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Obbligo di salvataggio: ultime sentenze

16 Luglio 2020
Obbligo di salvataggio: ultime sentenze

Assicurazione contro i danni; doveri dell’assicurato; segnalazione della compagnia assicuratrice; valutazione del comportamento omissivo dell’assicurato; spese per impedire l’avveramento del rischio oggetto dell’assicurazione.

Assicurazione contro i danni

L’art. 1914 c.c., il quale, in tema di assicurazione contro i danni, fa carico all’assicurato, a partire dal momento del verificarsi del sinistro ovvero dell’inizio dell’azione che lo generi, di attivarsi per evitare o diminuire il danno (obbligo di salvataggio), con diritto di rivalersi nei confronti dell’assicuratore delle spese a tale scopo affrontate (diritto autonomo ed indipendente dal credito indennitario), trova applicazione, in difetto di espressa deroga ed alla luce della sua “ratio” (tutela di un interesse comune ai due contraenti), anche nell’assicurazione della responsabilità civile, la quale rientra nell’ambito dell’assicurazione contro i danni, ferma però restando, in questa ipotesi, la necessità di utilizzare, come base di riferimento per il “quantum” di detta rivalsa, il parametro della somma assicurata (così adeguando il diverso criterio che la norma contempla con riferimento al solo caso dell’assicurazione contro i danni alle cose).

(Nella specie, stipulato un contratto di assicurazione per la responsabilità civile nella sua qualità di proprietario di una villa con annesso parco, l’assicurato, dopo che qualche albero si era abbattuto sulle proprietà limitrofe per le nevicate abbondanti e la forte ventosità, aveva proceduto alla recisione di piante e di rami e all’ancoraggio di altre piante pericolanti per evitare la produzione di danni affrontando una spesa di cui chiedeva il rimborso alla società assicuratrice.

Cassazione civile sez. I, 07/11/1991, n.11877

Le spese sostenute dall’assicurato

Le spese sostenute dall’assicurato per impedire l’avveramento del rischio oggetto dell’assicurazione, ovvero per limitarne gli effetti, costituiscono adempimento dell’obbligo di salvataggio, e debbono pertanto essere rifuse dall’assicuratore oltre il limite del massimale anche se rivelatesi infruttuose, a condizione che esse non siano state sconsiderate e conseguenti a condotta non conforme alla diligenza del buon padre di famiglia.

Cassazione civile sez. III, 28/01/2005, n.1749

Avviso del sinistro e obbligo di salvataggio

L’avviso del sinistro cui è tenuto l’assicurato è funzionale all’obbligo di salvataggio sancito dagli art. 1914 e 1915 c.c. dal che discende l’esclusione del diritto all’indennizzo ove la spedizione di tale avviso venisse effettuata quando le conseguenze del sinistro fossero divenute irreversibili e quindi nessuna possibilità di efficace intervento residuasse per l’assicuratore (fattispecie in tema di polizza di assicurazione con garanzia per mancato freddo).

Corte appello Genova, 27/10/1994

La rifusione delle spese spetta all’assicurato?

Nell’assicurazione di responsabilità civile, l’assicurato non ha diritto sempre e comunque alla rifusione da parte dell’assicuratore delle spese sostenute per resistere all’azione del terzo danneggiato, ai sensi dell’art. 1917, comma 3, c.c.; tale diritto deve infatti escludersi quando l’assicurato abbia scelto di difendersi senza averne l’interesse né potendone ritrarre utilità, ovvero in mala fede, ovvero abbia sostenuto spese sconsiderate.

L’obbligo di salvataggio di cui all’art. 1914 c.c. si applica anche al contratto di assicurazione della responsabilità civile, ed in tal caso impone all’assicurato di evitare di resistere al giudizio promosso contro di lui dall’assicurato, quando da tale resistenza non possa ricavare beneficio alcuno.

Cassazione civile sez. III, 19/03/2015, n.5479

Contratto di assicurazione per il rischio di furto

In tema di contratto di assicurazione per il rischio di furto, l’obbligo di salvataggio che incombe sull’assicurato comporta che questi debba adoperarsi con la diligenza del buon padre di famiglia per il recupero del bene rubato e che tale dovere permanga anche nel corso del giudizio intentato contro l’assicuratore per conseguire l’indennizzo. La valutazione del comportamento omissivo dell’assicurato integra un giudizio di fatto devoluto al giudice di merito, incensurabile in cassazione tranne che per vizio di motivazione.

(Fattispecie in cui l’assicurato, nonostante la segnalazione della compagnia assicuratrice che l’autovettura rubata trovavasi sottoposta a sequestro penale in Croazia, non si era attivato per il recupero).

Cassazione civile sez. III, 27/02/2002, n.2909

Obbligo di evitare o diminuire il danno e di salvataggio

La sussistenza della violazione, da parte dell’assicurato, dell’obbligo di salvataggio costituisce un accertamento di fatto riservato al giudice di merito, come tale incensurabile in sede di legittimità se congruamente motivato (in applicazione di tale principio, la Suprema Corte ha ritenuto congruamente motivata la decisione impugnata che, in tema di assicurazione del credito, aveva stimato scorretta e contraria all’obbligo di salvataggio la condotta dell’assicurato consistita nell’imputare il pagamento parziale ricevuto dal proprio debitore non già ai crediti più antichi e più onerosi, oggetto di copertura assicurativa, ma a quelli più nuovi e meno onerosi).

Cassazione civile sez. III, 22/06/2007, n.14579

Diritto autonomo ed indipendente dal credito indennitario

L’art. 1914 c.c., il quale, in tema di assicurazione contro i danni, fa carico all’assicurato, a partire dal momento del verificarsi del sinistro ovvero dell’inizio dell’azione che lo generi, di attivarsi per evitare o diminuire il danno (c.d. obbligo di salvataggio), con diritto di rivalersi nei confronti dell’assicuratore delle spese a tale scopo affrontate (diritto autonomo ed indipendente dal credito indennitario), trova applicazione, in difetto di espressa deroga ed alla luce della sua “ratio” (consistente nella tutela di un interesse comune ai due contraenti), anche nell’assicurazione della responsabilità civile, la quale rientra nell’ambito dell’assicurazione contro i danni, ferma però restando, in questa ipotesi, la necessità di utilizzare, come base di riferimento per il “quantum” di detta rivalsa, il parametro della somma assicurata (così adeguando il diverso criterio che la citata norma contempla con riferimento al solo caso dell’assicurazione contro i danni alle cose).

Cassazione civile sez. III, 14/06/2007, n.13958

Ritardo dell’assicuratore nell’attività di accertamento del sinistro

L’omesso ricorso, da parte dell’assicurato ed a seguito del verificarsi del sinistro, allo strumento dell’accertamento tecnico preventivo ex art. 696 c.p.c. configura una sostanziale inosservanza dell’obbligo di salvataggio gravante sull’assicurato ai sensi dell’art. 1914 c.c., anche nel quadro di una interpretazione − coerente con il generale equilibrio del rapporto contrattuale e con i principi di correttezza e buona fede che devono orientare le condotte delle parti nei rapporti contrattuali − della clausola del contratto assicurativo che fa obbligo all’assicurato di “conservare le tracce ed i residui del sinistro sino alla liquidazione del danno”.

Cassazione civile sez. III, 11/06/2008, n.15458

Violazione dell’obbligo di salvataggio incombente sull’assicurato

L’eccezione di violazione dell’obbligo di salvataggio incombente sull’assicurato, tardivamente sollevata dalla compagnia assicuratrice in primo grado e rimasta assorbita nella decisione di prime cure, laddove riproposta in appello, non può essere esaminata per il carattere di novità della stessa, da considerarsi eccezione in senso stretto, come tale sottoposta al regime preclusivo di cui all’art. 345 c.p.c.

Tribunale Marsala, 23/11/2004

Il comportamento dell’assicurato al momento della stipula del contratto

In tema di cd. obbligo di salvataggio ex art. 1914 c.c., mentre il dovere di evitare il danno si concretizza in un contegno commissivo od omissivo che si colloca utilmente nella fattispecie potenzialmente causativa del danno, valendo ad evitarlo, quello di diminuire il danno si riferisce ad un azione od omissione che, inserendosi nella serie causale quando il pregiudizio già si è determinato, ne impedisce la crescita ulteriore, sicché non è riconducibile all’ipotesi dell’art. 1914 c.c. un eventuale comportamento assunto dall’assicurato in sede di stipulazione del contratto, il quale può rilevare, invece, ai sensi dell’art. 1893 o dell’art. 1898 c.c.

Cassazione civile sez. III, 21/07/2016, n.14992


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