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Distributore automatico difettoso: che fare?

8 Giugno 2020
Distributore automatico difettoso: che fare?

Mancata erogazione del prodotto: si può denunciare il titolare della macchina?

Sei stato al distributore automatico per acquistare uno snack. Dopo aver inserito 2 euro, la molla che avrebbe dovuto spingere la busta con la merendina si è inceppata e il pacchetto non è caduto nell’apposito spazio dell’erogatore. A quel punto, hai telefonato al numero cellulare riportato su un adesivo, posto proprio lì a garanzia di chiunque avesse avuto, come te, problemi con la macchina. 

Ti ha risposto un tale chiedendoti maggiori dettagli in merito all’acquisto non andato a buon fine e alla posizione del distributore. Dopodiché, ti ha detto di non disporre di alcun tecnico nelle vicinanze per aiutarti e che, per ottenere indietro i tuoi soldi, avresti dovuto attendere l’inizio della settimana successiva. Non hai però alcuna intenzione di prendere un permesso dal lavoro e recarti al centro città per recuperare 2 euro. Così ti chiedi: in caso di distributore automatico difettoso che fare? Cosa dice a riguardo la legge che, di solito, tutela in questi casi i consumatori? 

Cerchiamo di fare il punto della situazione.

Distributore automatico e tutela del consumatore

Nel momento in cui una persona inserisce i soldi nel distributore automatico sta aderendo a quella che, tecnicamente, viene chiamata una «offerta al pubblico», regolata dall’articolo 1336 del Codice civile. Si tratta – né più, né meno – di un comunissimo contratto di vendita, caratterizzato dal fatto che il venditore non è personalmente presente; la sua attività viene infatti attuata da una macchina.

Il contratto di vendita si conclude in modo definitivo all’atto dell’inserimento dei soldi nella fessura dell’apparecchio. In quel momento, scattano gli obblighi delle parti: da un lato quello dell’acquirente di pagare il prodotto e, dall’altro, quello del venditore di erogarlo nell’immediato.

Prodotti scaduti o non vendibili in formato singolo costituiscono un grave inadempimento da parte del venditore. 

Distributore automatico si inceppa o è rotto: che succede?

Nel momento in cui il distributore dovesse incepparsi, si verificherebbe ciò che i tecnici del diritto chiamano «inadempimento contrattuale». Questa situazione si realizza quando una delle due parti non riceve la prestazione promessa. Sicché, l’altra avanza il diritto a ottenere ugualmente il prodotto pagato o la restituzione del denaro speso con l’eventuale risarcimento del danno.

Dunque, è indubbio – e ci arriverebbe anche una persona che non ha studiato legge – che, se il distributore si dovesse inceppare sarà obbligo della società che gestisce l’apparecchio dover intervenire subito per risolvere il problema, restituendo il denaro al cliente oppure dandogli il prodotto acquistato.

Identica conclusione vale nel caso in cui il distributore automatico sia rotto e ciò non venga segnalato in modo chiaro con un cartello o con del nastro adesivo posto sulla fessura ove si inseriscono i soldi. Il venditore che gioca sull’equivoco e non mette in guardia i potenziali clienti del mancato funzionamento dell’apparecchio è responsabile. Se addirittura questi abbia simulato in malafede il funzionamento dell’impianto potrebbe essere denunciato per truffa. 

Quando e come ottenere la restituzione dei soldi?

Veniamo ora all’aspetto più critico: i tempi. Il distributore potrebbe non avere a disposizione del personale per riparare l’apparecchio e prestare l’assistenza nell’immediatezza. Cosa succede in questi casi? È onere dell’acquirente presentarsi dal venditore, in un momento successivo, per ottenere ciò che gli spetta o è quest’ultimo a dover farsi carico di ciò? La legge è molto chiara: il venditore diventa debitore dell’acquirente; la sua è un’obbligazione di «dare» (il denaro o il prodotto) che deve essere eseguita presso il domicilio del creditore. Dunque, è la società che gestisce il distributore, se non ha un operatore nelle vicinanze del distributore al momento del guasto, a doversi fare carico di riconsegnare il denaro al cliente. In che modo? Anche con un bonifico bancario, se non vuole consegnargli i soldi a casa. Non rileva che l’importo sia irrisorio.

Come fare a dimostrare che hai pagato?

Il distributore potrebbe contestarti il difetto della prova del pagamento. Al di là del fatto che molte macchine presentano delle telecamere nelle adiacenze, sicché c’è la prova dell’arrivo del cliente e del pagamento, la dimostrazione può essere fornita anche con testimoni, che in questo caso sono ammissibili trattandosi di un contratto che viene stipulato senza documenti scritti.

Cosa fare in caso di inerzia?

È verosimile che le società che gestiscono i distributori automatici facciano orecchie da mercanti dinanzi alle richieste del cliente. Certo, fare una causa per 2 euro o poco meno sarebbe insensato. Si potrebbe allora pensare a un tentativo di mediazione, il cui costo è di 40 euro da addossare in questo caso sulla parte venditrice. In alternativa, con la foto dell’apparecchio rotto, si potrà fare una segnalazione al Garante della Concorrenza e del Mercato.


note

Autore immagine: it.depositphotos.com


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