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Accesso alla spiaggia: ultime sentenze

10 Luglio 2020
Accesso alla spiaggia: ultime sentenze

Opere funzionali alla fruizione del mare realizzabili entro 150 metri dalla battigia; reato di abusiva occupazione di spazio demaniale marittimo; qualificazione giuridica di un bene come appartenente al demanio marittimo; parti assoggettate al libero accesso anche all’interno del lido privato.

Accesso al mare: rimozione di un cancelletto

Non merita accoglimento il ricorso col quale i condomini di uno stabile, avventori di uno stabilimento balneare abbiano esercitato azione di spoglio per intervenuta modifica dello stato dei luoghi chiedendo la rimozione di un cancelletto che, regolarmente posto dai titolari dell’esercizio commerciale contiguo a quello utilizzato, ne impedisca loro l’accesso diretto. Il cancelletto, infatti, non impedisce l’accesso al mare quindi l’uso pubblico del bene demaniale, fruibile attraverso altra entrata.

Tribunale Savona, 27/05/2009

Opere funzionali alla fruizione del mare

L’art. 15 lett. a) l. rg. n. 78/1976 — nella parte in cui ammette la realizzazione entro 150 m dalla battigia di opere funzionali alla fruizione del mare — è stata più volte vagliata dalla giurisprudenza siciliana, che non ha mai aderito ad una interpretazione strettamente letterale della disposizione, che — se intesa in modo restrittivo — avrebbe finito con l’ammettere soltanto la realizzazione di manufatti idonei a garantire l’accesso diretto al mare (e cioè pontili per imbarcazioni, piattaforme di accesso per bagnanti, ecc.).

Al contrario, il concetto di «fruizione del mare» è stato inteso in senso per certi versi ampio, comprensivo delle opere e dei manufatti che rendono più comodo, agevole, completo o confortevole l’utilizzo del mare per finalità varie (balneazione, pesca, nautica da diporto, ecc.). In tale ottica si inquadrano le decisioni che hanno ritenuto assentibili gli stabilimenti balneari, i pontili, i porti, le darsene, i ricoveri dei natanti.

È stata, invece, ritenuta contrastante col divieto di edificazione posto dalla legge regionale ogni opera che abbia solo una relazione indiretta con la fruizione del mare, nel senso che l’allocazione in prossimità del mare risulti meramente accidentale e occasionale, e non sia inerente all’attività esercitata; in quest’ottica, si è esclusa la possibilità di realizzare in zona di divieto complessi alberghieri, gazebi e tettoie a servizio di un ristorante, strutture di ristorazione e bar privi di accesso al mare ed alla balneazione, cavalcavia pedonale in direzione della spiaggia.

T.A.R. Catania, (Sicilia) sez. I, 03/09/2019, n.2106

Recinzione di un accesso diretto alla spiaggia

Opere consistenti in modifiche della sistemazione di un’area aperta al pubblico, mediante la recinzione di un accesso diretto alla spiaggia e la rimozione di un camminamento lastricato, richiedono la licenza del sindaco.

T.A.R., (Veneto), 28/09/1978, n.814

Vincolo di inedificabilità nella fascia di rispetto costiera

L’art. 15, lett. a) della L.R. 78/1976 — nella parte in cui consente di realizzare entro 150 m dalla battigia opere funzionali alla fruizione del mare — ammette, oltre alla realizzazione di manufatti idonei a garantire l’accesso diretto al mare (e cioè pontili per imbarcazioni, piattaforme di accesso per bagnanti, ecc.), anche le opere e i manufatti che rendono più comodo, agevole, completo o confortevole l’utilizzo del mare per finalità varie (balneazione, pesca, nautica da diporto, ecc.), risultando così assentibili gli stabilimenti balneari, i pontili, i porti, le darsene, i ricoveri dei natanti.

È, invece, contrastante col divieto di edificazione posto dalla legge regionale ogni opera che abbia solo una relazione indiretta con la fruizione del mare, nel senso che l’allocazione in prossimità del mare risulti meramente accidentale e occasionale, e non sia inerente all’attività esercitata; in quest’ottica, deve escludersi la possibilità di realizzare in zona di divieto di: complessi alberghieri; gazebi e tettoie a servizio di un ristorante; strutture di ristorazione e bar privi di accesso al mare ed alla balneazione; cavalcavia pedonale in direzione della spiaggia.

T.A.R. Catania, (Sicilia) sez. IV, 07/03/2019, n.450

Abusiva occupazione di spazio demaniale marittimo

Il reato di abusiva occupazione di spazio demaniale marittimo (artt. 54 e 1161 cod. nav.) è configurabile anche in mancanza di un esplicito atto di destinazione demaniale del bene, derivando la demanialità dalle caratteristiche intrinseche di quest’ultimo, sicché, se esso è compreso nelle categorie previste dall’art. 28 cod. nav. e sia adibito ad usi attinenti alla navigazione, rientra nel demanio marittimo.

(In motivazione la Corte, in una fattispecie in cui un manufatto risultava posto direttamente su una scogliera insistente sull’arenile con accesso diretto al mare, ha ulteriormente affermato che la natura demaniale non deve essere necessariamente stabilita sulla base delle risultanze catastali).

Cassazione penale sez. III, 27/10/2011, n.46351

Albergo di categoria inferiore di quella prevista

Il “tour operator” è tenuto al risarcimento del danno non patrimoniale subito dai turisti, acquirenti del pacchetto turistico, hanno ricevuto una prestazione diversa e qualitativamente peggiore di quella dedotta in contratto, salva la prova dell’impossibilità dell’esatto adempimento da parte del “tour operator” (nella specie i turisti erano stati alloggiati in un albergo di categoria inferiore di quella prevista, sita fuori centro e senza accesso diretto al mare, come pure invece previsto).

Giudice di pace Casoria, 05/03/2006

Giardino solarium con accesso diretto al mare

La pubblica amministrazione preposta all’adozione di un atto ablatorio (nel caso di specie espropriazione su istanza di un albergatore di area attigua ad albergo per la realizzazione, a favore di quest’ultimo, di un giardino solarium con accesso diretto al mare) non può limitarsi al mero riscontro formale in ordine al possesso dei requisiti di ordine soggettivo ed oggettivo legittimanti la proposizione della richiesta di esproprio, ma deve verificare, alla luce della vigente legislazione e richiamandosi ad un principio di ragionevolezza, quali effetti determinerebbe – ove concesso – il provvedimento de quo e quali potrebbero essere le sue incidenze sull’assetto del territorio (nel caso di specie l’albergo di cui si chiedeva l’ampliamento attraverso procedura espropriativa era frutto di abuso edilizio non suscettibile di sanatoria).

Consiglio di Stato sez. IV, 24/09/1997, n.1009

L’apertura di una strada di accesso al mare

Rientrano nella previsione delle norme urbanistiche e richiedono la concessione dell’autorità comunale non solo i manufatti tradizionalmente compresi nelle attività murarie, ma anche le opere di qualsiasi genere con cui si operi nel suolo, mirando le norme urbanistiche alla tutela complessiva ed armonica dell’ambiente e dei centri abitati, nonché di una serie di interessi collettivi artistici, architettonici, geologici, ecc.

(Nella specie, è stata ritenuta illegittima l’apertura di una strada di accesso al mare, realizzata in zona paesaggistica, attraverso lo spianamento di rocce, mirante allo scopo di assicurare il ricovero dei natanti ed il passaggio diretto ad essi ed è stata esclusa l’applicabilità dell’amnistia).

Cassazione penale sez. III, 18/05/1979

Bene appartenente al demanio marittimo

Criterio determinante per verificare la qualificazione giuridica di un bene come appartenente al demanio marittimo è, in effetti, il profilo naturalistico, costituito dalla natura geomorfologica del terreno, unitamente a quello finalistico funzionale, collegato all’attitudine del bene a realizzare il pubblico uso del mare.

Il corretto svolgimento da parte della Regione e del Comune di funzioni amministrative inerenti alla pianificazione idrogeologica ed alla materia di protezione civile comportano a carico degli amministratori degli Enti locali obblighi di controllo circa il sicuro accesso alla spiaggia dalla terraferma, non elisi dalla riserva allo Stato di funzioni amministrative sulle aree destinate ad uso pubblico inerente ai diversi di difesa e sicurezza nazionale identificate con Dpcm 21 dicembre 1995.

In materia di protezione civile, la prevenzione è strettamente legata all’individuazione di fenomeni e allo studio delle loro cause, quali anelli imprescindibili della catena che conduce alla tutela dell’incolumità pubblica.

Cassazione penale sez. IV, 16/02/2018, n.14550

Concessione di una porzione di arenile demaniale al lido 

La concessione di una porzione dell’arenile demaniale al lido privato, da un lato, non esaurisce e non esclude la necessità di consentire l’accesso a quelle parti della stessa spiaggia data in concessione che restano di libera fruizione (a titolo esemplificativo, la battigia); dall’altro, gli utenti ben possono, utilizzando le parti assoggettate al libero accesso anche all’interno del lido privato, raggiungere la c.d. spiaggia libera.

D’altro canto, deve considerarsi che l’Ente comunale non può escludere gli accessi pubblici solo perché questi conducono ad un « lido privato », in quanto l’estensione territoriale e temporale delle concessioni demaniali è soggetta a mutamento, sicché non può incidere, precludendole, sulle opere stabili che consentano l’accesso alla spiaggia agli utenti che non intendono fruire dei servizi privati.

T.A.R. Bari, (Puglia) sez. II, 14/06/2013, n.963

Richiesta di concessione per stabilimento balneare

Quando valuta una richiesta di concessione per la realizzazione di uno stabilimento balneare, l’amministrazione deve considerare la situazione del tratto di arenile oggetto della stessa, garantendo in ogni caso che sia salvaguardata l’esigenza della sua libera generale fruizione e della sua destinazione ad uso pubblico, nel rispetto del diritto soggettivo dell’utente di godere del bene marittimo con accesso libero alla spiaggia onde posizionarsi, a suo piacimento, ovunque intenda godere dell’ambiente balneare, senza dovere subire condizionamenti o preclusioni di sorta dovuti alla presenza in loco di eventuali strutture offerte da terzi, volte evidentemente a conseguire utilità economiche in relazione ai vari servizi resi disponibili.

Ciò, a maggior ragione, nelle ipotesi in cui la sottrazione di ulteriori tratti di costa al godimento libero ed immediato con la creazione delle strutture previste nel progetto allegato alla domanda di concessione non risponde all’interesse pubblico.

Consiglio di Stato sez. VI, 31/05/2006, n.3313

Strade vicinali: uso stagionale per l’accesso alla spiaggia

Perché una strada possa rientrare nella categoria delle vicinali pubbliche, devono sussistere: 1) il passaggio esercitato “iure servitutis publicae” da una collettività di persone qualificate dall’appartenenza ad una comunità territoriale; 2) la concreta idoneità della strada a soddisfare esigenze di generale interesse, anche per il collegamento con la pubblica via; e 3) il titolo valido a sorreggere l’affermazione del diritto di uso pubblico, che può identificarsi anche nella protrazione dell’uso stesso da tempo immemorabile (nella specie, è stata riconosciuta la natura di vicinali a strade, non comprese negli elenchi delle vie pubbliche, ma gravate da uso pubblico ultraventennale accertato dai giudici, in considerazione del fatto che esse, pur rientrando in aree lottizzate fin dal 1978, non recano cancelli, sbarre o altre limitazioni di accesso, sono collegate alle locali strade vicinali ed appaiono soggette ad un uso stagionale per l’accesso alla spiaggia da parte di una collettività indeterminata di possibili utenti).

Consiglio di Stato sez. V, 04/02/2004, n.373



2 Commenti

  1. A proposito di accesso alla spiaggia, ora con questo Coronavirus ci sono delle regole da seguire nei lidi come misurazione della temperatura corporea, uso della mascherina, distanziamento sociale… Insomma, si cerca anche di andare a fare il bagno con poca gente in acqua…

  2. Per accedere alla spiaggia in cui vanno alcuni miei amici che hanno la casa in una zona residenziale, ci sono le scalette che collegano i parcheggi all’accesso in spiaggia…Tuttavia, si può arrivare a quella porzione di spiaggia attraverso il mare. Dopo una scogliera, se si vuole si può arrivare lì tranquillamente e non c’è nella che separa la spiaggia pubblica a quella privata, con tanto di ombrelloni e sdraio di cui ovviamente usufruiscono solo coloro che abitano in quel quartiere…

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