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Vincere l’impugnazione della cartella di pagamento sfruttando l’inefficienza del fisco

29 ottobre 2013


Vincere l’impugnazione della cartella di pagamento sfruttando l’inefficienza del fisco

> Diritto e Fisco Pubblicato il 29 ottobre 2013



Non basta la copia: necessario produrre in giudizio l’originale dell’avviso di ricevimento della raccomandata che era stata spedita al contribuente con l’avviso di accertamento.

 

L’ingiunzione di pagamento è nulla se il fisco non dimostra di aver prima spedito al contribuente, con raccomandata, l’accertamento fiscale. La prova di tale notifica può essere fornita solo producendo in giudizio l’avviso di ricevimento della relativa raccomandata. Senza tale documento tutta la procedura di riscossione è invalida.

Che significa questo? Facciamo un passo indietro.

Non poche volte il contribuente si riesce a salvare per il “rotto della cuffia” dagli accertamenti fiscali, sfruttando le inefficienze (e il disordine) dell’amministrazione. Così, basta che quest’ultima smarrisca, in qualche archivio, l’originale di un documento per perdere la causa iniziata dal contribuente. Ecco come.

Il cittadino, che riceve l’ingiunzione di pagamento del fisco, potrebbe contestarla davanti al giudice sostenendo di non aver mai ricevuto il precedente avviso di accertamento.

A questo punto, per dimostrare il contrario, l’amministrazione finanziaria ha una sola chance: depositare, davanti al giudice, l’avviso di ricevimento della raccomandata con cui è stato spedito il predetto avviso di accertamento.

Ma non basta una copia fotostatica di tale avviso di ricevimento: è necessario l’originale. Senza l’originale, infatti, il fisco perde la causa (venendo a mancare la prova certa della notifica dell’atto propedeutico).

A chiarire questa rigida interpretazione per il fisco (e favorevole al cittadino) è stata la Commissione Tributaria Regionale di Campobasso con una recente sentenza [1].

“Dalla documentazione in atti – si legge in sentenza – non risulta idoneamente provata l’avvenuta notifica degli avvisi di accertamento. Quest’ultimi, atti propedeutici alla ingiunzione di pagamento, devono essere portati a legale conoscenza degli interessati. La mancata notifica dell’atto impositivo comporta la nullità di tutti gli atti successivi”.

Se è vero che nel disordine c’è sempre un ordine, è anche vero che se il soggetto in questione è l’amministrazione, il contribuente ne ha tutto da guadagnare.

note

[1] CTR Campobasso sent. n. 33/2013.

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