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La Germania sta uscendo dalla crisi economica: ecco come

7 Giugno 2020 | Autore:
La Germania sta uscendo dalla crisi economica: ecco come

Un pacchetto straordinario di stimoli da 130 miliardi di euro, che comprende il taglio dell’Iva, un bonus figli e incentivi per l’acquisto di auto.

In Europa ogni Stato tenta di risollevarsi dalla crisi economica adottando la propria soluzione, in attesa del nuovo programma di aiuti dell’Unione che farà sentire i suoi effetti non prima del 2021. Nel quadro variegato dei provvedimenti a macchia di leopardo che i diversi Paesi stanno emanando c’è una chiazza che spicca fra tutte: è la Germania, che ha disposto misure nazionali record per combattere l’emergenza economica e stimolare la ripresa nel modo più veloce possibile, cioè con una ripartenza a V anzichè a U (più lenta) o peggio ancora ad L (che significa non ripartire affatto e rimanere prostrati dopo il crollo).

Anche la Germania ha risentito pesantemente della crisi provocata dalla pandemia di Coronavirus, nonostante il massiccio ricorso agli aiuti di Stato per sostenere le proprie imprese: basta guardare il numero dei disoccupati, che è arrivato a quasi 2 milioni di persone, e ad aprile, stando ai dati ufficiali dell’Agenzia federale del lavoro tedesca, è aumentato di oltre mezzo milione rispetto all’anno precedente. A maggio un altro milione di lavoratori è stato messo in part time con riduzione dell’orario.

Ma il governo guidato da Angela Merkel ha trovato una soluzione potente ed efficace: mercoledì scorso – dopo appena due giorni di intensi colloqui con la maggioranza e le parti sociali – ha varato un pacchetto di stimolo del valore di 130 miliardi di euro (il 4% del Pil nazionale), che comprende un ampio ventaglio aiuti ad imprese, lavoratori e famiglie, come ad esempio un bonus una tantum di 300 euro per ogni figlio, che si aggiunge agli altri sussidi già in vigore.

Il pacchetto comprende anche incentivi fino a 6mila euro per incoraggiare i consumatori ad acquistare auto, ma solo se si tratta di veicoli elettrici puri o ibridi: sono escluse le auto a benzina e diesel. La misura più importante per stimolare i consumi è sicuramente il taglio dell’Iva per i prossimi 6 mesi: l’imposta sul valore aggiunto viene ridotta di 3 punti percentuali, dal 19% (l’aliquota normale in vigore in Germania) al 16%, così come anche l’aliquota ridotta scende dal 7% al 5%.

Per dare un’idea del confronto con l’Italia, basti pensare che l’assegno per i figli annunciato tempo fa dal ministro della Famiglia, Elena Bonetti, ancora non è stato introdotto ed è assente anche nell’ultimo Decreto Rilancio, che vale 55 miliardi di euro; per quanto riguarda l’Iva, è stato congelato per il prossimo biennio l’aumento programmato a partire dal 2021 ma non c’è stata finora nessuna diminuzione salvo piccoli ritocchi, come il taglio su quella applicata alle mascherine e agli altri dispositivi di protezione individuale.

La misura degli aiuti stanziati in Germania ha superato le aspettative degli interlocutori: come riporta l’Adnkronos, le parti stavano esaminando un pacchetto del valore di 80 miliardi, ma il Governo tedesco ha allargato i freni ed è arrivato a 130, introducendo una serie di nuove misure che saranno valide per l’anno in corso e per il 2021, così approvando quello che la cancelliera Angela Merkel ha definito «il più grande taglio delle tasse da decenni».

La Merkel ha detto che è necessario un intervento drastico «per dare un futuro alle prossime generazioni». Così la Germania con questa maxi manovra record tenta di uscire da una recessione molto pesante – si stima una riduzione del 6,6% del Pil – ma comunque inferiore a quella italiana: nel nostro Paese, secondo le ultime previsioni di Bankitalia, il calo del Pil quest’anno sfiorerà il 10%, nello scenario migliore.

Intanto da noi si attende nei prossimi giorni la messa a punto del piano rinascita annunciato dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte, i cui contenuti però sono ancora incerti: devono ancora essere messi a punto e si inizierà a farlo in settimana, con la riunione degli “stati generali” dell’economia dove sarà avviato il confronto tra gli esperti che compongono la task force guidata da Vittorio Colao e gli esponenti del mondo delle imprese, dei sindacati e di tutte le categorie produttive e parti sociali. «Bisogna muoversi subito, la realtà preme; non possiamo ritardare il confronto con imprenditori, sindacati e categorie», ha detto Conte proprio stamattina, parlando con il ‘Corriere della Sera‘ della necessità di una ripresa dell’economia dopo l’emergenza Coronavirus.


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