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Concorso accademia militare: ultime sentenze

28 Luglio 2020
Concorso accademia militare: ultime sentenze

Procedure concorsuali per l’accesso alla carriera militare; valutazione della commissione medica e delle prove concorsuali; giudizio di idoneità del candidato sotto il profilo psico – attitudinale.

Indizione di nuovo concorso

È legittima la determinazione con la quale l’Amministrazione militare ha stabilito di indire un nuovo concorso per l’assegnazione di 2 posti di tenenti-medici veterinari dell’esercito piuttosto che procedere allo scorrimento della graduatoria di quello precedente in quanto, in relazione alle peculiari esigenze operative e organizzative del Ministero della difesa, il reclutamento del personale militare esige l’attualità dell’accertamento dei requisiti di efficienza e di idoneità psicofisica e attitudinale.

Consiglio di Stato sez. IV, 21/12/2015, n.5792

Causa di esclusione dalle procedure concorsuali

Il tatuaggio costituisce legittima causa di esclusione dalle procedure concorsuali indette per l’assunzione di personale militare o, comunque, in divisa, solo quando le dimensioni o i contenuti dell’incisione sulla pelle siano rivelatori di una personalità abnorme, ovvero quando questa sia oggettivamente deturpante della figura o incompatibile con il possesso della divisa medesima. Quindi è onere dell’Amministrazione fornire, all’atto della esclusione, concreta e puntuale motivazione in ordine alle ragioni per le quali, di volta in volta, il tatuaggio sia stato ritenuto preclusivo dell’assunzione o incompatibile con il possesso della divisa.

T.A.R. Salerno, (Campania) sez. I, 03/03/2015, n.463

Superamento del concorso per l’Accademia militare

Il differente trattamento giuridico degli ufficiali del ruolo speciale e degli ufficiali del ruolo normale dell’Arma dei Carabinieri, trova giustificazione nella differenziazione di accesso al ruolo e della relativa formazione. Vero è, infatti, che, rispetto a quelli del ruolo speciale, per gli ufficiali del ruolo normale l’età media di ingresso nella vita militare è più bassa (al massimo 28 anni, in luogo dei 40), l’accesso presuppone il superamento di un pubblico concorso estremamente selettivo (quello per l’Accademia militare), il percorso di formazione è più lungo (cinque anni, anziché l’anno del corso applicativo) e di tipo accademico (con conseguimento della laurea magistrale in giurisprudenza, mentre per gli ufficiali del ruolo speciale è sufficiente il diploma di scuola media superiore), il successivo aggiornamento professionale è più impegnativo (almeno 6 mesi, contro 5 settimane).

Conseguentemente, i primi sono chiamati a diventare le figure dirigenziali, anche di vertice, dell’Arma, mentre i secondi a svolgere i compiti più prettamente operativi.

Ciò rende ragionevole la diversità di disciplina quanto ai gradi apicali, consistenze organiche di dirigenza nei due ruoli, condizioni di passaggio da un ruolo all’altro, così come la differente durata della permanenza nei gradi e la diseguale attribuzione di funzioni di comando territoriale. In sintesi, poiché per provenienza, formazione e funzioni attribuite, la situazione degli ufficiali del ruolo speciale non è sostanzialmente identica a quella degli ufficiali del ruolo normale, la relativa – differente – disciplina giuridica non viola l’art. 3 Cost.

T.A.R. Trieste, (Friuli-Venezia Giulia) sez. I, 12/05/2016, n.164

La valutazione della commissione medica è sindacabile?

Nelle procedure concorsuali indette per l’accesso alla carriera militare, la Commissione medica, essendo chiamata ad una rigorosa applicazione del quadro normativo vigente (bando di concorso e decreto ministeriale concernente i requisiti di idoneità fisica, psichica e attitudinale per l’ammissione ai ruoli), non possiede margini di discrezionalità e deve rigorosamente attenersi alle condizioni psico-fisiche dei candidati come emergenti nel giorno previsto per la sottoposizione a visita medica.

Sulle sue valutazioni è escluso — in linea generale — ogni sindacato, tranne che si riscontrino macroscopici vizi attinenti alla logica ed alla razionalità delle determinazioni assunte; di conseguenza, gli accertamenti sanitari — svolti volontariamente presso altre strutture e in tempi diversi — non valgono ad inficiare gli esiti di quelli espletati dagli organi previsti dalla procedura concorsuale al momento in cui si sono svolti e che cristallizzano le relative risultanze tecnico-scientifiche alle quali ancorare il giudizio di idoneità o non dei candidati.

T.A.R. Salerno, (Campania) sez. I, 23/11/2018, n.1698

Superamento del concorso pubblico e passaggio al ruolo superiore

Qualora il passaggio al ruolo superiore avvenga per il superamento del concorso pubblico, con il conferimento di posti di ruolo, non rientranti nella quota riservata al personale militare, il rapporto con la P.A. assume carattere novativo e, conseguentemente, non è possibile corrispondere l’indennità di trasferimento, poiché la posizione del soggetto deve essere considerata alla stregua di quella di tutti gli altri soggetti privati che abbiano partecipato alla procedura concorsuale, a nulla rilevando la precedente appartenenza al corpo militare. In siffatta situazione, quindi, non è giustificata l’attribuzione di un trattamento economico di trasferimento, atteso che si tratta, invece, dell’assegnazione della prima sede di servizio al momento dell’instaurazione di un nuovo rapporto di lavoro nell’ambito delle Forze armate.

T.A.R. Roma, (Lazio) sez. I, 15/10/2018, n.9962

Concorso per il reclutamento del personale militare prima 

L’omessa verifica del brevetto il cui possesso sia dichiarato da un candidato nel concorso per il reclutamento del personale militare prima della predisposizione della graduatoria definitiva si pone in contrasto con il principio della leale cooperazione tra le parti, atteso che la ritenuta dichiarazione mendace (in realtà, erronea) avrebbe potuto comportare, eventualmente, la rivalutazione della posizione del ricorrente ai fini di un corretto posizionamento in graduatoria, in relazione all’effettivo punteggio spettante, in base ai titoli effettivamente posseduti, con esclusione, quindi, solo di quello contestato – ma non la decadenza dalla ferma prefissata.

T.A.R. Roma, (Lazio) sez. I, 02/01/2018, n.8

L’esclusione dal concorso: insufficiente valutazione e motivazione 

E’ illegittimo il provvedimento di esclusione dal concorso per titoli ed esami per il reclutamento di allievi finanziari che risulti caratterizzato da una insufficiente valutazione e motivazione, con riferimento alla risalenza temporale, all’unicità dell’episodio di vita (uso di sostanze stupefacenti), alla condizione di minore età all’epoca del fatto, al giudizio psico – fisico di idoneità al servizio militare, nonché alla concreta condotta durante la prestazione del servizio e negli anni successivi, che non ha dato causa ad alcun rilievo.

T.A.R. Roma, (Lazio) sez. II, 08/09/2017, n.9660

Nuovo inquadramento funzionale di carriera

Il periodo di servizio in ferma prolungata, o ferma breve, o rafferma (istituti del passato, oggi sostituiti dalla ferma volontaria annuale o quadriennale, ex artt. 5, 6, e 12, l. n. 226 del 2004) costituisce rapporto di servizio a tempo determinato. Il concorso per titoli ed esami per l’immissione nelle carriere iniziali delle Forze di Polizia ad ordinamento militare segna una cesura e costituisce uno strumento di accesso alla nuova carriera.

Nel caso di inserimento per concorso del volontario nella carriera militare ordinaria, dunque, nessun principio generale dell’ordinamento ne impone la valutazione dell’attività pregressa, in assenza di una scelta legislativa in tale direzione, ai fini del nuovo inquadramento funzionale di carriera, né sul piano giuridico né sul piano economico.

T.A.R. Roma, (Lazio) sez. I, 21/08/2017, n.9373

Discrezionalità delle valutazioni tecniche 

E’ pacifico l’ampio margine di discrezionalità che connota le valutazioni tecniche degli organi chiamati a esprimere il giudizio di idoneità (o inidoneità) del candidato sotto il profilo psico – attitudinale, tale da circoscrivere il sindacato giurisdizionale alle sole ipotesi di manifesta erroneità o illogicità, ovvero ai casi di manifesto e macroscopico travisamento delle circostanze di fatto; tuttavia, tali valutazioni, astratte e prognostiche, devono necessariamente tenere conto, proprio perché rivolte ad individuare la personalità psicologica dell’aspirante in relazione alle funzioni da svolgere, anche della precedente valutazione nei confronti dello stesso espressa proprio in un contesto militare che ha avuto modo di valutare il candidato, in modo continuativo e costante, per oltre tre anni, senza ravvisare le criticità segnalate dalla Commissione di concorso nella relazione psicologica (nel caso di specie, il giudizio espresso dalla Commissione, così come rappresentato nella motivazione, oltre a mostrare singolari ed evidenti contraddizioni logiche, segnala che la Commissione si è limitata ad una mera descrizione del colloquio cui il ricorrente è stato sottoposto, utilizzando esclusivamente formule di stile valide per qualsivoglia candidato, omettendo di valutare e considerare, sotto l’indicato profilo, il pregresso comportamento attitudinale del ricorrente espresso nel corso del servizio militare).

T.A.R. Roma, (Lazio) sez. I, 25/05/2017, n.6225

Concorso interno utile per i militari impegnati in missioni internazionali

Ai sensi dell’art. 12 l. quadro 21 luglio 2016 n. 145, i militari, che hanno presentato domanda di partecipazione ai concorsi interni banditi dall’Amministrazione pubblica di appartenenza per il personale in servizio e che non possono partecipare alle varie fasi concorsuali, compresa la frequenza dei corsi di aggiornamento e formazione dagli stessi prevista, in quanto impiegati nelle missioni internazionali ovvero fuori del territorio nazionale per attività connesse con le medesime missioni, sono rinviati d’ufficio al primo concorso successivo utile, fermo restando il possesso dei requisiti di partecipazione previsti dal bando di concorso per il quale hanno presentato domanda; ai militari, che risultano vincitori del concorso successivo a quello per il quale hanno presentato domanda ai sensi del comma 1, sono attribuite, previo superamento del relativo corso, ove previsto, ai soli fini giuridici, la stessa anzianita’ assoluta dei vincitori del concorso per il quale hanno presentato domanda e l’anzianita’ relativa determinata dal posto che avrebbero occupato nella relativa graduatoria; ratio della legge è quindi quello di assicurare che il militare che non possa partecipare ad una selezione a cagione dello svolgimento di compiti di istituto possa partecipare a selezioni successive, e, laddove le superi, essere inquadrato retroattivamente, come se avesse sostenuto il concorso cui non ha potuto partecipare perché impedito per superiori ragioni di servizio.

Consiglio di Stato sez. IV, 29/03/2017, n.1436

Attitudine a svolgere la professione militare

I giudizi sull’attitudine a svolgere la professione militare non hanno ad oggetto un mero accertamento dei fatti, nella loro sussistenza attuale, bensì, la formulazione, sulla base di fatti, mediante un processo logico di tipo interferenziale probabilistico, delle ipotesi di avveramento in futuro di altri, diversi fatti, la cui realizzazione si intende predire (e cioè il rendimento futuro dell’aspirante nella posizione messa a concorso). Tale giudizio prognostico è formulato sulla base dell’analisi delle funzioni professionali e sulla base dell’identificazione di tratti che si assumono di particolare influenza nel futuro inserimento lavorativo e che sono suscettibili di profonde modificazioni nel tempo.

Perciò detti giudizi costituiscono un ambito riservato di valutazione proprio perché presuppongono la conoscenza degli specifici contenuti dell’attività lavorativa e delle peculiarità del contesto istituzionale in cui questa si svolge (che peraltro non trova neppure corrispondenza in altri ambiti lavorativi). Il controllo giurisdizionale di tali giudizi pertanto deve essere effettuato dal giudice amministrativo in sede di giudizio di legittimità secondo la tecnica del c.d. sindacato debole; il giudice di legittimità deve verificare la correttezza dei criteri valutativi e del procedimento applicativo al solo fine di saggiare l’attendibilità o verosimiglianza del giudizio dell’Amministrazione, senza poter sostituire le valutazioni prognostiche sull’attitudine del candidato formulate dalla P.A., con un proprio giudizio sulle medesime caratteristiche.

In altri termini, il sindacato giurisdizionale deve essere limitato al riscontro di eventuali profili sintomatici dell’eccesso di potere, inteso sia nelle figure tradizionali sia in quelle più evolute del sindacato di ragionevolezza e di proporzionalità; in particolare, nel caso in cui i fatti accertati e posti a fondamento del giudizio prognostico si rivelino insussistenti, oppure, ancorché effettivamente sussistenti, siano stati macroscopicamente travisati nel loro valore sintomatico oppure abbiano indotto alla formulazione di ipotesi di avveramento del tutto inverosimili o estremamente improbabili.

Tant’è che un sindacato giurisdizionale di merito, pieno e sostitutivo, sulle valutazioni delle prove concorsuali – ed in particolare quelle relative agli accertamenti attitudinali effettuati per l’accesso ad un profilo professionale o per l’avanzamento in carriera – è tradizionalmente escluso anche negli ordinamenti giuridici più avanzati, anche in considerazione delle specifiche competenze di cui è munito l’organo collegiale demandato alle relative valutazioni oltre che dell’irripetibilità ed occasionalità delle valutazioni effettuate nei procedimenti concorsuali.

T.A.R. Roma, (Lazio) sez. I, 19/01/2015, n.773

Partecipazione al concorso per l’ammissione all’accademia militare

È illegittimo il provvedimento col quale il ministro della difesa respinge l’istanza di riconoscimento dell’obiezione di coscienza di chi afferma di aver maturato una evoluzione di pensiero e di ideali successivamente alla partecipazione al concorso per l’ammissione all’accademia militare, se esso sia basato sulla unica considerazione che tale istanza sarebbe stata provocata solo dal desiderio di sottrarsi alla prestazione del servizio quale militare di truppa anziché quale ufficiale, quando in realtà il richiedente era stato giudicato idoneo all’ammissione, alla quale aveva poi rinunciato.

T.A.R., (Piemonte), 04/07/1983, n.470



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