali analisi di fatti (correzione dell’elaborato del candidato con attribuzione di punteggio o giudizio), e non come ponderazione di interessi, costituiscono pur sempre l’espressione di ampia discrezionalità finalizzata a stabilire in concreto l’idoneità tecnica e/o culturale o, come nel caso di specie, attitudinale, dei candidati, con la conseguenza che le stesse valutazioni non sono sindacabili dal giudice amministrativo, se non nei casi in cui sussistono elementi idonei ad evidenziarne uno sviamento logico o un errore di fatto.

Pertanto, l’indagine del giudice amministrativo in ordine alla legittimità dei giudizi espressi in relazione all’idoneità psico-attitudinale dei candidati all’arruolamento nell’Arma dei Carabinieri va limitata alla verifica della sussistenza dei presupposti assunti ad oggetto della valutazione, della logicità di questa e della congruenza delle conclusioni che ne sono scaturite.

T.A.R. Roma, (Lazio) sez. I, 09/02/2009, n.1293

Nel concorso per l’ammissione alla ferma quadriennale nell’Arma dei Carabinieri, la commissione esprime un giudizio strettamente tecnico, governato da regole di indagine e da metodi di valutazione ad esso peculiari, nei cui confronti il sindacato del giudice amministrativo è circoscritto alla disamina dei presupposti oggetto della valutazione, alla logicità di questa ed alla congruenza delle conclusioni che ne sono scaturite.

T.A.R. Latina, (Lazio) sez. I, 20/03/2008, n.211

Accertamento della sussistenza di particolari requisiti fisici

Non è manifestamente illogica la previsione dell’accertamento della sussistenza di particolari requisiti fisici, sotto il profilo dell’altezza degli aspiranti al ruolo di Ufficiali nell’Arma dei Carabinieri, precludendo l’ingresso a quei soggetti che, seppure in possesso dei requisiti fisici definibili normali e come tali idonei ad un soddisfacente inserimento nel mondo del lavoro, non possono essere ritenuti compatibili con lo svolgimento di specifiche attività nell’ambito di forza di polizia armata.

T.A.R. Roma, (Lazio) sez. I, 05/11/2007, n.10878

Giudizio espresso dalla Commissione: sindacabilità in sede giurisdizionale

L’indagine del giudice amministrativo in ordine alla legittimità dei giudizi espressi in relazione all’idoneità psico-attitudinale dei candidati all’arruolamento nell’Arma dei Carabinieri va limitata alla verifica della sussistenza dei presupposti assunti ad oggetto della valutazione, della logicità di questa e della congruenza delle conclusioni che ne sono scaturite.

T.A.R. Roma, (Lazio) sez. I, 06/06/2006, n.4279

Esclusione dalla procedura selettiva per il reclutamento nell’Arma dei Carabinieri

Laddove nel giudizio impugnato, seppur sinteticamente espresso, sia possibile evincere le ragioni che hanno determinato la negativa decisione in ordine alla valutazione di idoneità del ricorrente, sotto il profilo attitudinale, ai fini del reclutamento nell’Arma dei Carabinieri, si dimostra legittima l’esclusione dalla procedura selettiva del ricorrente, supportata da valutazioni tecniche esaurienti nell’evidenziare l’assenza del previsto profilo attitudinale.

T.A.R. Roma, (Lazio) sez. I, 07/06/2010, n.15706



13 Commenti

  1. Chi decide di partecipare ad un concorso nell’arma deve essere spinto da una forte motivazione. Ci sono tanti rischi, a volte troppi pericoli e bisogna valutare effettivamente se il gioco vale la candela. Puoi trovarti davanti la brava persona, come anche un delinquente, un tossico e devi avere i riflessi pronti e decidere in poco tempo come agire. Inoltre, anche nell’arma è richiesta la conoscenza della legge, quindi bisogna arrivare preparati per la propria tutela e quella altrui.

  2. Prima di partecipare ad un concorso nella pubblica amministrazione bisogna avere dei requisiti. Io che ho un tatuaggio, posso partecipare? Vorrei capire meglio come potrei comportarmi e se rischio di essere escluso dal concorso nei carabinieri se viene fuori che ho un tatuaggio fatto tanti anni fa…

    1. Non tutti i tatuaggi sono vietati in caso di concorso nelle forze dell’ordine; lo sono solo quelli visibili e quelli che manifestano una personalità abnorme. Se ricorre una di queste due ipotesi, il candidato può essere escluso dal concorso. Vediamo, in particolare, cosa dice la giurisprudenza in proposito.Contrario alla possibilità per il tatuato di partecipare a un concorso in polizia è il Tar Roma, ma solo se il tatuaggio è collocato in una zona visibile anche con l’uniforme indossata. Ciò indipendentemente dal tipo di tatuaggio: se cioè si tratta di un disegno o una scritta tale da rivelare una personalità abnorme o pericolosa (ad esempio, la parola «hate», in inglese «odio») o meno (ad esempio il disegno di un cuore). Perché questo? Secondo i giudici amministrativi, il tatuaggio su una sezione della pelle visibile anche con la divisa estiva a maniche corte è incompatibile per l’espletamento dei variegati e delicati compiti istituzionali cui gli appartenenti della Polizia sono chiamati a svolgere.Stessa interpretazione è stata sposata dal Consiglio di Stato che ha escluso una donna, candidatasi al concorso di polizia giudiziaria, per via di un tatuaggio sul polpaccio, non coperto dalla gonna.Il Tar Lazio ha giudicato non deturpante un tatuaggio, peraltro in fase di rimozione, di centimetri 4×5 che raffiguri un motivo floreale, ma ciò sempre a condizione che non sia immediatamente percepibile dall’occhio.Il Tar Salerno ha detto che il tatuaggio costituisce legittima causa di esclusione dalle procedure concorsuali indette per l’assunzione di personale militare o, comunque, in divisa, solo quando le dimensioni o i contenuti dell’incisione sulla pelle siano rivelatori di una personalità abnorme, ovvero quando questa sia oggettivamente deturpante della figura o incompatibile con il possesso della divisa medesima.

  3. Ci sono poliziotti e carabinieri che portano alto il nome della divisa che indossano. Persone straordinarie che combattono ogni giorno per garantire la nostra sicurezza. E magari rischiano la vita, lasciando a casa le loro famiglie che non vedranno più rientrare i loro mariti, i loro figli o i loro papà. Do’ per scontato che si tratti di uomini, ma ormai ci sono anche molte donne che lavorano nell’arma.

  4. Quanto sono odiosi quei carabinieri che si fanno gli sbruffoni e gli altezzosi quando ti fermano e magari tu non trovi subito patente e libretto, lasciati in borsa e loro iniziano a fare gli scocciati e fare battutine? Peggio ancora quei molluschi che ci provano con frecciatine e occhiolini…. Pessimi davvero.

  5. Ma i carabinieri o gli agenti della polizia stradale possono perquisire la mia auto? Cioè ad un mio amico l’hanno perquisita perché hanno visto che era un po’ stonato, ma semplicemente aveva sonno davvero ed era stanco perché aveva finito tardi a lavoro. Loro l’hanno scambiato per un drogato ed hanno voluto perquisire l’auto.. Poi, l’indomani, ci ha ripensato e avrebbe voluto segnalare i due che l’hanno fermato, ma poi per evitare questioni ha lasciato perdere

    1. I carabinieri possono perquisire: essi possono procedere quando c’è apposito decreto dell’autorità giudiziaria. Eccezionalmente, i carabinieri possono perquisire anche di propria iniziativa, ma solo in casi tassativamente indicati dalla legge.Gli agenti della polizia municipale, stradale, i carabinieri o la guardia di finanza hanno i poteri per procedere a ispezione dell’automobile fermata. Attenzione, non si tratta della perquisizione o della ispezione prevista dal codice penale ma della ispezione prevista dal codice della strada. La perquisizione e l’ispezione previste dal codice penale, difatti, necessitano della preventiva autorizzazione del giudice. In termini pratici questo significa che la polizia stradale può chiedere di aprire il portabagagli per vedere se c’è il triangolo di emergenza; può chiedere di verificare se le ruote sono lisce o meno; se la targa è in regola, ecc. Ma non può chiedere di aprire le valigie alla ricerca di un pacchetto di droga salvo ci sia il sospetto di tale reato. Nel caso quindi dell’ispezione della polizia non serve un provvedimento dell’autorità giudiziaria. In ogni caso l’automobilista è tenuto a collaborare, evitando comportamenti conflittuali onde evitare il reato di resistenza a pubblico ufficiale. È diritto dell’automobilista chiedere spiegazioni dell’ispezione e cosa la polizia stia cercando.

  6. Da quando ero bambino, il mio sogno è sempre stato quello d prestare servizio nell’arma dei carabinieri. E’ un’opportunità di carriera importante, che permette di svolgere un lavoro di responsabilità e servizio al cittadino mettendosi a disposizione per rappresentare lo stato italiano e le forze dell’ordine. Io voglio contribuire a garantire la sicurezza della collettività e la tutela della legalità. E’ una passione che abbiamo in famiglia e me l’ha tramandata mio padre.

  7. Salve, potreste indicarmi quali sono i requisiti di reclutamento? Sono diversi a seconda del grado per il quale si intende concorrere.e vorrei capire un attimo in quale categoria potrei rientrare. Grazie mille

    1. Per quanto riguarda il reclutamento degli ufficiali del ruolo normale, la formazione base è di due anni, dopo i quali gli allievi ritenuti idonei diventano sottotenenti. Per accedere all’accademia occorre superare un concorso pubblico che prevede determinati requisiti: oltre ad essere cittadini italiani e godere dei diritti civili e politici, è richiesta un’età compresa fra i 17 ed i 22 anni (età elevata – per un periodo massimo di tre anni – di un periodo corrispondente all’eventuale servizio militare effettivamente prestato dal candidato) ed il possesso di un diploma di istruzione secondaria di secondo grado.Prendendo in considerazione invece la carriera come maresciallo dei carabinieri, l’accesso alla professione tramite concorso varia in relazione al fatto che il candidato sia un cittadino qualsiasi oppure abbia già iniziato la propria carriera nell’Arma. Nel primo caso bisogna essere cittadini italiani e godere dei diritti civili e politici, in possesso di diploma di scuola superiore, con un’età tra i 18 e i 26 anni (elevati a 28 per coloro che abbiano già prestato serivizio militare, sia obbligatorio che volontario). Qualora il candidato sia già appartenente al ruolo dei sovrintendenti, degli appuntati, dei carabinieri (compresi gli allievi) e degli ufficiali di complemento dell’arma, occorre un’età massima di 30 anni ed il possesso del diploma di scuola superiore.In entrambe le ipotesi, bisogna possedere l’idoneità al servizio militare incondizionato.Ricordiamo inoltre che è possibile candidarsi anche quali ufficiali del ruolo tecnico logistico. Per questi casi, i requisiti di accesso variano a seconda che si sia ufficiali in ferma prefissata dei carabinieri, marescialli, oppure semplici cittadini. Le specialità per le quali è possibile candidarsi sono: amministrazione, commissariato, genio, medicina, farmacia, telematica, psicologia, investigazioni scientifiche e veterinaria.È infine previsto che per i coniugi ed i figli superstiti, ovvero i parenti in linea collaterale di secondo grado qualora unici superstiti del personale delle forze armate – compresa pertanto l’Arma dei carabinieri e delle Forze di polizia – deceduto in servizio e per causa di servizio, che siano in possesso dei prescritti requisiti per il profilo per il quale si candidano, siano predeterminate dai singoli bandi riserve di posti.

  8. Quante volte sento dire che non si sa a chi rivolgersi tra le forze dell’ordine e quando chiamare o meno i carabinieri. Ecco qualche esempio… Devi segnalare la commissione di un reato? Chiama i carabinieri. Hai fatto un grave incidente? Chiama i carabinieri. Devi fornire informazioni utili alle indagini in corso? Chiama i carabinieri. Sospetti che qualcuno stia commettendo un delitto? Chiama i carabinieri. C’è chi fa rumore nel condominio o ci sono altri casi di disturbo della quiete pubblica? Chiama i carabinieri. Insomma, ogni volta che è necessario l’intervento delle forze dell’ordine è possibile chiamare i carabinieri.

  9. Se sono ad una festa e mi si avvicina una persona che dice di essere un poliziotto in borghese, mi chiede le mie generalità. Io cosa devo fare? Vedendolo in abiti civili, posso aver timore a dare i miei dati personali a un individuo che non conosco e che potrebbe anche essere un malintenzionato. Come posso tutelarmi? Con tutte le cose che succedono al giorno d’oggi, non si sa mai… Quindi vorrei sapere se l’agente in borghese è tenuto a identificarsi.

    1. Per legge, esiste solamente un caso in cui gli appartenente alle forze dell’ordine devono identificarsi: si tratta dell’ipotesi in cui essi siano in borghese. Secondo la legge, il personale delle forze armate autorizzato a svolgere il servizio d’istituto in abito civile (in pratica, in borghese), nel momento in cui debba far conoscere la propria qualità o allorché l’intervento assuma rilevanza esterna, ha l’obbligo di applicare sull’abito in modo visibile una placca di riconoscimento e di esibire la tessera di riconoscimento, ove richiesto. Dunque, per quanto la legge imponga di portare sempre con sé la tessera di riconoscimento, sussiste l’obbligo di identificarsi solamente quando polizia e carabinieri agiscono in borghese: in questo caso, bisogna applicare all’abito una placca di riconoscimento e, se v’è espressa richiesta da parte dei cittadini, bisogna identificarsi mostrando apposita tessera. La ragione per cui i poliziotti e i carabinieri in borghese debbano identificarsi è piuttosto ovvio: agendo in abiti civili, le persone non sanno con chi hanno a che fare e, dunque, potrebbero ben rifiutarsi di obbedire a un ordine impartito da un soggetto che si confonde con gli altri. Dunque, poliziotti e carabinieri sono tenuti a identificarsi mostrando la tessera di riconoscimento solamente quando agiscono in borghese e, dunque, quando sono privi di divisa.

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