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Ecco il piano per il rilancio che presenterà il Governo

8 Giugno 2020 | Autore:
Ecco il piano per il rilancio che presenterà il Governo

La task force di Colao consegna a Conte le indicazioni richieste su come rimettere in moto l’economia: dalle imprese al lavoro alle infrastrutture.

Due mesi di lavoro e 120 schede suddivise in sei settori. Ecco il piano che la task force voluta da Giuseppe Conte e presieduta da Vittorio Colao (nella foto) ha presentato al Governo per portare l’Italia fuori dalla crisi causata dall’emergenza sanitaria del coronavirus. Un pacchetto di misure che Conte sta valutando in queste ore, che renderà pubblico in giornata (come richiesto anche dall’opposizione) e che sarà la base per la discussione con gli Stati generali dell’economia, convocati da giovedì a Villa Doria Pamphili, a Roma.

Sei, dunque, i settori interessati: Imprese e lavoro, Infrastrutture e ambiente, Turismo, Arte e Cultura, Pubblica Amministrazione, Istruzione, Ricerca e competenze, Individui e famiglie.

Per le imprese, il piano scommette fortemente sul potenziamento della green economy e su una serie di incentivi, anche fiscali, per far rientrare le aziende italiane che hanno degli stabilimenti produttivi all’estero.

Sul fronte del lavoro, si vuole sostenere l’occupazione femminile, in quanto sono state le donne lavoratrici le più penalizzate dall’emergenza in termini di posti di lavoro.

La task force propone anche la digitalizzazione della Pubblica Amministrazione, il rientro dei capitali dall’estero, l’emersione dei soldi contenuti nelle cassette di sicurezza e la semplificazione degli appalti e degli investimenti pubblici.

Colao ritiene, inoltre, che il rilancio dell’Italia debba passare per un potenziamento delle infrastrutture a 360 gradi: dal trasporto ad alta velocità al Ponte sullo Stretto alla digitalizzazione dell’intero Paese. Per arrivare a questo, la task force propone un’apposita procedura in grado di snellire l’iter per la realizzazione delle opere.

Tra le riforme in arrivo, quella sull’abuso d’ufficio e l’aumento al 30% dell’anticipo concesso all’appaltatore di lavori pubblici, oltre all’abbattimento della burocrazia per l’edilizia privata e per le procedure di valutazione dell’impatto ambientale.

Infine, la task force spinge per la creazione di un Fondo per lo sviluppo. La Pubblica Amministrazione, dallo Stato fino ai Comuni, conferiranno al Fondo immobili partecipazioni in società quotate e titoli. Non si esclude di mettere mano alle riserve auree della Banca d’Italia.

«Il Comitato che, viene ricordato, ha operato su base volontaria e senza costo alcuno per la collettività – scrive in una nota Palazzo Chigi – ha ringraziato il presidente del Consiglio per l’opportunità offerta di mettere a disposizione delle istituzioni della Repubblica le proprie competenze. Un particolare ringraziamento va ai funzionari delle Istituzioni che nelle otto settimane di lavoro hanno contribuito, agevolato e supportato sul piano tecnico le attività del Comitato», conclude il comunicato.



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