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5 buoni motivi per farsi prestare soldi da un amico o un parente

8 Giugno 2020
5 buoni motivi per farsi prestare soldi da un amico o un parente

Contratto di mutuo tra privati: i vantaggi rispetto a quelli chiesti in banca o alla finanziaria. 

«Hai bisogno di un prestito?». Chissà quanta pubblicità hai ricevuto sino ad oggi e quante email hai aperto che avevano questa offerta come oggetto. Quante volte avrai pensato di ricorrere a una banca o a una finanziaria per un piccolo mutuo a breve termine. Avrai notato, in tutti questi casi, che le banche, pur a fronte di tassi di interesse più ridotti rispetto alle finanziarie, richiedono al cliente delle garanzie più elevate. Invece, per avere un prestito con una finanziaria basta presentare qualche busta paga ma, in cambio, pretendono interessi più alti. Questo è uno dei buoni motivi per farsi prestare soldi da un amico o un parente. Ma non è l’unico. Qui di seguito spiegheremo tutte le ragioni per cui, nel momento in cui bisogna concludere un contratto di mutuo, è sempre meglio rivolgersi ai privati che agli intermediari finanziari. 

Mutuo tra privati: cos’è e come si fa?

Prima di spiegare tutti i buoni motivi per farsi prestare soldi da un amico o un parente, voglio però darti alcune istruzioni generali su tale rapporto. 

Ogni privato può ottenere un prestito di denaro sia dai soggetti istituzionalmente finalizzati a tale attività (banche e finanziarie), sia da altri privati (parenti, amici, sconosciuti, ecc.). 

Tuttavia, il privato può prestare soldi a un altro privato solo occasionalmente: non deve cioè svolgere tale attività in via professionale e continuativa (diversamente dovrebbe farlo in forma di società, rispettando i vincoli di legge). In più, al pari delle banche, il privato non può pretendere interessi usurari, ma secondo il tasso che viene aggiornato periodicamente dal ministero. 

Il prestito tra privati è un normalissimo contratto che va sotto il nome di mutuo. Non deve essere necessariamente scritto, ben potendo avvenire anche in forma orale; la sua efficacia è infatti collegata alla consegna materiale del denaro.

La forma scritta è, tuttavia, necessaria se le parti convengono un saggio di interessi superiori a quello legale (previsto cioè della legge). Inoltre, la forma scritta è sempre consigliabile quando si vogliono evitare problemi in merito alle condizioni contrattuali come il termine per la restituzione del denaro.

Peraltro, in presenza di uno scambio di denaro, spetta al creditore dimostrare che si è trattato di un prestito e non di una donazione. Ecco quindi una ragione ulteriore per cui è sempre consigliabile sottoscrivere un contratto.

In sintesi, possiamo quindi dire che il prestito tra privati è un atto pienamente lecito. Sicché, è possibile ricevere un prestito anche da un parente o da un amico.

Prestito tra privati: garanzie

Nell’analizzare i vantaggi che offre un prestito tra privati rispetto a quello di una banca o di una finanziaria, dobbiamo fare una premessa d’obbligo. In un precedente articolo di qualche giorno fa, avevamo parlato di 5 motivi per non prestare soldi ad amici e parenti. Per superare quindi la legittima diffidenza altrui sarà bene prestare delle garanzie. Ed è proprio da queste che vogliamo iniziare la nostra trattazione.

La banca, prima di chiedere un prestito, chiede un’ipoteca o una fideiussione per garantirsi da un eventuale inadempimento. Anche se, in teoria, le stesse potrebbero essere chieste anche da un privato, di solito ciò non succede quasi mai. Normalmente, un privato non pretende mai garanzie, specie quando si tratta di rapporti tra parenti e amici. Tutt’al più, viene richiesta l’emissione di assegni postdatati o cambiali che potrebbero giustificare un immediato pignoramento, senza dover prima passare dal giudice. Peraltro, la concessione di una garanzia di questo tipo non implica un ulteriore indebitamento del mutuatario. Questo è quindi uno dei primi motivi per farsi prestare soldi da parenti e amici.

Niente rating nei prestiti tra privati

I prestiti tra privati sono di solito svolti in via fiduciaria, ossia sulla base di un previo rapporto di conoscenza tra le parti. Non avviene quindi quello che tecnicamente viene definito credit crunch, ossia la stretta creditizia che banche e – in misura ridotta – finanziarie operano. Tali società infatti valutano prima il merito e l’affidabilità del futuro cliente. Un vecchio detto dice che «le banche prestano i soldi a chi già li ha». 

I privati, invece, non fanno tali valutazioni di rating: il prestito viene concesso a semplice richiesta, sulla base dell’affidabilità che il soggetto vanta nei rapporti con il mutuante.

Anche questo è uno dei motivi che rendono più facile, e quindi conveniente, la richiesta di prestito a un parente o a un amico: zero ostacoli quindi nell’ottenimento dei soldi.

Interessi spesso inesistenti

Quando si chiede un prestito a un parente o a un amico, questo è di solito a titolo gratuito, ossia senza previsione di interessi. Interessi che, tuttavia, non devono essere per forza concordati per iscritto. Sicché, se anche il mutuo dovesse essere verbale, il creditore potrebbe richiedere gli interessi entro massimo la soglia legale; quelli, invece, oltre il tasso legale devono essere concordati per iscritto. Quindi, a tutto voler concedere, il prestito presenterà un’onerosità molto ridotta in quanto gli interessi legali non superano mai il tasso di inflazione. 

Niente segnalazione in Crif e Centrale rischi

Se non paghi una banca o una finanziaria finisci segnalato nelle liste dei “cattivi pagatori” della Crif e della Centrale Rischi della Banca d’Italia. Queste conseguenze, invece, non scattano nel caso di prestiti tra privati. Sicché, non ci sarà alcuna perdita di facoltà di chiedere prestiti in banca in un momento successivo.

Niente pignoramenti

Quando si chiedono prestiti in banca, di solito si firma un contratto di mutuo davanti a un notaio. Questo documento viene definito “titolo esecutivo”: esso cioè consente, in caso di inadempimento, di agire direttamente con un pignoramento nei confronti del debitore, senza dover prima passare dal tribunale. Nel caso invece di prestito da una finanziaria, si firma un contratto che, se anche non è un titolo esecutivo, costituisce una “prova scritta” con la quale il creditore può richiedere al giudice un decreto ingiuntivo, ossia un ordine di pagamento che non necessita di una previa causa. 

Quando invece si chiede un prestito tra parenti o amici di solito non si firmano documenti, sicché per un eventuale recupero crediti i tempi si allungano notevolmente e, prima del pignoramento, il creditore dovrà agire con un normale processo civile.


note

Autore immagine: it.depositphotos.com


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