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Impugnazione graduatoria concorso: ultime sentenze

3 Agosto 2020
Impugnazione graduatoria concorso: ultime sentenze

Concorsi per i pubblici impieghi; mancata impugnazione della graduatoria finale; scorrimento della graduatoria.

Il candidato che impugna il risultato del concorso deve dimostrare che l’accoglimento del ricorso lo porterebbe in posizione utile in graduatoria. Per maggiori informazioni, leggi le ultime sentenze a riguardo.

Formulazione della graduatoria

Il candidato, che impugna i risultati di una procedura concorsuale, ha l’onere di dimostrare il suo interesse, attuale e concreto, a contestarla, non potendo egli far valere, quale defensor legitimitatis, un astratto interesse dell’ordinamento a una corretta formulazione della graduatoria, se non comporta per lui alcun apprezzabile risultato concreto.

T.A.R. Palermo, (Sicilia) sez. I, 11/02/2020, n.329

L’impugnazione del bando di concorso 

A fronte dell’impugnazione di un bando di concorso non possono ravvisarsi controinteressati in senso tecnico – ossia soggetti che possano ricavare da esso un beneficio immediato e diretto, ed ai quali il ricorso debba pertanto essere necessariamente notificato – sintantoché non si sia proceduto all’approvazione della graduatoria definitiva; la semplice presentazione della domanda di partecipazione – cui a rigore neppure consegue, in modo automatico, l’effettiva partecipazione al concorso e, dunque, l’ipotetica chance di superarlo- sotto questo profilo non riceve alcuna tutela giuridica, non radicandosi, in capo ai singoli aspiranti, alcun effettivo interesse qualificato e differenziato ma, al più, una mera aspettativa di fatto, non azionabile in giudizio.

Consiglio di Stato sez. V, 11/10/2018, n.5864

L’esclusione da un concorso e la graduatoria finale

La mancata impugnazione della graduatoria finale si risolve in un profilo di improcedibilità del ricorso rivolto avverso il provvedimento di esclusione dallo stesso in quanto, per i pubblici concorsi, l’atto finale costituito dalla delibera di approvazione della graduatoria, pur appartenendo alla stessa sequenza procedimentale in cui si colloca l’atto che determina la lesione del ricorrente, non ne costituisce conseguenza inevitabile atteso che la sua adozione implica nuove ed ulteriori valutazioni di interessi, anche di una pluralità di soggetti terzi rispetto al rapporto in origine controverso, con la conseguenza che l’omessa impugnazione della graduatoria finale del concorso comporterà la sopravvenuta carenza di interesse alla decisione, non potendo l’eventuale annullamento del provvedimento di esclusione di un candidato incidere su un atto, quale la graduatoria definitiva di merito, ormai divenuto inoppugnabile, cosicché è eliminata in radice la possibilità che il ricorrente possa conseguire l’utilità derivante dalla contestazione degli atti concorsuali.

T.A.R. Catanzaro, (Calabria) sez. II, 23/01/2020, n.143

Impugnazione della graduatoria finale

Lo scorrimento della graduatoria, in quanto meramente eventuale, non costituisce, di per sé, circostanza idonea a radicare un interesse concreto ed attuale ad agire avverso la graduatoria finale in capo a quei candidati che, al momento della proposizione dell’impugnazione, non ricoprono una collocazione tale da poter rientrare fra gli ammessi in esito ad una pronuncia di accoglimento.

T.A.R. Salerno, (Campania) sez. I, 13/01/2020, n.71

La mancata impugnazione della graduatoria finale di un concorso

La mancata impugnazione della graduatoria finale di un concorso si risolve in un profilo di improcedibilità del ricorso rivolto avverso il provvedimento di esclusione dello stesso, in quanto, per i pubblici concorsi, l’atto finale costituito dalla delibera di approvazione della graduatoria, pur appartenendo alla stessa sequenza procedimentale in cui si colloca l’atto che determina la lesione del ricorrente, non ne costituisce conseguenza inevitabile atteso che la sua adozione implica nuove ed ulteriori valutazioni di interessi, anche di una pluralità di soggetti terzi rispetto al rapporto in origine controverso.

T.A.R. Roma, (Lazio) sez. II, 08/11/2019, n.12875

Graduatoria del concorso straordinario 

È irricevibile per tardività il ricorso proposto avverso la graduatoria del concorso straordinario per l’assegnazione di sedi farmaceutiche, in caso di contestazione della localizzazione di una sede farmaceutica, dovendo un simile profilo essere censurato all’origine mediante l’impugnazione del bando di indizione del concorso.

Consiglio di Stato sez. III, 03/07/2019, n.4566

La mancata impugnazione della graduatoria finale di un pubblico concorso comporta la carenza di interesse alla pronuncia in ordine all’impugnativa del provvedimento di non ammissione alle prove di concorso.
Concorsi a pubblici impieghi – Procedimento di concorso – Impugnabilità degli atti – Mancata impugnazione della graduatoria finale – Comporta carenza di interesse del ricorrente alla pronuncia in ordine all’impugnativa del provvedimento di non ammissione alle prove di concorso.
La mancata impugnazione della graduatoria finale di un pubblico concorso comporta carenza di interesse da parte del ricorrente alla pronuncia avverso il provvedimento di non ammissione alle prove di esame del concorso successive alla prova preselettiva, giacché anche l’eventuale buon esito di tale impugnativa non può incidere sulla graduatoria finale, ormai insindacabile.

T.A.R. Roma, (Lazio) sez. II, 10/06/2019, n.7490

Posizioni di controinteresse con riferimento all’impugnazione della graduatoria di un concorso pubblico.

Giustizia amministrativa –  Con riferimento all’impugnazione di una graduatoria di un concorso pubblico – Sono i concorrenti collocati in posizione migliore nella graduatoria finale e quelli destinati a subire un pregiudizio dall’eventuale accoglimento del ricorso.
Con specifico riferimento all’impugnazione di una graduatoria di un concorso pubblico, è da reputarsi controinteressato, ai fini della notifica del ricorso introduttivo del giudizio, il concorrente non solo collocato in posizione migliore nella graduatoria finale ma anche destinato a ricevere pregiudizio dall’eventuale accoglimento del ricorso. Un simile pregiudizio scaturisce non solo dal fatto di essere sopravanzati dal ricorrente ma anche dalla circostanza di essere privati di una utilità finale.

T.A.R. Napoli, (Campania) sez. VIII, 06/06/2019, n.3061

Impugnazione dell’esclusione da un concorso a pubblici impieghi

In tema di concorsi pubblici, nel ricorso proposto contro l’esclusione dalla nomina, dopo la graduatoria finale del concorso, sono certamente controinteressati tutti i candidati collocati in graduatoria, che possano perdere o vedere peggiorata la loro posizione a seguito dell’eventuale accoglimento del ricorso giurisdizionale, sicché è inammissibile il ricorso proposto avverso l’esclusione da un concorso a pubblici impieghi che non venga notificato a coloro che, seguendo il ricorrente in graduatoria e in quanto avvantaggiati dall’esclusione del predetto, sono interessati a contraddire nel giudizio da questo instaurato.

Costituisce infatti ius receptum che, nel procedimento concorsuale, l’inconfigurabilità di controinteressati può essere utilmente sostenuta solo quando l’impugnazione venga proposta anteriormente all’adozione della graduatoria, mentre nell’ipotesi in cui l’impugnazione avvenga successivamente all’emanazione dell’atto conclusivo del procedimento il ricorso va notificato ad ogni controinteressato individuabile dal medesimo atto, poiché, in questa seconda ipotesi, la posizione di controinteressato deve essere ricercata ed enucleata ad ampio spettro, essendo configurabile non solo rispetto ai vincitori, ma anche per i candidati idonei, posto che, per effetto del richiesto annullamento della graduatoria, essi potrebbero perdere i benefici discendenti dall’acquisita posizione, sia sotto il profilo dei punteggi utili per altri concorsi, sia per l’immissione in ruolo in caso di utilizzo successivo della graduatoria.

T.A.R. Palermo, (Sicilia) sez. III, 03/03/2018, n.540

Ricorso proposto avverso la graduatoria definitiva della selezione

In caso di impugnazione della graduatoria di un concorso, sono controinteressati tutti coloro fra i partecipanti i quali, per effetto dell’ipotetico accoglimento del ricorso, verrebbero a subire un pregiudizio in quanto utilmente collocati nella graduatoria (sia in quanto vincitori, sia in quanto idonei, sussistendo un interesse anche nell’ipotesi di semplice postergazione nella graduatoria medesima). Di conseguenza, il ricorso proposto avverso la graduatoria definitiva della selezione, non notificato ad almeno uno dei soggetti inseriti in graduatoria, va dichiarato inammissibile.

T.A.R. Roma, (Lazio) sez. III, 28/12/2017, n.12698

L’onere di immediata impugnazione del bando di un concorso pubblico

Nei concorsi pubblici il termine per l’impugnazione degli atti di concorso decorre dalla data di conoscenza del relativo esito coincidente con il provvedimento di approvazione definitiva della graduatoria, laddove l’onere di immediata impugnazione deve essere circoscritto esclusivamente al caso della contestazione di clausole riguardanti requisiti di partecipazione direttamente ostative all’ammissione dell’interessato, con la conseguente correlativa esclusione di tale onere nei riguardi di ogni altra clausola che risulti dotata solo di astratta e potenziale lesività, ovvero la cui idoneità a produrre un’effettiva lesione possa essere valutata unicamente all’esito della procedura, ove negativo per l’interessato.

T.A.R. Salerno, (Campania) sez. I, 14/06/2019, n.1007

Decorrenza del termine di impugnazione degli atti della procedura concorsuale

Nei concorsi pubblici il termine per l’impugnazione degli atti della procedura concorsuale decorre dalla data di conoscenza del relativo esito, che coincide con il provvedimento di approvazione definitiva della graduatoria. Tuttavia, nell’ipotesi di giudizi negativi delle prove pratiche, scritte od orali, il termine perentorio per proporre ricorso decorre dall’avvenuta conoscenza del giudizio negativo formulato dalla commissione di concorso. In tal caso, infatti, il giudizio negativo costituisce l’atto conclusivo della procedura concorsuale e lesivo per il concorrente, determinandone la non ammissione alle prove successive e la conseguente esclusione.

T.A.R. L’Aquila, (Abruzzo) sez. I, 22/03/2018, n.111



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6 Commenti

  1. Come si attua la parità di trattamento in un concorso pubblico? Come faccio a sapere che non ci saranno discriminazioni o raccomandazioni? Inutile che stiamo qui a negarlo, perché tutti lo sanno che molti passano le selezioni perché hanno il famoso calcio e l’aggancio. Che vergogna!

    1. Il principio di parità di trattamento all’interno dei concorsi pubblici è assicurato mediante la predeterminazione dei criteri di valutazione delle prove da somministrare ai candidati.In pratica, per evitare discriminazioni di sorta, chi decide di partecipare a un concorso pubblico può prendere visione, generalmente già all’interno del bando (o magari in un momento successivo, in apposito verbale da redigersi tassativamente prima dell’esame o dello svolgimento delle prove già indicate), dei criteri di selezione.In pratica, il principio di parità di trattamento si sostanzia in un: patti chiari, amicizia lunga. Purtroppo, però, i criteri di valutazione delle prove e dei titoli dei candidati non sempre rispetta un principio di giustizia.Inoltre, anche quando la disparità di trattamento non sia rinvenibile già all’interno del bando, essa può essere attuata in sede di valutazione delle prove: pensa alla commissione esaminatrice che premia ingiustamente un candidato, a tutto svantaggio di altri.

  2. Una volta ho partecipato ad un concorso pubblico. Mi ero appena diplomata e si trattava di un concorso importante a cui molti avevano partecipato. Eravamo tantissimi. Si trattava di una rarissima volta in cui questo concorso era aperto anche ai diplomati. Insomma, io ho studiato. Sinceramente, c’erano anche quesiti che con tutta la preparazione di questo mondo, potevano anche sfuggirti le risposte. Quesiti a livello geografico, tipo confini, laghi fiumi poco noti che non c’entravano nulla con questo concorso. Ma tralasciamo le critiche sul tipo di preparazione e sulla cultura che dovrebbero essere esaminate con questo tipo di test… Davanti ai miei occhi e a quelli di altre persone davanti a me, un esaminatore passava tra i banchi e più volte è passato accanto al mio vicino che aveva in mano dei bigliettini. Come la mettiamo? Come mai non è stato espulso il candidato? Ecco che da queste cose, capisci come vanno i concorsi in Italia

  3. Ah ovviamente, non vi ho detto com’è andata a finire. Ecco, io non sono passata per due punti alla selezione (avrei dovuto evitare di rispondere alle domande di cui non conoscevo la risposta perché la risposta errata ti penalizzava nel punteggio)… Poi, finita la prova, le persone davanti a me mi chiesero se avevo notato quella situazione incresciosa. Si, l’avevamo notato tutti, ma mettici l’inesperienza e forse un po’ di ingenuità e abbiamo lasciato correre la situazione. Ho preso questa vicenda come un segnale. Alla fine, non si trattava del lavoro che sognavo di fare, ma il posto fisso verso cui ti spingono tutti anche quando non sai bene se riuscirai a raggiungere i tuoi obiettivi, mi aveva portato a partecipare al concorso

  4. Io mi auguro che con il concorsone nella scuola siano corretti e puntuali. Certo, non mi illudo di passarlo al primo colpo. Immaginate quanti aspiranti insegnanti ci sono sia per le scuole primarie che per le medie e superiori. Io da sempre ho sognato di fare il professore e nel frattempo mi sto dedicando alle supplenze e a qualche ripetizione nelle scuole private. Speriamo bene. Quantomeno i posti a concorso ora sono tanti. Mi auguro che non facciano furbate

  5. Io impugnai la graduatoria e vinsi il posto che mi spettava di diritto. Finalmente, posso dire che ogni tanto gli sforzi vengono premiati e se vai diretto per la tua strada riesci a perseguire i traguardi che hai sempre desiderato.

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