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Certificato contestuale: cos’è e dove si fa

25 Agosto 2020 | Autore:
Certificato contestuale: cos’è e dove si fa

Documenti, certificati e autocertificazioni. Le diverse tipologie di atti delle pubbliche amministrazioni. Procedure da seguire, costi da sostenere ed enti competenti al rilascio.  

Spesso sei costretto a cimentarti con la burocrazia italiana e ti sembra di trovarti in un tunnel senza via d’uscita. I documenti che le pubbliche amministrazioni o gli enti privati richiedono sono tanti e di diverso tipo. Alcuni li conosci già e sai a chi rivolgerti per ottenerli; altri sono per te del tutto nuovi. In questo ultimo caso, ti trovi in grande difficoltà perché non sai a chi chiedere informazioni. A volte la tua unica possibilità è fare una ricerca su Internet, anche se non sei sicuro che tutte le notizie contenute nel web siano effettivamente attendibili.

Di recente, ad esempio, ti sei rivolto alla banca per ottenere un mutuo. Il funzionario, tra i documenti da consegnare, ti ha chiesto un certificato contestuale: ma cos’è e dove si fa? Hai provato a trovare qualche dato sui vari siti on line, ma hai le idee ancora molto confuse.

Nel nostro articolo ti forniremo le informazioni di cui hai bisogno. Scioglieremo i tuoi dubbi e vedrai che sarà tutto più semplice.

Leggi quindi con attenzione le righe che seguono.

Che cosa sono i certificati? 

I certificati sono dei documenti rilasciati dal Comune di residenza attraverso i quali il cittadino dimostra di essere in possesso di determinati requisiti. Essi, grazie all’adozione della legge sulle autocertificazioni [1], possono essere prodotti soltanto ai soggetti privati. Nei confronti delle pubbliche amministrazioni, infatti, eccezion fatta per alcune specifiche condizioni (pensa, ad esempio, allo stato di salute che deve essere accertato da un medico), è sufficiente dichiarare sotto la propria responsabilità il possesso delle qualità richieste. In tali ipotesi si fa riferimento, a seconda dei casi, alla dichiarazione sostitutiva di certificazione o alla dichiarazione sostitutiva di atto notorio.

L’obiettivo del legislatore è quello di semplificare il sistema burocratico italiano e di rendere le procedure più snelle e veloci. Peraltro, le pubbliche amministrazioni hanno la possibilità di acquisire direttamente i documenti di cui hanno bisogno per verificare la veridicità del contenuto delle autocertificazioni.

La normativa di riferimento in materia di certificati è contenuta nel Regolamento anagrafico [2] e nel Regolamento di stato civile [3].

I documenti rilasciati dal Comune sono di diverso genere e assolvono a diverse finalità; essi, in linea di massima, si distinguono in due categorie (certificati anagrafici e certificati di stato civile) e sono:

  • certificato di nascita;
  • certificato di esistenza in vita;
  • certificato di matrimonio;
  • certificato di morte;
  • certificato di residenza;
  • certificato di stato di famiglia;
  • certificato di cittadinanza;
  • certificato di stato libero;
  • certificato di stato vedovile;
  • certificato di iscrizione nelle liste elettorali.

Il rilascio di tale documentazione è subordinato al pagamento di un’imposta di bollo, eccezion fatta per i casi in cui è prevista per legge un’esenzione.

Che cos’è un certificato contestuale?

Una particolare tipologia di certificato è quello che prende il nome di contestuale o cumulativo. La denominazione utilizzata dal legislatore non è casuale. Su indicazione del soggetto che ne fa richiesta, infatti, sono inserite in un unico documento tutte le informazioni relative alla sua condizione personale.

Il fine di tale certificato è dunque quello di cumulare in un solo atto i dati necessari al cittadino e di esonerare l’amministrazione comunale dalla produzione di più documenti. Il risparmio di tempo e denaro è allora ben evidente.

Di regola, il certificato contestuale contiene le informazioni espressamente richieste dalla persona e, nella maggior parte dei casi, tale documento contiene:

  • residenza anagrafica;
  • stato di famiglia;
  • stato civile;
  • luogo e data di nascita.

Tuttavia, in tale atto è possibile raggruppare anche notizie ulteriori come l’esistenza in vita, il luogo e la data di nascita e ogni altra indicazione che può essere utile al richiedente.

Il certificato contestuale può essere richiesto da chiunque ne abbia interesse e ha una durata limitata nel tempo. Infatti, tale documento è valido per il periodo di sei mesi decorrenti dal giorno in cui è stato rilasciato.

Tale certificazione, nella prassi creditizia, è richiesta dalle banche o dalle finanziarie prima di concedere un mutuo. Infatti, posta la somma piuttosto elevata che di solito viene richiesta per l’acquisto o la ristrutturazione di una casa, l’istituto di credito vuole essere certo della condizione personale del suo cliente. In altri termini, la banca vuole accertare ogni elemento utile alla sua istruttoria per verificare la capacità del futuro debitore di mantenere fede al suo impegno e di pagare le rate mensili (ad esempio, può essere utile sapere che è sposato e che la moglie lavora).

Dove si richiede il certificato contestuale? 

La richiesta del certificato contestuale può seguire diverse strade. Infatti, l’innovazione tecnologica e la digitalizzazione della pubblica amministrazione consentono oggi di non dover subire i tempi di attesa e le lunghe code allo sportello degli uffici competenti.

Vediamo, quindi, quali sono le procedure da seguire.

Il certificato cumulativo deve essere richiesto all’amministrazione comunale e non può essere rilasciato da un soggetto diverso.

Nell’istanza deve essere indicata la tipologia di informazioni che il documento deve contenere. Occorre, quindi, precisare se si fa una richiesta generale sulla propria condizione anagrafica e/o di stato civile oppure se  si presenta una domanda specifica su alcuni requisiti.

L’istanza deve essere proposta all’ufficio anagrafe e di stato civile attraverso tre diverse modalità tra di loro alternative:

  • personalmente presso lo sportello nei giorni e nelle ore di ricevimento al pubblico;
  • attraverso mail, pec o servizio postale (è preferibile una raccomandata con ricevuta di ritorno): in tal caso si può chiedere il recapito a domicilio del certificato, previo pagamento delle imposte di bollo (se dovute);
  • attraverso i servizi di visura on line.

Con riferimento a tale ultima procedura devi sapere che vi sono delle funzioni automatizzate di rilascio delle certificazioni comunali. I tempi sono molto brevi e le procedure sono facili da seguire. E’ sufficiente scegliere il portale di fiducia, inserire i dati e presentare la domanda. Tuttavia, a dispetto di quanto avviene quando ti rechi personalmente allo sportello, i costi sono più elevati. Il servizio, infatti, è fornito da imprese specializzate nel settore che mirano a conseguire un guadagno da tale attività.


note

[1] D.P.R. 28.12.2000 n. 445 “Testo Unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione amministrativa”

[2] D.P.R. 30.05.1989 n. 223

[3] D.P.R. 03.11.2000 n. 396


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