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Riabilitazione psichiatrica: ultime sentenze

16 Luglio 2020
Riabilitazione psichiatrica: ultime sentenze

Danno da perdita di un prossimo congiunto ricoverato presso una struttura sanitaria per pazienti affetti da patologie psichiatriche; presupposti della responsabilità professionale.

Riabilitazione psichiatrica

L’atto della A.S.L. che indica come adeguato alla stesura e alla realizzazione del Progetto individualizzato di un portatore di handicap grave il profilo del Tecnico della riabilitazione psichiatrica considerato equivalente a quello dell’Educatore professionale ex d.m. n. 520 del 1998 non è sufficientemente motivato con riferimento ai profili di fatto per cui i due profili tecnici risulterebbero equivalenti e, di conseguenza, risulta perplesso nella motivazione, che si riduce ad una petizione di principio.

T.A.R. Milano, (Lombardia) sez. III, 04/06/2015, n.1300

Centro servizio di riabilitazione

L’art. 14 l. 23 dicembre 1978 n. 833 stabilisce che all’assistenza psichiatrica provvedano le unità sanitarie locali – Usl nell’ambito delle rispettive competenze territoriali. Pertanto, nei casi di ricoveri extraregionali, l’ente obbligato a sostenere le spese di degenze per tale assistenza è l’Usl nel cui territorio è ubicato il centro servizio di riabilitazione, con riferimento al momento del ricovero del paziente e della di lui residenza a quel tempo, irrilevante appalesandosi la circostanza che poi costui abbia trasferito la residenza nel luogo ov’è situata la struttura riabilitativa.

Consiglio di Stato sez. V, 25/02/1997, n.187

Responsabilità professionale psichiatrica

L’evoluzione legislativa in tema di assistenza psichiatrica, a seguito dell’entrata in vigore della l. 13 maggio 1978 n. 180, ha determinato il passaggio dell’assistenza del malato da quella del tipo sostanzialmente contenitivo ad una di carattere principalmente terapeutico, per cui l’attuale organizzazione psichiatrica, secondo una sorta di “obbligazione di mezzi”, deve perseguire la tutela della salute mentale attraverso progetti alla cui realizzazione concorre anche il soggetto assistito, con il coinvolgimento dei parenti e della società; pertanto, la precedente impostazione fondata sulla sorveglianza del paziente è stata sostituita dall’attenzione terapeutica e dalla continuità ed adeguatezza delle cure, che valgono anche a costituire i presupposti della responsabilità professionale psichiatrica.

Tribunale Ravenna, 29/09/2003

Assistenza psichiatrica e rette di degenza

L’assistenza psichiatrica attiene alla materia dell’assistenza sanitaria ed ospedaliera, che, ai sensi degli art. 117 e 118 cost., rientra nell’ambito della legislazione concorrente nelle regioni. Il d.m. 25 settembre 1980, col quale è stata disposta l’estinzione dei crediti degli enti ospedalieri nei confronti degli istituti mutualistici per le rette di degenza relative a prestazioni rese anteriormente all’1 gennaio 1975, non trova applicazione per i crediti delle province.

Consiglio di Stato sez. V, 13/06/1998, n.814

Tipi di mansioni pertinenti alla qualifica

L’art. 14 l. 20 maggio 1985, n. 207, ha lo scopo di consentire agli psicologi equiparati agli psichiatri ai sensi delle l. 18 marzo 1968 n. 431 e 21 giugno 1971 n. 515, di mantenere l’equiparazione ai medici, e si riferisce agli psicologi che, alla data di entrata in vigore del d.P.R. 20 dicembre 1979 n. 761, fossero in servizio in uno degli enti di assistenza psichiatrica e avessero diritto a quell’inquadramento, ancorché non riconosciuto, mentre per gli altri psicologi, non provenienti dai soppressi enti e servizi di assistenza psichiatrica, trova applicazione la tabella dei ruoli allegata al d.P.R. n. 761 del 1979 cit., cioè l’inquadramento come psicologi, non essendo possibile distinguere tra i vari tipi di mansioni pertinenti alla qualifica per sottrarsi all’inquadramento come psicologo ed ottenere un inquadramento come medico, che non avrebbe più alcuna giustificazione.

T.A.R. Napoli, (Campania) sez. III, 13/12/1999, n.3150

Ospedali psichiatrici e di centri di igiene mentale

La disposizione normativa di cui all’art. 14 comma 3, l. 20 maggio 1985 n. 207 che prevede l’assimilazione, quanto a trattamento economico e giuridico, degli psicologi non medici di ospedali psichiatrici e di centri di igiene mentale ai medici psichiatrici degli stessi centri ed istituti, si riferisce ai soli psicologi che, alla data di entrata in vigore del d.P.R. 20 dicembre 1979 n. 761, erano in servizio in uno degli enti di assistenza psichiatrica considerati dalle l. 18 marzo 1968 n. 431 e 21 giugno 1971 n. 515 e avevano diritto a quell’inquadramento; mentre per gli altri psicologi, non provenienti dai soppressi enti e servizi di assistenza, trova applicazione la tabella dei ruoli allegata al summenzionato d.P.R. n. 761 del 1979.

Consiglio di Stato sez. V, 25/01/2002, n.400

Contratto di assistenza e riabilitazione psichiatrica

È conseguente al bando di gara ed al capitolato speciale di appalto, non contenenti la previsione di un compenso a corpo, la clausola, di un contratto di assistenza e riabilitazione psichiatrica, a seguito dell’aggiudicazione della gara, sottoscritta dalle parti, che prevede la possibilità della riduzione delle prestazioni preventivate.

T.A.R. Napoli, (Campania) sez. I, 16/06/2000, n.2197

Medici in servizio presso enti di assistenza psichiatrica

La disposizione normativa di cui all’art. 14 comma 3 l. 20 maggio 1985 n. 207, che prevede l’assimilazione, quanto a trattamento economico e giuridico, degli psicologi non medici di ospedali psichiatrici e di centri di igiene mentale ai medici psichiatrici degli stessi centri ed istituti, si riferisce ai soli psicologi che, alla data di entrata in vigore del d.P.R. 20 dicembre 1979 n. 761, erano in servizio in uno degli enti di assistenza psichiatrica considerati dalle l. 18 marzo 1968 n. 431 e 21 giugno 1971 n. 515.

Consiglio di Stato sez. IV, 20/04/2006, n.2252

Tecnico dell’educazione e della riabilitazione psichiatrica

Con il d.m. 17 gennaio 1997 n. 57, recante il regolamento concernente l’individuazione della figura professionale del tecnico dell’educazione e della riabilitazione psichiatrica e psico-sociale, non si è concretizzata la sostituzione della connotazione di figura professionale, ma nell’alveo delineato dalla norma di rango superiore, è stata fornita una fotografia delle mansioni, non necessariamente riconducibili ad un unico operatore della terapia, in un’ottica di riordino esaustivo delle categorie del personale infermieristico-sanitario operante nel S.S.N..

Da ciò deriva anche l’inconferenza delle censure in ordine alla violazione dei principi costituzionali e comunitari sulla libertà di prestazione di attività lavorativa sulla base delle proprie attitudini e scelte, in quanto il regolamento impugnato, pur riconoscendo adeguata considerazione delle attività specifiche del settore offerte nell’ambito del S.S.N., attraverso la ricognizione di mansioni specialistiche, non mette in discussione la figura professionale precedentemente individuata, né è idonea a scalfirne l’ambito di competenze.

T.A.R. Roma, (Lazio) sez. I, 19/02/2008, n.1493

Struttura sanitaria per pazienti con patologie psichiatriche

Del danno non patrimoniale derivante dalla morte del paziente ricoverato presso una struttura specializzata nel “trattamento intensivo” di soggetti con disturbi psichiatrici rispondono, ex contractu, la struttura di cura e assistenza interessata, in ragione delle carenze strutturali e organizzative che hanno compromesso l’adeguata vigilanza sul degente, nonché il medico che la dirige, il quale avrebbe dovuto vagliare personalmente tale aspetto, in rapporto di stretta correlazione alla patologia psichiatrica del paziente, sia al momento del ricovero, sia per tutta la durata dello stesso. Analogamente ne risponde lo psichiatra che aveva in cura il malato all’epoca dei fatti, in quanto autore del progetto terapeutico e preposto al controllo circa il suo effettivo decorso.

Tribunale Rimini, 17/08/2015, n.1035

L’equiparazione ai medici agli effetti dell’inquadramento

Solo per gli psicologi che prima dell’entrata in vigore del d.P.R. 20 dicembre 1979 n. 761 erano in servizio in uno degli enti di assistenza psichiatrica di cui alla l. 18 marzo 1968 n. 431 e 21 giugno 1971 n. 515 era prevista, l’equiparazione ai medici agli effetti dell’inquadramento; pertanto, l’attività psicoterapica esercitata nell’ambito di un rapporto convenzionale non costituisce equiparazione ai sensi dell’art. 14 l. 20 maggio 1985 n. 207.

Consiglio di Stato sez. V, 11/02/1999, n.157

Servizio di assistenza domiciliare e unità operativa psichiatrica

Legittimamente la Commissione esaminatrice non ha valutato 2 attestazioni, allegate all’offerta, con le quali la ricorrente ha dimostrato di aver svolto presso l’unità operativa psichiatrica di Carovigno il servizio di assistenza infermieristica e attività riabilitativa, poiché per assistenza domiciliare deve intendersi una prestazione complessa, che non può essere limitata all’attività riabilitativa o al servizio di assistenza infermieristica, presumendosi che nel caso “de quo” le altre prestazioni che caratterizzano il servizio di assistenza domiciliare venivano espletate dalla stessa unità operativa psichiatrica o da altri appaltatori.

T.A.R. Lecce, (Puglia) sez. II, 20/01/2003, n.199



2 Commenti

  1. Non è semplice stare accanto a chi soffre di problemi mentali e cercare di essere sempre presente, far sentire la nostra vicinanza e nonostante tutto sentirsi dire di non essere abbastanza presenti… La vita ti mette davanti a delle scelte, a delle persone e decidi come comportarti giorno per giorno… decidi se essere presenti o farti da parte quando è il momento opportuno… Lo capisci…quindi, forse, è meglio riuscire a rivolgersi ad un esperto che possa aiutare chi teniamo a cuore perché forse non abbiamo gli strumenti per essere d’aiuto.

  2. La riabilitazione psichiatrica è un percorso di crescita, consapevolezza sia per il paziente che per gli esperti che lo seguono.

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