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Lido mare: ultime sentenze

13 Luglio 2020
Lido mare: ultime sentenze

Diritto ad accedere liberamente alla spiaggia senza imposizione di oneri economici; appartenenza di un determinato bene al demanio naturale e potere-dovere del giudice di accertare i suoi caratteri obiettivi; furto, sottrazione o asportazione della sabbia o della ghiaia.

Lido del mare

Mentre il lido del mare è quella porzione di riva a contatto diretto con le acque del mare da cui resta normalmente coperta per le ordinarie mareggiate, sicché ne riesce impossibile ogni altro uso che non sia quello marittimo, la spiaggia comprende non solo quei tratti di terra prossimi al mare, che siano sottoposti alle mareggiate straordinarie, ma anche l’arenile, cioè quel tratto di terraferma che risulti relitto dal naturale ritirarsi delle acque, restando idoneo ai pubblici usi del mare, anche se in via soltanto potenziale e non attuale.

Ne deriva che il lido e la spiaggia sono naturalmente e necessariamente inclusi nel demanio marittimo, a differenza dell’arenile, che presuppone l’attitudine potenziale a realizzare i pubblici usi del mare.

Cassazione civile sez. I, 01/04/2015, n.6619

Gestione del lido marino

Il mare territoriale è cosa distinta dal lido marino, il quale soltanto rientra nel demanio marittimo e può formare oggetto di proprietà. Ne consegue che il mare, di per sé, non può costituire cosa suscettibile di “custodia” ai sensi dell’art. 2051 cod. civ., né è invocabile nei confronti della P.A., cui la legge affidi la gestione del lido marino, la relativa presunzione di responsabilità.

Cassazione civile sez. III, 23/05/2014, n.11532

Qualora venga in discussione l’appartenenza di un determinato bene, nella sua attuale consistenza, al demanio naturale, il giudice ha il potere-dovere di controllare e accertare con quali caratteri obiettivi esso si presenti al momento della decisione giudiziale, sicché, nel caso in cui un bene acquisisca la connotazione di lido del mare, inteso quale porzione di riva a contatto diretto con le acque del mare da cui resta normalmente coperta per le ordinarie mareggiate, ovvero di spiaggia (ivi compreso l’arenile), che comprende quei tratti di terra prossimi al mare, che siano sottoposti alle mareggiate straordinarie, esso assume i connotati naturali di bene appartenente al demanio marittimo necessario, indipendentemente da un atto costitutivo della Pa o da opere pubbliche sullo stesso realizzate, mentre il preesistente diritto di proprietà privata subisce una corrispondente contrazione, fino, se necessario, alla totale eliminazione, sussistendo, ormai, quei caratteri che, secondo l’ordinamento giuridico vigente, precludono che il bene possa formare oggetto di proprietà privata.

Cassazione civile sez. II, 22/10/2019, n.26877

L’estrazione di sabbia dal lido del mare

L’estrazione di sabbia dal lido del mare integra il reato di furto, risultando in proposito irrilevante il volume di sabbia asportato, a meno che non si tratti di quantitativi irrisori, come quelli per esempio utilizzati per l’esplicazione di attività ricreative. Inoltre, tale tipo di sottrazione integra sia l’aggravante dell’esposizione alla pubblica fede, sia della destinazione alla pubblica utilità, posto che il prelievo di tale materiale lede la pubblica utilità e fruibilità dei lidi marini.

Cassazione penale sez. IV, 14/02/2019, n.11158

Demanio marittimo: la conformazione

Il demanio marittimo, cui appartengono quali beni naturali il lido del mare e la spiaggia, ha, a causa della continua azione delle correnti marine sulle coste, una conformazione mutevole. Proprio a causa di tale naturale mutevolezza il codice della navigazione all’art. 32 prevede in capo alla autorità marittima un potere di accertamento della esatta delimitazione delle aree demaniali da esercitarsi, anche d’ufficio, in contraddittorio con i privati proprietari.

Pertanto, in presenza di elementi concreti d’incertezza del confine tra l’area demaniale e la proprietà privata è onere dell’Amministrazione, prima di adottare l’ingiunzione di sgombero, procedere alla delimitazione del confine demaniale ai sensi dell’art. 32 cod. nav., essendo sufficiente l’indicazione catastale solo in assenza di detti elementi.

T.A.R. Catania, (Sicilia) sez. III, 22/07/2015, n.1970

Furto sabbia o ghiaia dal lido del mare

In tema di furto, la sottrazione o asportazione della sabbia o della ghiaia dal lido del mare o dal letto dei fiumi determina la configurabilità concorrente, ai sensi dell’art. 625 n. 7 c.p., sia della circostanza aggravante dell’esposizione della cosa alla pubblica fede, sia di quella della destinazione della cosa a pubblica utilità, giacché il prelievo del materiale lede, attraverso il danno idrogeologico all’arenile, la pubblica utilità dei fiumi o la fruibilità dei lidi marini.

Cassazione penale sez. IV, 26/05/2009, n.26678

Cos’è incluso nel demanio marittimo?

Nel demanio marittimo è incluso, oltre il lido del mare e la spiaggia, anche l’arenile, ovvero quel tratto di terraferma che risulti relitto dal naturale ritirarsi delle acque, e la sua natura demaniale – derivante dalla corrispondenza con uno dei beni normativamente definiti negli art. 822 c.c. e 28 c.nav. – permane anche qualora una parte di esso sia stata utilizzata per realizzare una strada pubblica, non implicando tale evento la sua sdemanializzazione, così come la sua attitudine a realizzare i pubblici usi del mare non può venir meno per il semplice fatto che un privato abbia iniziato ad esercitare su di esso un potere di fatto, realizzandovi abusivamente opere e manufatti.

Cassazione civile sez. II, 11/05/2009, n.10817

Lido e parte di spiaggia prossima al mare

Sia il lido del mare, inteso quale porzione di riva che si trova a contatto diretto con le acque del mare e che da esse viene coperta in occasione delle mareggiate ordinarie, sia quella parte di spiaggia sottoposta alle mareggiate straordinarie, fanno parte del demanio marittimo, indipendentemente dal concreto accertamento della funzione pubblica svolta.

Cassazione civile sez. I, 09/07/2014, n.15598

Attività connessa alla fruizione del mare

Il lido del mare e la spiaggia sono riconducibili alla categoria dei beni pubblici, finalizzati a soddisfare interessi della collettività ed appartengono al demanio dello Stato o di altri enti pubblici territoriali, ai sensi dell’art. 822 c.c. Per tali peculiarità, la spiaggia — comprensiva di tratti di terra prossimi al mare e dell’arenile — presenta una naturale vocazione all’uso generale implicita nella destinazione, inerente i cd. “usi del mare”, tra cui rientra la balneazione, che costituisce una sorta di diritto pubblico soggettivo, attribuito ai componenti della collettività, non solo “uti cives”, ma anche “uti homine”, esperibile “erga omnes” (anche nei riguardi dell’Ente cui i beni appartengono), il cui contenuto si esplica, principalmente, nel diritto ad accedere liberamente alla spiaggia senza imposizione di oneri economici, di potersi posizionare ovunque, senza preclusioni, di godere dell’habitat marino e di non dover utilizzare strutture offerte da terzi, che intendono ritrarre utilità economiche dall’offerta di vari servizi. Si tratta, dunque, di una facoltà di godimento connessa con il diritto alla salute, tutelato dall’art. 32 cost., nonché con esigenze anche di natura “spirituale ed estetica”.

In quest’ottica, la possibilità di concedere ad un privato un bene appartenente al demanio marittimo per lo svolgimento di un’attività connessa alla fruizione del mare, in conformità all’interesse pubblico, sottraendola, in tal modo, al libero godimento della collettività, va considerata come una ipotesi eccezionale, rimessa all’attività discrezionale in capo alla p.a., che giammai può trasmutare in un obbligo, con conseguente attribuzione di un diritto soggettivo in capo al privato richiedente.

T.A.R. Catanzaro, (Calabria) sez. I, 27/03/2012, n.333

L’obbligo di accedere alle richieste dei privati

Il lido del mare ed in particolare la battigia non devono essere necessariamente mantenuti liberi e fruibili da chiunque appartiene alla comunità, ciò non comporta automaticamente l’obbligo di accedere alle richieste dei privati sempre e comunque, quale che sia la situazione in concreto data; sicché il rifiuto può considerarsi legittimo se la valutazione dell’amministrazione sia stata effettuata in concreto e che i suoi contenuti siano stati idonei a sorreggere la determinazione recettiva.

T.A.R. Salerno, (Campania) sez. II, 24/11/2009, n.6918

La ctu e la natura demaniale di un terreno

Mentre il lido del mare è quella porzione di riva a contatto diretto con le acque del mare da cui resta normalmente coperta per le ordinarie mareggiate, sicché ne riesce impossibile ogni altro uso che non sia quello marittimo, la spiaggia comprende non solo quei tratti di terra prossimi al mare, che siano sottoposti alle mareggiate straordinarie, ma anche l’arenile cioè quel tratto di terraferma che risulti relitto dal naturale ritirarsi delle acque, restando idoneo ai pubblici usi del mare, anche se in via soltanto potenziale e non attuale.

Pertanto, perché l’arenile sia compreso nel demanio marittimo non è sufficiente che sia derivato dall’abbandono del mare, ma è necessario che non abbia perso l’attitudine potenziale a realizzare i pubblici usi del mare. L’accertamento di tale circostanza in giudizio deve essere effettuato con riferimento alla situazione di fatto esistente al momento della decisione, mentre i titoli esibiti dalle parti possono costituire soltanto utili e concreti elementi di giudizio, liberamente apprezzabili dal giudice.

(Nella specie la S.C. ha confermato la sentenza impugnata che aveva escluso la natura demaniale di un terreno sulla scorta della descrizione dei luoghi contenuta in una consulenza tecnica d’ufficio, avvalorata da un verbale di delimitazione della zona del demanio marittimo, pur non approvato dal direttore marittimo, dal quale risultava che detto terreno non apparteneva al demanio).

Cassazione civile sez. I, 30/07/2009, n.17737

More di approvazione del piano delle spiagge

Nelle more dell’approvazione del piano delle spiagge, il lido del mare e in particolare la battigia non devono essere necessariamente mantenuti liberi e fruibili da chiunque appartiene alla comunità, ma è anche vero che ciò non comporta al contrario l’obbligo di accedere alle richieste dei privati sempre e comunque, quale che sia la situazione in concreto data. La mancata definizione degli strumenti di programmazione, quindi, non può di per sé sola frapporsi ad una ponderata valutazione delle domande dei privati e precludere, sempre di per sé sola, il rilascio di concessioni, sia pure condizionate. Per rendere legittimo il rifiuto occorrerà, quindi, che la valutazione sia stata effettuata in concreto e che i suoi contenuti siano idonei a sorreggere la determinazione reiettiva.

T.A.R. Napoli, (Campania) sez. VII, 05/06/2009, n.3092

La sdemanializzazione dei beni appartenenti al demanio marittimo

Ai sensi dell’art. 35 cod. nav., la sdemanializzazione dei beni appartenenti al demanio marittimo richiede un formale provvedimento della competente autorità avente efficacia costitutiva e non può avvenire “per facta concludentia”.

(Nella specie, la S.C. ha cassato la sentenza di merito, ritenendo che la natura demaniale di un bene non venisse meno per il semplice fatto che il terreno non facesse parte della spiaggia, né del lido del mare, trattandosi di circostanze insufficienti ad escludere definitivamente l’attitudine a consentire in futuro usi pubblici del mare).

Cassazione civile sez. I, 09/06/2014, n.12945

Lido: è la porzione del territorio a contatto diretto con le acque del mare

Mentre il lido del mare è quella porzione del territorio che arriva a contatto diretto con le acque del mare, da cui resta normalmente coperta per le ordinarie mareggiate, sicché ne riesce impossibile ogni altro uso che non sia quello marittimo, la spiaggia (art. 822 c.c., art. 28 c. nav.) è costituita non solo da quei tratti di terra prossimi al mare, che siano sottoposti alle mareggiate straordinarie, ma anche dall’arenile, cioè da quel tratto di terraferma che risulti relitto dal naturale ritirarsi delle acque restando idoneo ai pubblici usi del mare, anche se in via soltanto potenziale e non attuale.

T.A.R. Cagliari, (Sardegna) sez. I, 09/02/2012, n.109



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2 Commenti

  1. Penso che quest’anno avranno difficoltà i lidi a causa del Coronavirus. Molte prenotazioni saranno ridotte o annullate. La gente ha paura e non ci va al mare…E comunque si ridurranno gli assembramenti…

  2. Non vedo l’ora di andare al mare dopo questo lockdown. E sicuramente andare in un lido in cui ho tutto a disposizione mi farà comodo, senza avere il pensiero di portare sedia e ombrellone.

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