Bonus affitti per più beneficiari

9 Giugno 2020 | Autore:
Bonus affitti per più beneficiari

I chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate sulla possibilità di accedere al credito d’imposta per locazioni di immobili ad uso non abitativo.

Si allarga la platea di beneficiari del bonus affitti introdotto dal Governo per aiutare chi è in difficoltà a pagare il canone di locazione di un immobile ad uso non abitativo a causa dell’emergenza coronavirus. Secondo gli ultimi chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate, il credito d’imposta disciplinato dal decreto Rilancio si può applicare ai canoni dello scorso mese di marzo per botteghe e negozi, sempre che non sia stato utilizzato per mancanza dei requisiti stabiliti dal Dl Cura Italia, la cui applicazione era più restrittiva.

In pratica, possono rientrare nel bonus molte delle situazioni rimaste finora escluse, come ad esempio gli affitti di azienda aventi ad oggetto almeno un immobile, i contratti di concessione e i contratti di servizi a prestazioni complesse.

Vengono superati dal Dl Rilancio anche i requisiti catastali sull’immobile affittato: se il Cura Italia limitava il beneficio fiscale ai canoni relativi ad immobile di categoria C1, ora il credito interessa la locazione di beni a uso non abitativo dovendo verificare, a tal proposito, il solo utilizzo effettivo che si fa dell’immobile.

Ma ci sono altre novità. All’inizio, restavano esclusi coloro che, nonostante la chiusura obbligatoria imposta dai decreti Covid, hanno potuto continuare la propria attività in quanto considerata essenziale. Il che aveva creato qualche situazione dubbia, ad esempio tra chi, pur gestendo un’attività essenziale, aveva deciso di tenere la bottega chiusa oppure tra chi era a capo di una multiattività con codici Ateco che in parte rientravano nell’agevolazione e in parte no.

L’Agenzia delle Entrate precisa ora che in questi casi si può accedere al credito d’imposta introdotto dal Dl Rilancio, pur rispettando le condizioni stabilite dal decreto stesso, come il limite di compensi e ricavi di 5 milioni di euro per il 2019 ed il calo del fatturato o dei corrispettivi di almeno il 50% nel mese di marzo 2020 rispetto allo stesso mese dell’anno precedente.

Per le strutture turistico-ricettive stagionali, questo credito d’imposta si applica per i mesi di aprile, maggio e giugno.



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