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Rifiuto di assunzione: ultime sentenze

15 Luglio 2020
Rifiuto di assunzione: ultime sentenze

Indicazione delle capacità tecnico-professionali; risarcimento del danno; sospensione dell’obbligo di assunzione di invalidi.

Sistema delle assunzioni obbligatorie

Anche rispetto alla controversia avente ad oggetto il rifiuto di assunzione di lavoratori fruenti di un provvedimento di avviamento obbligatorio, operano, in modo alternativamente concorrente, tutti i tre fori previsti dall’art. 413, dovendosi stabilire un’equazione fra rapporto di lavoro già costituito e rapporto di lavoro virtuale, la cui costituzione rappresenti tuttavia l’oggetto del vincolo nascente a carico del datore di lavoro dal sistema delle assunzioni obbligatorie.

Cassazione civile sez. un., 10/08/2001, n.11043

Rifiuto di assunzione di un sordomuto

È illegittimo il rifiuto di assunzione di un sordomuto avviato obbligatoriamente, motivato con la pretesa integrale coperta dell’organico aziendale; conseguentemente, è possibile procedere alla costituzione coattiva del rapporto di lavoro ai sensi dell’art. 2932 c.c.

Pretura Milano, 30/09/1997

Collocamento obbligatorio di disabili

In tema di collocamento obbligatorio di disabili e con riferimento al rifiuto di assunzione da parte del datore di lavoro, il rapporto tra l’art. 32 l. reg. Sicilia 25 maggio 1995 n. 45 e la l. 12 marzo 1999 n. 68, in ragione dei limiti alla potestà legislativa regionale stabiliti dall’art. 17 dello statuto di autonomia, deve essere risolto alla luce del principio di cedevolezza delle disposizioni regionali che non siano compatibili con i principi ed interessi generali cui si informa la legislazione dello Stato contenuti nella legislazione statale sopravvenuta, che costituiscono punto di riferimento anche per l’interpretazione costituzionalmente orientata della legislazione regionale, con la conseguenza che la suddetta incompatibilità si risolve nella prevalenza della legislazione statale nelle more di adeguamento di quella della Regione su cui si sia basato il menzionato rifiuto di assunzione.

Cassazione civile sez. lav., 27/03/2012, n.4895

La richiesta di avviamento al lavoro

Ai sensi dell’art. 9, comma 3 e 6 l. n. 68 del 1999, la richiesta di avviamento al lavoro si intende presentata anche attraverso l’invio agli uffici competenti del prospetto informativo di cui al comma 6 dal quale risultino il numero complessivo dei lavoratori dipendenti, il numero ed i nominativi dei lavoratori computabili nella quota di riserva di cui all’art. 3, nonché i posti di lavoro e le mansioni disponibili per i lavoratori. Pertanto è legittimo il rifiuto di assunzione di un avviato le cui capacità professionali non sono compatibili con le mansioni indicate nei prospetti.

Tribunale Roma, 23/11/2006

Rifiuto dell’assunzione del datore di lavoro

Il datore di lavoro a seguito dell’avviamento operato dall’Ufficio Provinciale del Lavoro e della Massima Occupazione, può ben rifiutare l’assunzione qualora, ad esempio, sopravvengano nuove esigenze organizzative o la qualifica del lavoratore risulti diversa da quella richiesta.

T.A.R. Catania, (Sicilia) sez. II, 04/06/2013, n.1668

Risarcimento del danno subito dall’invalido

In tema di risarcimento del danno subito dall’invalido avviato obbligatoriamente al lavoro ai sensi della legge n. 482 del 1968 a seguito dell’ingiustificato rifiuto di assunzione da parte dell’imprenditore, l’eccezione di quest’ultimo, diretta alla riduzione del risarcimento, ex art. 1227, comma 2, c.c., in conseguenza della negligenza del danneggiato nella ricerca di una nuova occupazione (nella specie, per mancata reiscrizione nelle liste di disoccupazione), costituisce un’eccezione in senso lato, non essendo ricompresa dalla legge fra le eccezioni in senso stretto, e non è soggetta, perciò, al termine di decadenza di cui all’art. 416, comma 2, c.p.c.

Cassazione civile sez. lav., 05/06/2003, n.8997

Rifiuto di assunzione di un lavoratore disabile

La “ratio” dell’art. 9 della l. n. 68 del 1999 – che attribuisce al datore di lavoro la facoltà di indicare nella richiesta di avviamento la qualifica del lavoratore disabile da assumere a copertura dei posti riservati in un sistema di cd. avviamento mirato – va ravvisata nel consentire, mediante il riferimento formale ad una specifica qualifica nell’atto di avviamento, la indicazione delle capacità tecnico-professionali di cui il lavoratore avviato deve essere provvisto, al fine di una sua collocazione nell’organizzazione aziendale che sia utile all’impresa, e, nello stesso tempo, che l’espletamento delle mansioni per le quali il lavoratore è stato assunto non si traduca in una lesione della sua professionalità e dignità.

Ne consegue che il datore di lavoro può legittimamente rifiutare l’assunzione non soltanto di un lavoratore con qualifica che risulti, in base all’atto di avviamento, diversa, ma anche di un lavoratore con qualifica “simile” a quella richiesta, in mancanza di un suo previo addestramento o tirocinio, da svolgere secondo le modalità previste dall’art. 12 della stessa l. n. 68 del 1999.

Cassazione civile sez. lav., 05/10/2016, n.19928

Reato di rifiuto di uffici legalmente dovuti

In tema di rifiuto di uffici legalmente dovuti (art. 366 c.p.), benchè l’elemento soggettivo del reato sia costituito dal solo dolo generico, deve tuttavia ammettersi la non punibilità del rifiuto di assunzione di un incarico quale quello di consulente del pubblico ministero quando esso trovi ragionevole giustificazione nella rappresentata insussistenza di condizioni ritenute necessarie, sotto un profilo puramente tecnico, perché l’incarico stesso possa essere utilmente e proficuamente espletato.

(Nella specie, in applicazione di tale principio, la Corte ha annullato senza rinvio, perché il fatto non costituisce reato, la sentenza con la quale il giudice d’appello, ribaltando la pronuncia assolutoria di primo grado, aveva affermato la penale responsabilità dell’imputato in un caso in cui questi, a sostegno del rifiuto di assumere l’incarico, aveva addotto il mancato accoglimento, da parte del pubblico ministero, della richiesta di essere espressamente autorizzato all’effettuazione di prelievi e analisi ritenuti necessari).

Cassazione penale sez. VI, 09/09/2016, n.42962

Richiesta di avviamento del lavoratore disabile

La ratio della l. 12 marzo 1999 n. 68, art. 9 – che attribuisce al datore di lavoro la facoltà di indicare nella richiesta di avviamento la qualifica del lavoratore disabile da assumere a copertura dei posti riservati in un sistema di cd. avviamento mirato – va ravvisata nel consentire, mediante il riferimento ad una specifica qualifica, la indicazione delle prestazioni richieste dal datore di lavoro sotto il profilo qualitativo delle capacità tecnico – professionali di cui il lavoratore avviato deve essere provvisto, secondo la formale indicazione dell’atto di avviamento, al fine di una sua collocazione nell’organizzazione aziendale che sia utile all’impresa, e, nello stesso tempo, per consentire che l’espletamento delle mansioni per le quali il lavoratore è stato assunto non si traduca in una lesione della sua professionalità e dignità.

Ne consegue che il datore di lavoro può legittimamente rifiutare l’assunzione non soltanto di un lavoratore con qualifica che risulti, in base all’atto di avviamento, diversa, ma anche di un lavoratore con qualifica “simile” a quella richiesta, in mancanza di un suo previo addestramento o tirocinio da svolgere secondo le modalità previste dall’art. 12 della stessa l. n. 68 del 1999.

Cassazione civile sez. lav., 25/03/2011, n.7007

Mancata assunzione da parte del datore di lavoro

In materia di assunzione obbligatoria, in caso di illegittimo rifiuto di assunzione, il lavoratore ha diritto all’integrale risarcimento dei danni derivanti dal comportamento del datore di lavoro, la cui quantificazione, trattandosi di responsabilità contrattuale, va effettuata ai sensi degli art. 1226 e 1227 c.c. in misura pari alle retribuzioni mensili spettanti in caso di assunzione fino alla pronuncia di secondo grado.

Cassazione civile sez. lav., 13/01/2009, n.488

Danno subito dal lavoratore illegittimamente non assunto

In tema di collocamento obbligatorio, la disposizione recata dall’art. 9 del d.l. n. 17 del 1983, conv. in legge n. 79 del 1983, che sospende gli obblighi di cui alla legge n. 482 del 1968, fra gli altri casi, ove siano in atto interventi della Cassa integrazione guadagni, per la durata della corresponsione dei relativi trattamenti, esonera dall’assunzione di invalidi avviati dal momento dell’intervento della Cassa integrazione, ma non giustifica il protrarsi di un illegittimo preesistente rifiuto di assunzione di un lavoratore avviato prima del ricordato intervento.

Conseguentemente il danno subito dal lavoratore illegittimamente non assunto consiste nelle retribuzioni che avrebbe percepito ove l’assunzione fosse regolarmente avvenuta e tale danno non può essere limitato dalla sospensione dell’obbligo di assunzione di invalidi intervenuta quando già perdurava l’illegittimo diniego di assunzione, atteso che la tempestiva assunzione avrebbe in buona parte neutralizzato gli effetti della sospensione e, comunque, la sospensione dell’obbligo non esonera dall’obbligo di assunzione, ancorché tardiva, di lavoratore avviato prima della sospensione stessa.

Cassazione civile sez. lav., 22/12/2004, n.23762

Centralinisti telefonici non vedenti: collocamento obbligatorio

In tema di collocamento obbligatorio di centralinisti telefonici non vedenti della Regione Sicilia e con riferimento al rifiuto di assunzione da parte del datore di lavoro, il rapporto tra l’art. 10 l. reg. Sicilia 30 aprile 1991 n. 12 e la l. 12 marzo 1999 n. 68, in ragione dei limiti alla potestà legislativa regionale stabiliti dall’art. 17 dello statuto di autonomia, deve essere risolto alla luce del principio di cedevolezza delle disposizioni regionali che non siano compatibili con i principi ed interessi generali cui si informa la legislazione dello Stato contenuti nella legislazione statale sopravvenuta, improntata ad una serie di controlli, pienamente compatibili con l’art. 41, comma 2, cost., posto che si coniugano con l’utilità sociale, come rettamente intesa dal legislatore costituzionale, attento ai valori della libertà, anche dal bisogno, e della dignità umana dei concittadini, nella specie, non vedenti.

Ne consegue che, per il centralinista non vedente al quale sia stata rifiutata l’assunzione, in presenza delle condizioni di legge, è ammessa la tutela ex art. 2932 c.c., perché il sistema legale assicura allo stesso un inquadramento contrattuale in cui sono prestabilite le mansioni, la qualifica e il trattamento economico, ivi compresa l’indennità (legale) di mansione.

Cassazione civile sez. lav., 03/06/2011, n.12131

La facoltà di indicare la qualifica del lavoratore disabile da assumere

La ratio della l. n. 68 del 1999, art. 9 – che attribuisce al datore di lavoro la facoltà di indicare nella richiesta di avviamento la qualifica del lavoratore disabile da assumere a copertura dei posti riservati in un sistema di c.d. avviamento mirato – va ravvisata nel consentire, mediante il riferimento ad una specifica qualifica, la indicazione delle prestazioni richieste dal datore di lavoro sotto il profilo qualitativo delle capacità tecnico-professionali di cui il lavoratore avviato deve essere provvisto, secondo la formale indicazione dell’atto di avviamento, al fine di una sua collocazione nell’organizzazione aziendale, che sia utile all’impresa e che nello stesso tempo, per consentire l’espletamento delle mansioni per le quali il lavoratore è stato assunto, non si traduca in una lesione della sua professionalità e dignità.

Ne consegue che il datore di lavoro può legittimamente rifiutare l’assunzione non soltanto di un lavoratore con qualifica che risulti, in base all’atto di avviamento, diversa, ma anche di un lavoratore con qualifica “simile” a quella richiesta, in mancanza di un suo previo addestramento o tirocinio da svolgere secondo le modalità previste dalla stessa l. n. 68 del 1999, art. 12.

Cassazione civile sez. lav., 22/06/2010, n.15058



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