Imu: i limiti alla proroga dell’acconto

9 Giugno 2020 | Autore:
Imu: i limiti alla proroga dell’acconto

Il Comune può posticipare il versamento in scadenza il 16 giugno, ma non per la quota statale prevista per i fabbricati D. Che succede con le sanzioni.

La giunta comunale può posticipare il pagamento dell’acconto Imu (in scadenza martedì 16 giugno) con una delibera che deve essere poi ratificata dal consiglio comunale. Ma non può prorogare il termine per il versamento della quota statale per i fabbricati D, poiché non di competenza degli enti locali. Così come non può togliere eventuali sanzioni e interessi relativi a questa quota se non c’è una disposizione statale che lo consenta. Lo ha chiarito il ministero dell’Economia e delle Finanze.

Il Mef specifica che i Comuni possono permettere ai cittadini di conoscere in anticipo, rispetto alla scadenza di legge, le proprie decisioni. La delibera dovrà poi essere necessariamente ratificata dal consiglio comunale che dovrà pronunciarsi entro il 31 luglio, termine di approvazione dei bilanci di previsione.

Non è invece possibile delegare alla giunta comunale l’approvazione delle aliquote, seppure con deliberazione consiliare, poiché priva di questo potere. delegare un potere ad un soggetto che istituzionalmente ne è privo.

Per ciò che riguarda l’Imu, la legge stabilisce le scadenze di versamento in deroga ai poteri regolamentari. Significa che quelle scadenze non sono modificabili. Ciò nonostante, la stessa legge consente di prorogare i termini se ci sono della «situazioni particolari», come lo è l’emergenza coronavirus in corso. Il che vuol dire che i Comuni possono certamente posticipare la scadenza del 16 giugno, ma non con riferimento alla quota statale sui fabbricati di categoria catastale D. Tale quota, pari allo 0,76%, è di competenza dell’Erario e non degli Enti locali. In altre parole: se anche un Comune decidesse di prorogare il termine per il pagamento dell’acconto Imu, quella quota va comunque pagata entro il 16 giugno.

Per quanto concerne, invece, le sanzioni e gli interessi per i ritardi nei pagamenti, il Ministero ricorda che i Comuni non hanno la facoltà di eliminarle. Possono sì ridurle ma non azzerarle. Questo secondo il Mef, anche se in realtà la legge consente agli Enti locali di deliberare delle circostanze esimenti, ciò significa che, di fronte ad una situazione particolare, un Comune può decidere di non applicare alcuna sanzione.



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