Arriva la sanatoria sui contanti non dichiarati

9 Giugno 2020 | Autore:
Arriva la sanatoria sui contanti non dichiarati

Ecco in che cosa consiste il condono proposto per chi custodisce in casa o nelle cassette di sicurezza dei soldi guadagnati in nero.

Una bella sbiancata ai soldi guadagnati in nero e tenuti in una cassetta di sicurezza, lontani dallo sguardo indiscreto del Fisco. Ecco una delle proposte contenute nel piano per il rilancio dell’Italia consegnato al Governo dalla task force presieduta da Vittorio Colao. In pratica, una sanatoria sui contanti non dichiarati, detta anche voluntary disclosure, che consentirebbe di utilizzare i proventi del condono per finanziare degli interventi sulla scuola e sulle nuove infrastrutture.

Il piano triennale elaborato dal comitato di Colao ricalca delle vecchie proposte mai attuate finora. Ad esempio, l’introduzione di un’imposta sostitutiva tra il 10% ed il 15% sui contanti occulti e l’obbligo di investire per 5 anni tra il 40% ed il 60% della somma custodita sotto il materasso o nelle cassette di sicurezza in strumenti a supporto del rilancio del Paese: scuole, infrastrutture, capitali di rischio della società di cui è azionista di controllo la persona che viene volontariamente allo scoperto.

Qual è il vantaggio di dichiarare al Fisco dei contanti guadagnati in nero o provenienti anche dal riciclaggio o dall’autoriciclaggio di denaro? Lo Stato assegnerebbe una sorta di punteggio (Colao lo chiama nel suo piano «requisito di coerenza») variabile a seconda della cifra emersa e della qualifica professionale e dell’attività del contribuente che viene allo scoperto. Se questo requisito viene riconosciuto, non si dovrà dare alcuna spiegazione circa la provenienza dei soldi. Altrimenti, toccherà raccontare come si è entrati in possesso del denaro, se si vuole avere degli sconti sul piano penale.

Il piano della task force di Colao prevede altre proposte nell’ambito della lotta all’evasione fiscale. Tra queste, la richiesta (il più insistente possibile) alle istituzioni europee di togliere dalla circolazione le banconote da 200 e da 500 euro. Quest’ultima, a dire la verità, non si stampa più dal gennaio dello scorso anno ma è tuttora valida.

Si suggerisce di incentivare l’uso della moneta elettronica con nuove deduzioni o detrazioni Irpef destinate ai consumatori per determinati pagamenti e con crediti di imposta e una riduzione dei costi del Pos per gli esercenti.

Si pensa, infine, alla creazione di una piattaforma per la gestione di tutti i crediti fiscali e non solo di quelli con la Pubblica Amministrazione, in modo da evitare che alcuni di questi crediti vengano persi.



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