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Pirateria digitale: bloccati 200 canali Telegram

8 Giugno 2020
Pirateria digitale: bloccati 200 canali Telegram

Giornali, riviste e brani musicali  gratis distribuiti illecitamente sulla nota piattaforma di messaggistica: maxi operazione della Guardia di Finanza.

Sono più di 200 i canali Telegram che la Guardia di Finanza di Bari ha individuato e bloccato oggi: distribuivano illecitamente giornali, riviste e brani musicali in formato digitale, tutti gratis, in violazione della legge che tutela i diritti d’autore. L’operazione delle Fiamme Gialle è stata battezzata ‘#Cheguaio’ ed è stata diretta dalla Procura della Repubblica del capoluogo pugliese.

Al momento emergono due persone identificate, che sono risultate responsabili della gestione di questi canali ed ai quali gli inquirenti hanno attribuito il reato di diffusione illecita di materiale editoriale e musicale; sono state denunciate all’Autorità Giudiziaria. Ma l’operazione è tuttora in corso ed è diretta anche all’identificazione di ulteriori persone che potrebbero essere coinvolte. Infatti la Procura di Bari spiega che «divulgando copiepirata‘ di quotidiani, riviste e libri di questo tipo, gli utenti si rendono responsabili del reato di ricettazione».

Il mercato della pirateria digitale in questo particolare periodo si connota prevalentemente proprio sul versante musicale e su quello editoriale: un business che la Guardia di Finanza, in una nota stampa riportata dall’agenzia Adnkronos, definisce «molto fiorente» perché «si poggia su una vastissima platea di clienti che lo alimentano, spesso ignari delle conseguenze cui si espongono e degli ingenti danni economici che tale pratica comporta sia ai titolari dei diritti sia all’economia nazionale».

La legge sul diritto d’autore prevede, oltre alle sanzioni penali ed amministrative, anche la confisca degli strumenti utilizzati per la diffusione illecita e per la fruizione di tale servizio. Di conseguenza, ai due responsabili identificati e a tutti coloro che saranno individuati nel corso delle indagini, oltre all’immediato eventuale sequestro, in caso di condanna saranno confiscati i propri dispositivi: computer, smartphone, tablet impiegati per commettere l’illecito.

L’operazione condotta oggi è volta allo «smantellamento di una delle principali modalità di distribuzione illecita dei contenuti sulle reti telematiche e, in particolare, sulla piattaforma di messaggistica istantanea Telegram», che viene definita dagli inquirenti come «ultima frontiera della pirateria multimediale». Pochi giorni fa l’Agcom ha rimosso 26 canali Telegram che diffondevano illecitamente opere letterarie protette dai diritti d’autore.



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