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Siepi sul confine: ultime sentenze

7 Agosto 2020
Siepi sul confine: ultime sentenze

Distanze relative al piantamento di alberi e siepi; recisione della siepe eccedente in verticale il muro di confine; misurazione della distanza legale; fondi delimitati da muro comune.

Distanza di un metro dal confine

Gli alberi di “cupressus cyparis leylandi” coltivati a siepe vanno tenuti ad una distanza di un metro dal confine; non è ad essi applicabile la minore distanza prescritta dall’art. 892 comma 1 n. 3 c.c per le siepi vive.

Tribunale Verona, 10/08/2000

Siepe formata da piante di alto fusto

La siepe formata da piante di alto fusto deve rispettare la distanza di un metro dal confine nel caso di coltivazione mediante recisione periodica vicino al ceppo, e quella di tre metri in ipotesi diversa.

Cassazione civile sez. II, 08/01/1981, n.164

Distanza di una siepe dal muro comune

In tema di limitazioni legali della proprietà, ove due fondi siano delimitati da un muro comune, la linea di confine non si identifica con la linea mediana del muro medesimo, giacché su di esso, e sull’area di relativa incidenza, i proprietari confinanti esercitano la contitolarità del rispettivo diritto per l’intera estensione ed ampiezza.

Ne consegue che, ai fini della misurazione della distanza legale di una siepe dal muro comune, si deve avere riguardo alla facciata del muro stesso prospiciente alla siepe, e non calcolarsi detta distanza rispetto alla linea mediana del muro comune.

Cassazione civile sez. II, 27/04/2010, n.10041

Potatura della siepe di cipressi a confine

Si ha la molestia di fatto – contro la quale il locatore non è tenuto a garantire il conduttore, ai sensi del comma 2 dell’art. 1585 c.c. – qualora il pregiudizio al conduttore medesimo derivi da un atto illecito aquiliano del terzo, senza che venga posto in questione, nè direttamente nè indirettamente, il diritto del conduttore stesso al godimento della cosa locata (nella specie, il conduttore di un immobile aveva chiesto la condanna del proprietario del fondo limitrofo a provvedere alla potatura della siepe di cipressi a confine, onde impedire la riduzione di luce ed aria che la crescita incontrollata delle piante aveva provocato nel proprio giardino; la sentenza impugnata, avendo qualificato quella proposta come azione di manutenzione del possesso, gli aveva negato la legittimazione nella sua qualità di mero conduttore dell’immobile; la S.C., in applicazione del principio di diritto di cui alla massima, ha cassato la predetta sentenza).

Cassazione civile sez. II, 26/01/1995, n.939

Recisione dei rami invadenti l’altrui proprietà

Appartiene alla competenza del giudice di pace la domanda volta a ottenere la recisione delle piante del vicino poste a distanza non legale a ridosso del muro di confine per la parte che superi “in verticale”, l’altezza del muro, trattandosi di domanda riconducibile alla previsione dell’art. 892, ultimo comma, c.c., diversamente dalla domanda volta alla recisione dei rami protesi “in orizzontale”, invadenti l’altrui proprietà (regolata dall’art. 896 c.c.), rientrante nella competenza del giudice unico di tribunale.

Cassazione civile sez. VI, 30/07/2018, n.20051

Distanza legale di una siepe dal muro comune

In tema di limitazioni legali della proprietà, ove due fondi siano delimitati da un muro comune, la linea di confine non si identifica con la linea mediana del muro medesimo, giacché su di esso, e sull’area di relativa incidenza, i proprietari confinanti esercitano la contitolarità del rispettivo diritto per l’intera estensione ed ampiezza. Ne consegue che, ai fini della misurazione della distanza legale di una siepe dal muro comune, si deve avere riguardo alla facciata del muro stesso, prospiciente alla siepe, e non calcolarsi detta distanza rispetto alla linea mediana del muro comune.

(Nella specie, rilevato che la siepe di alloro risultava piantata a distanza inferiore rispetto a quella legale – trovandosi collocata a soli 25 cm dal confine tra le proprietà invece che a 50 cm come prescrive l’art. 892, comma 1, n. 3 c.c., ed accertato che pur sussistendo, tra le due proprietà, un muro divisorio doveva escludersi l’applicazione dell’eccezione di cui al comma 4 della norma, in quanto l’altezza della siepe eccedeva quella del muro, onde la distanza minima di 50 cm doveva essere necessariamente osservata, il Trib. ha accolto la domanda, condannando il convenuto ad arretrare la siepe, nel rispetto di quanto previsto dall’art. 892 c.c.).

Tribunale Lucca, 02/01/2014, n.4

Distanze relative al piantamento di alberi e siepi

Appartiene alla competenza del giudice di pace la domanda volta ad ottenere la recisione di una siepe di alloro esistente nella proprietà del vicino a ridosso del muro di confine per la parte in cui essa superi, in verticale, l’altezza del muro, trattandosi di domanda riconducibile alla previsione dell’art. 892, ultimo comma, c.c., diversamente dalla domanda volta alla recisione dei rami protesi in orizzontale, invadenti l’altrui proprietà (regolata dall’art. 896 c.c.), rientrante nella competenza del giudice unico di tribunale .

Cassazione civile sez. II, 04/01/2006, n.32

L’obbligo di rispettare la distanza di un metro dal confine

Gli alberi di alto o medio fusto, possono costituire siepe, come si desume dall’art. 892 c.c., comma 2, pur se appartengano a specie non contemplate espressamente dalla norma – come i cipressi – ancorché non recisi periodicamente vicino al ceppo, costituendo questa semplicemente una modalità per far crescere la pianta in larghezza, e pertanto se il giudice del merito accerta che con la collocazione di essi si è realizzato lo scopo di costituire una barriera contro gli agenti esterni, ossia una siepe, sussiste l’obbligo di rispettare la distanza di un metro dal confine.

Cassazione civile sez. II, 19/02/1999, n.1412

Siepe a distanza dal confine inferiore rispetto a quella legale

Il diritto di mantenere una siepe a distanza dal confine inferiore rispetto a quella legale può essere usucapito nel termine previsto per i beni immobili.

Cassazione civile sez. II, 30/05/2017, n.13640

Siepe di alberi di alto fusto a meno di tre metri dal muro divisorio

Soltanto se il confine tra due fondi è costituito da un muro divisorio, proprio o comune, è consentito di mantenere una siepe di alberi di alto fusto a meno di tre metri da esso, perché in tal caso il vicino non la vede e non subisce la diminuzione di aria, luce soleggiamento e panoramicità.

Cassazione civile sez. II, 29/09/2000, n.12956

Siepe: la recisione dei rami

Il fatto che per lungo tempo agli attori sia stato consentito di mantenere la propria siepe verso la proprietà confinante di dimensioni tali da coprire interamente il muretto oggetto di causa, non ha nulla a che fare con il possesso del muretto stesso, ma riguarda soltanto il possesso della facoltà di far protendere detta siepe oltre la metà del muretto (possesso acquisito per non avere il vicino esercitato la facoltà di imporne il taglio, come pure prevede l’art. 896 c.c.).

Tribunale Arezzo, 13/01/2017, n.37

Siepe: invasione della carreggiata

In un fondo ove vi è un diritto di passaggio le opere ivi esistenti (nella specie: recinzione e siepe) che ostacolano l’esercizio di tale diritto sono illegittime e vanno rimosse (nella specie: il passaggio aveva una larghezza di ml. 2,55 e la recinzione e la siepe invadevano parte della carreggiata, mentre per assicurare il passaggio di un automezzo e dei pedoni occorre una larghezza minima di ml. 3,00).

Tribunale Pisa, 31/08/2015, n.1031

Obbligo di rispettare la distanza di un metro dal confine

Gli alberi di alto o medio fusto possono costituire siepe, ai sensi dell’art. 892 secondo comma, cod. civ., anche se non appartengano – come i cipressi – a specie contemplate espressamente dalla norma purché siano tagliati periodicamente vicino al ceppo così da impedirne la crescita in altezza e favorirne quella in larghezza; in tal caso sussiste l’obbligo di rispettare la distanza di un metro dal confine.

Cassazione civile sez. II, 29/01/2015, n.1682

Gli alberi di alto o medio fusto possono costituire la siepe?

Gli alberi di alto o medio fusto possono costituire siepe, pur se appartengano a specie non contemplate dal comma 2 dell’art. 892 c.c. – ancorché non recisi periodicamente vicino al ceppo – costituendo questa semplicemente una modalità per fare crescere la pianta in larghezza. Deriva da quanto precede, pertanto, che se il giudice del merito accerta che con la collocazione di essi si e realizzato lo scopo di costituire una barriera contro gli agente esterni, ossia una siepe, sussiste l’obbligo di rispettare la distanza di un metro dal confine.

Cassazione civile sez. II, 19/06/2014, n.14007

Area sottoposta a vincolo paesaggistico

Non è soggetta al previo rilascio del permesso di costruire la posa di una semplice siepe, ancorché in area sottoposta a vincolo paesaggistico, che risulti diretta principalmente a far valere lo “ius excludendi alios”, che costituisce contenuto tipico del diritto di proprietà.

T.A.R. Torino, (Piemonte) sez. II, 05/07/2012, n.808

Sostituzione di una siepe con un muro in cemento

Non costituisce atto emulativo, vietato ai sensi dell’art. 833 c.c., la sostituzione di una siepe con un muro in cemento, volto a precludere ai vicini l’inspectio nel proprio fondo, in quanto, rimanendo la funzione del manufatto identica a quella della siepe, tale sostituzione non può dirsi manifestamente priva di utilità.

Invero, ponendosi il carattere emulativo come limite esterno al diritto di proprietà esercitabile dal confinante, lo stesso deve essere valutato in termini restrittivi, con la conseguenza che, se pure la nuova opera possa non rispondere completamente a quei requisiti funzionali che ne avevano giustificato la creazione, tuttavia l’obiettiva idoneità a soddisfarli in gran parte consente di escludere la ravvisabilità dell’atto emulativo.

Cassazione civile sez. II, 07/03/2012, n.3598

Configurabilità dei reati di invasione di terreno

Integra il reato di danneggiamento la condotta di chi si introduce nella proprietà del vicino per tagliare i rami sporgenti di una siepe che, oltrepassando la recinzione, ostacolano il passaggio della sua autovettura, e, una volta sorpreso dal proprietario, lo apostrofa ammettendo il fatto (la Corte ha escluso la configurabilità dei reati di invasione di terreno, in quanto nella specie mancava l’elemento materiale della penetrazione non momentanea nel terreno altrui e quello psicologico, implicante il fine di occupazione o profitto; e quello di ingiuria, atteso che le frasi pronunciate “sei ridicolo, ti comporti come un bambino, chi ti credi di essere, il padrone del mondo? Ricordati che sei un uomo e non puoi portarti nella tomba i beni che possiedi!”, non hanno carattere offensivo e diffamatorio).

Cassazione penale sez. V, 27/04/2011, n.26563

Uso di una carriola per potare una siepe

L’art. 21 del codice della strada, secondo il quale chiunque esegua lavori o depositi materiali sulle aree destinate alla circolazione o alla sosta di veicoli e pedoni deve adottare gli accorgimenti necessari per la sicurezza e la fluidità della circolazione, si applica in tutti i casi di lavori svolti sulla sede stradale ed è dunque applicabile anche al privato che posizioni sulla strada gli attrezzi necessari per la potatura della siepe nella sua proprietà.

(Fattispecie relativa alla contestazione del reato di lesioni personali per aver cagionato lesioni alla persona offesa a causa della collocazione negligente, ed in violazione delle norme sulla circolazione stradale, di una carriola sulla pubblica via).

Cassazione penale sez. IV, 16/10/2019, n.48758



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