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Concorso insegnanti: ultime sentenze

20 Giugno 2020
Concorso insegnanti: ultime sentenze

Leggi le ultime sentenze su: concorso straordinario per il reclutamento del personale docente; requisito dei due anni di servizio specifico; riconoscimento del titolo di abilitazione all’insegnamento; titolo abilitante all’insegnamento nella scuola secondaria o di specializzazione di sostegno; requisito del biennio di servizio di insegnamento presso le scuole statali.

Reclutamento del personale docente

Il concorso straordinario per titoli ed esami per il reclutamento a tempo indeterminato del personale docente (concorso straordinario infanzia e primaria) contemplato e disciplinato dall’art. 4, comma 1 quinquies, d.l. 12 luglio 2018 n. 87, convertito con la l. 9 agosto 2019 n. 96, regolamento con d.m. 17 ottobre 2018, pubblicato sulla G.U. n. 250 del 26 ottobre 2018 e bandito con l’attuativo DDG n. 1546 del 7 novembre 2018, è riservato ai soggetti muniti dei requisiti tassativamente stabiliti dalla superiore fonte legislativa primaria di cui all’art. 4, comma 1 quinquies, d.l. 12 luglio 2018 n. 87, convertito con l. n. 96/2018.

T.A.R. Roma, (Lazio) sez. III, 09/10/2019, n.11655

Concorso straordinario per l’assunzione di docenti

I docenti di religione non possono ritenersi in possesso del requisito dei due anni di « servizio specifico » richiesto ai fini dell’ammissione al concorso straordinario per l’assunzione di docenti.

Consiglio di Stato sez. VI, 17/01/2020, n.72

Concorso straordinario insegnanti: requisiti di accesso

Il servizio prestato nelle c.d. sezioni primavera aggregate alle scuole dell’infanzia è qualificabile come servizio socio-educativo piuttosto che di insegnamento e, pertanto, non è assimilabile al «servizio specifico» richiesto dal bando e dalle norme regolamentari e legislative disciplinanti i requisiti di accesso al concorso straordinario per docenti.

Consiglio di Stato sez. VI, 12/07/2019, n.3556

Requisito del biennio di servizio presso le scuole statali

La previsione secondo la quale il requisito del biennio di servizio rilevante, ai fini della partecipazione al concorso per l’insegnamento nelle scuole statali, deve essere maturato solo presso le scuole statali, con esclusione quindi del medesimo servizio presso istituti paritari, si giustifica considerando che, ex aliis, l’accesso all’insegnamento nelle scuole statali avviene secondo regole e procedure pubblicistiche e trasparenti; accesso ancorato nella specie al modulo pubblicistico delle graduatorie, la cui formazione e tenuta e il cui meccanismo di scorrimento sono informati a canoni di imparzialità ed evidenza amministrativa.

La funzione del requisito dei due anni di servizio negli ultimi otto anni scolastici negli istituti statali induce, correlativamente, anche ad escludere possibili assimilazioni ad esso di eventuali altri percorsi formativi paralleli, quali i tirocini universitari, tale percorso essendo ontologicamente differente dall’avvenuto espletamento di due anni di servizio di insegnamento nelle scuole statali.

T.A.R. Roma, (Lazio) sez. III, 03/06/2019, n.7100

Concorso per divenire docente universitario

Gli apprezzamenti tecnici espressi dall’organo di valutazione per verificare l’idoneità a partecipare ad un concorso per divenire docente universitario, mirano ad accertare il livello di maturità scientifica raggiunto dai singoli candidati e costituiscono espressione della discrezionalità tecnica che la legge riserva a tale organo collegiale.

T.A.R. Roma, (Lazio) sez. III, 09/05/2019, n.5795

L’irregolarità del titolo di studio di un vincitore di concorso

È illegittimo il provvedimento con cui l’Amministrazione disponga il « depennamento » di un candidato dalla graduatoria di un pubblico concorso (nella specie, per il reclutamento di nuovi insegnanti), quale « conseguenza automatica » dell’inidoneità del titolo di laurea in suo possesso, senza operare alcuna verifica circa la sussistenza di un interesse pubblico attuale a tale intervento di secondo grado, svolgendo un intervento volto al « mero ripristino della legalità », valore non sufficiente alla luce della vigente disciplina in materia di annullamento d’ufficio (nella fattispecie, il Tribunale ha anche appurato come la difformità tra la laurea richiesta ai fini della partecipazione al concorso e quella posseduta dal ricorrente attenesse solo ad una branca specifica della medesima laurea della stessa e come il ricorrente avesse prestato servizio per oltre tre anni in diversi istituti scolastici, senza ricevere note di demerito e viceversa conseguendo il « bonus premiale » per il positivo esito della propria attività di insegnamento, con conseguente prova dell’inesistenza di un interesse pubblico concreto e attuale al suo depennamento dalla graduatoria concorsuale).

T.A.R. Cagliari, (Sardegna) sez. I, 03/05/2019, n.383

Gli insegnanti con diploma tecnico -professionale 

Gli insegnanti aventi un diploma tecnico -professionale, pur non avendo diritto ad essere iscritti nelle graduatorie di circolo e di istituto di seconda fascia, possono partecipare ad un concorso pubblico per ottenere l’idoneità all’insegnamento.

T.A.R. Roma, (Lazio) sez. III, 12/10/2018, n.9949

Il possesso della laurea e del dottorato di ricerca

Il mero possesso della laurea e del dottorato di ricerca – e quindi il non conseguimento dell’abilitazione – non è idoneo in astratto a determinare la partecipazione al concorso finalizzato al reclutamento del personale docente per i posti comuni dell’organico dell’autonomia della scuola secondaria di primo e secondo grado; tuttavia, posto che la verifica dell’idoneità all’insegnamento passa attraverso il filtro della procedura concorsuale, una volta superato questo, deve ritenersi provata e dimostrata la capacità di insegnare.

T.A.R. Roma, (Lazio) sez. III, 14/09/2018, n.9368

Concorsi per l’accesso ai ruoli di docenti

E’ rilevante e non manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale del comma 2, lett. b) e del comma 3 dell’art. 17 d.lg. 13 aprile 2017, n. 59, nella parte in cui prevedono un concorso per l’accesso ai ruoli dei docenti della scuola secondaria riservato, ai sensi del comma 3 citato, alle sole categorie dei docenti in possesso, alla data di entrata in vigore del decreto legislativo citato, del titolo abilitante all’insegnamento nella scuola secondaria o di specializzazione di sostegno per i medesimi gradi di istruzione, degli insegnanti tecnico-pratici iscritti nelle graduatorie ad esaurimento oppure nella seconda fascia di quelle di istituto sempre alla data di entrata in vigore del decreto legislativo citato, nonché dei docenti che conseguono il titolo di specializzazione per il sostegno entro il 30 giugno 2018, nell’ambito di procedure avviate entro la data di entrata in vigore del decreto legislativo stesso.

Analoga rimessione riguarda l’esclusione, alla partecipazione al concorso per l’accesso ai ruoli dei docenti della scuola secondaria di coloro i quali abbiano conseguito il dottorato di ricerca di cui all’art. 4, comma 1, l. 3 luglio 1998 n. 210 in materia coerente con la classe di concorso per la quale concorrono.

Consiglio di Stato sez. VI, 03/09/2018, n.5134

L’ammissione al concorso per il reclutamento di personale docente

Il provvedimento del giudice ordinario riguardante soltanto l’iscrizione nelle graduatorie di istituto non costituisce riconoscimento del titolo di abilitazione all’insegnamento con valore generale, pertanto, essendo pronunciato su uno specifico oggetto, non si può utilizzare — a fini diversi — per l’ammissione al concorso per il reclutamento a tempo indeterminato di personale docente nella scuola secondaria di primo e secondo grado indetto con il decreto 1 febbraio 2018, n. 85.

Consiglio di Stato sez. VI, 01/08/2019, n.3985

Concorso riservato ai titolari di abilitazione all’insegnamento

Non è fondata la questione di legittimità costituzionale dell’art. 17, commi 2, lett. b), e 3, d.lgs. 13 aprile 2017, n. 59, censurato, per violazione dell’art. 3 Cost., nella parte in cui disciplina, in via transitoria, il sistema di reclutamento degli insegnanti delle scuole secondarie, prevedendo, in particolare, un concorso riservato ai titolari di abilitazione all’insegnamento nella scuola secondaria, mancando di prevedere il dottorato di ricerca tra i titoli che consentono di partecipare al concorso.

La censura si fonda sull’assunto della equipollenza tra il dottorato di ricerca e l’abilitazione per l’insegnamento nella scuola secondaria. Tuttavia, le due situazioni poste a raffronto risultano oggettivamente disomogenee, in quanto esse costituiscono il risultato di percorsi diretti a sviluppare esperienze e professionalità diverse, in ambiti differenziati e non assimilabili.

I corsi per il conseguimento del dottorato di ricerca forniscono, infatti, una preparazione avanzata nell’ambito del settore scientifico-disciplinare di riferimento, valutabile nell’ambito della ricerca scientifica, e sono volti all’acquisizione di competenze necessarie per esercitare attività di ricerca di alta qualificazione.

L’attività didattica è consentita solo in via sussidiaria o integrativa, non potendo in ogni caso compromettere l’attività di formazione alla ricerca. Viceversa, ai sensi degli artt. 5 e 6 d.lgs. n. 59 del 2017, i percorsi abilitanti sono finalizzati all’acquisizione di competenze disciplinari, psico-pedagogiche, metodologico-didattiche, organizzative e relazionali, necessarie sia a far raggiungere agli allievi i risultati di apprendimento previsti dall’ordinamento, sia a sviluppare e sostenere l’autonomia delle istituzioni scolastiche.

Pertanto, in considerazione della finalità della procedura concorsuale, volta a selezionare le migliori e più adeguate capacità rispetto all’insegnamento, ciò che rileva è l’avere svolto un’attività di formazione orientata alla funzione docente, le cui attività formative costituiscono un fondamento “ontologicamente diverso”, rispetto a quello che caratterizza il percorso e il fine del titolo di dottorato.

Corte Costituzionale, 28/05/2019, n.130

Impossibilità di partecipare al concorso straordinario volto al superamento del precariato storico

Il servizio svolto presso le scuole paritarie, pur rientrando queste nel sistema nazionale di istruzione, è pur sempre svolto presso istituzioni private. Pertanto, fermo il diritto delle ricorrenti, insegnanti delle scuole paritarie, di partecipare alle procedure ordinarie, la loro esclusione dal concorso straordinario riservato ai docenti in possesso di diploma magistrale conseguito entro l’a.s. 2001/2002 non appare irragionevole se si considera che la previsione non incide sul diritto a partecipare al concorso ordinario, ma si colloca nell’insieme delle disposizioni dirette a superare il precariato storico .

T.A.R. Aosta, (Valle d’Aosta) sez. I, 18/07/2019, n.41



6 Commenti

  1. Io vorrei prendermi i 24 cfu per poter poi accedere al concorso per insegnanti.Non avevo mai considerato questa strada, ma sapete…il posto statale fa comodo a tutti e sinceramente in questo periodo di crisi economica e la soluzione migliore anche perché se l’alternativa è andare a lavorare come procacciatore d’affari e spostarmi continuamente in auto, sinceramente preferisco insegnare e avere tutte le agevolazioni del caso, ferie ecc.

  2. Immagino in quanti saremo a fare il concorso, soprattutto dopo questo coronavirus in cui c’è più bisogno di insegnanti visto che le classi non potranno essere molto numerose. L’unica cosa è che ancora non abbiamo nessuna notizia, quindi vedremo quando si degneranno a fornirci maggiori delucidazioni a riguardo

  3. Sono sicura che ci sarà il caos. Ormai, tutti che vogliono insegnare e magari fino a poco tempo fa avevano una pazienza pari a 0 ed ora tutti che amano i ragazzi e sentono la vocazione dell’insegnamento. Prima di fare un concorso, dovreste sottoporvi ad una visita psichiatrica altrimenti con il vostro carattere del cavolo rischiate di rovinare i ragazzi e riversare su di loro le vostre frustrazioni perché non è il lavoro che avete sempre sognato

  4. Io ho vinto il concorso per l’inegnamento tempo fa. I miei alunni hanno grande stima nei miei riguardi perché non ho un atteggiamento da so tutto io e poi sono rispettosa delle loro esigenze. Altre colleghe, li criticano e si lamentano sempre di loro. Devo dire che la classe è agitata, ma dopo questo periodo chi non è… Bisogna trovare il giusto approccio e non mettersi sempre sull’altarino. Forse, così anche gli studenti si sentono compresi e non percepiscono la freddezza e l’acidità di coloro che dovrebbero dargli degli insegnamenti

  5. Nel mio percorso di studi, ho incontrato docenti che hanno sempre voluto fare questo di mestiere e si percepiva quando parlavano del loro lavoro e come si applicavano a spiegarti le cose. C’è chi insegna appunto solo perché non ha trovato altro nella vita e si è rassegnato e chi invece lo fa con entusiasmo. Ecco loro ti lasciano un bel ricordo e le cose che apprendi con questi professori non le dimenticherai mai.

  6. Chissà quanti saranno i raccomandati a questi concorsi e chissà quando usciranno le informazioni. In ogni caso, faccio un grande in bocca a lupo ai futuri insegnanti affinché possano essere scelti i più preparati e coloro che hanno anche le inclinazioni caratteriali per svolgere questa professione che non è affatto una passeggiata. Sapete quanti dispetti facevano gli alunni delle scuole superiori ad alcune professoresse? soprattutto alle zitelle brutte e sgorbutiche? Oggi, poi, i genitori difendono sempre di più i loro figli. Sono davvero pochi quelli che riconoscono talvolta la maleducazione dei loro poveri figli indifesi, cresciuti negli agi e nei vizi. Bisogna anche avere la pazienza di sopportare i genitori che ce ne sono di tutti i tipi e sono anche più scostumati dei figli spesso e volentieri

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