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Un dipendente pubblico cat. C può essere nominato RUP?

20 Giugno 2020
Un dipendente pubblico cat. C può essere nominato RUP?

È lecito che il dirigente dell’ente locale per il quale lavoro come dipendente di cat. C nomini responsabile del procedimento me anziché funzionari di cat. D?

I criteri di nomina del Responsabile Unico del Procedimento (RUP) possono essere diversi a seconda che il procedimento sia relativo a un contratto pubblico oppure no.

In generale, infatti, la L. 241/1990 sul procedimento amministrativo attribuisce al dirigente dell’unità organizzativa competente per un dato procedimento il potere/dovere di assegnare a sé o ad altro dipendente addetto all’unità il ruolo di responsabile per quel procedimento, che comporta lo svolgimento dell’attività istruttoria e di ogni altro adempimento procedimentale nonché, eventualmente, l’emanazione del provvedimento finale.

La legge sul procedimento amministrativo trova applicazione anche all’attività espletata dagli enti locali, infatti l’art. 29 dispone:

  • al comma 2, che regioni ed enti locali sono tenuti a osservare le garanzie del cittadino nei riguardi dell’azione amministrativa, così come definite dai princìpi stabiliti dalla medesima legge;
  • al comma 2-bis, che alcuni principi fondamentali in essa contenuti (tra i quali, appunto, l’obbligo di individuare il responsabile del procedimento) rientrano tra i livelli essenziali delle prestazioni da garantire – secondo l’art. 117 Cost. – su tutto il territorio nazionale;
  • al comma 2-quater, che regioni ed enti locali, nel disciplinare i propri procedimenti amministrativi, devono predisporre garanzie non inferiori a quelle stabilite dalle disposizioni relative ai livelli essenziali delle prestazioni, tra le quali, dunque, quelle richiamate dall’art. 2-bis.

Peraltro, la L. 241/1990 non indica i criteri in base ai quali il dirigente dell’unità organizzativa dovrebbe nominare il responsabile del procedimento.

Il silenzio della norma su questo punto – che già, di per sé, farebbe propendere per un grado abbastanza elevato di discrezionalità del dirigente nella nomina del RUP – va interpretato unitamente all’Allegato 10 del CCNL del 31/3/1999, relativo al personale del comparto Regioni-Autonomie locali. L’allegato in questione, infatti, nel descrivere l’attività di competenza dei dipendenti appartenenti alle categorie C e D, fa riferimento, in entrambi i casi, all’espletamento di attività istruttoria in ambito amministrativo. In particolare, viene considerato inquadrabile nella categoria C tra gli altri, il lavoratore che svolge attività istruttoria nel campo amministrativo, tecnico e contabile, curando, nel rispetto delle procedure e degli adempimenti di legge e avvalendosi delle conoscenze professionali tipiche del profilo, la raccolta, l’elaborazione e l’analisi dei dati.

Dunque, con riferimento ai procedimenti amministrativi che non attengono alla stipula di contratti pubblici, può dirsi che il dirigente dell’unità organizzativa competente ha la facoltà di assegnare il ruolo di responsabile del procedimento anche a dipendenti di categoria C.

La figura del RUP nell’ambito dei contratti pubblici presenta indubbiamente un profilo più articolato. Egli, infatti, deve possedere ampie competenze tecniche e giuridiche, dovendo gestire l’intero procedimento contrattuale sia nella sua fase pubblicistica sia, almeno in certi casi, nella fase civilistica dell’esecuzione del contratto.

In effetti, a fronte del silenzio della L. 241/1990 – di cui si diceva poco sopra – circa i criteri da osservare nella nomina del RUP, l’art. 31 del codice dei contratti pubblici prevede che il responsabile del procedimento venga individuato tra i dipendenti di ruolo addetti all’unità organizzativa competente, dotati del necessario livello di inquadramento giuridico in relazione alla struttura della pubblica amministrazione e di competenze professionali adeguate in relazione ai compiti per cui è nominato.

Pertanto, l’obiettiva complessità – nell’ambito dei contratti pubblici – dei compiti assegnati al responsabile del procedimento, da un lato, nonché, dall’altro, il preciso riferimento, da parte dell’art. 31 del codice dei contratti pubblici, alla necessità di conferire l’incarico di RUP a un soggetto dotato di competenze professionali adeguate alla funzione da ricoprire, porta a concludere che, in presenza di personale appartenente alla categoria D degli enti locali, il dirigente non potrà prescegliere un dipendente di categoria C per quel ruolo, se non sulla scorta di un’adeguata motivazione.

D’altronde, anche se si ritenesse che il dirigente, nella scelta del RUP, eserciti un potere discrezionale, egli dovrebbe, in ogni caso, fondare la sua azione su criteri di opportunità e buona amministrazione, tali da rendere in ogni caso necessario l’affidamento dell’incarico di responsabile del procedimento a un dipendente di categoria D.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avvocato Massimo Coppin



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