Coronavirus: il primo volontario riceve l’anticorpo

9 Giugno 2020
Coronavirus: il primo volontario riceve l’anticorpo

Studio di fase I: il primo volontario riceve il farmaco sperimentale JS016 per il Covid-19 sviluppato dall’azienda farmaceutica Lilly.

Il primo volontario sano ha ricevuto, in uno studio di fase I, il secondo trattamento anticorpale (JS016) per Covid-19 sviluppato dall’azienda farmaceutica Lilly, sviluppato questa volta con Junshi Biosciences. Quest’ultima azienda sta conducendo il suo studio di fase I in Cina con Lilly per iniziare subito dopo lo studio di fase I negli Stati Uniti.

L’efficacia di JS016 sarà valutata sia come singolo agente che in combinazione con altri trattamenti anticorpali in pazienti con Covid-19. Se i risultati della fase I mostrano che l’anticorpo può essere somministrato in modo sicuro, le aziende inizieranno studi di fase 2 per valutarne l’efficacia. Questo farmaco sperimentale, denominato JS016, è stato co-sviluppato da Junshi Biosciences e Lilly.

Una nota dell’azienda che abbiamo ricevuto dall’agenzia di stampa Adnkronos, precisa che “Lilly ha diritti esclusivi nel resto del mondo ed inizierà ad arruolare pazienti in uno studio complementare di fase I negli Stati Uniti nei prossimi giorni -sottolinea la nota dell’azienda farmaceutica – Entrambi gli studi di fase I mirano a valutare la sicurezza, la tollerabilità, la farmacocinetica e l’immunogenicità di JS016 in soggetti sani a cui non è stato diagnosticato Covid-19“. Questo è il secondo anticorpo neutralizzante di Lilly che entra negli studi clinici, dopo LY-CoV555 che recentemente è entrato nella Fase I e che attualmente si sta testando in pazienti Covid-19 ospedalizzati.

Lilly sta mettendo in opera un programma di sviluppo clinico su di un portfolio completo di monoterapia e di regimi di combinazione anticorpale (questi ultimi spesso indicati come ‘cocktail’ di anticorpi) “al fine di capire quale fornisca la migliore efficacia e tollerabilità nei pazienti. Questi cocktail includeranno JS016, LY-CoV555 e altri anticorpi attualmente in fase di sviluppo preclinico”, prosegue la nota. “C’è ancora molto che non sappiamo di Covid-19 – ha affermato Daniel Skovronsky, chief scientific officer e presidente di Lilly Research Laboratories – Il percorso migliore per conoscere meglio il potenziale degli anticorpi neutralizzanti, sia in monoterapia che in combinazione, è attraverso studi randomizzati attentamente controllati. Attendiamo con impazienza i risultati di tali prove nei prossimi mesi”.

“Lilly sta impiegando tutta la competenza scientifica e medica nel contrasto al Covid-19 in tutto il mondo – conclude Huzur Devletsah, presidente e general manager Lilly Italy Hub – Stiamo rispondendo alla pandemia con tutto ciò che possiamo: la scoperta potenziali farmaci per il trattamento e la prevenzione di Covid-19, il mantenimento di un livello di fornitura affidabile dei nostri farmaci ed il sostegno diretto ai pazienti e alle comunità con vari programmi. Lilly sta studiando diversi approcci per il trattamento di Covid-19, inclusi potenziali anticorpi progettati specificamente per attaccare il virus e medicinali esistenti di Lilly per comprendere il loro potenziale nel trattamento delle complicanze di Covid-19″.



4 Commenti

  1. Speriamo che arrivino presto ad una cura. Non so, non mi fiderei del vaccino subito. Mentre, se trovassero un farmaco in grado di attenuare i sintomi e favorire la guarigione, mi sentirei più sicura.

  2. Ora, possiamo criticare tutti questi viroligi, scienziato, infettovologi che vanno in tv e ogni giorno escono con una nuova. Prima guanti e mascherine, ora sono inutili e l’Organizzazione mondiale della sanità dice che addirittura possono favorire il contagio. Insomma, siamo spaesati e npn sappiamo più cosa e a chi credere. Sicuraemente, questo virus è una novità anche per gli esperti. A parte, quelli che cercano inutilmente visibilità rendendosi poi ridicoli, ci sono molti altri che davvero stanno fornendo prove e aiuti pratici nel conoscere questo virus. bisogna darne atto. Poi, stanno facendo tanti studi e ricerche e nella medicina non c’è quasi mai qualcosa di certo. quindi, non attacchiamo sempre queste persone che lavrano e nemmeno i giornali che riportano queste informazioni per aggiorarci. Sta a noi capire cosa può esserci utile o meno nel leggere e informarci.

  3. Io immagino che prima di arrivare al vaccino passerà ancora molto tempo. dicevano che entro fine anno, altri l’anno prossimo, altri a settembre….mah, chissà… e poi mi auguro che non diventerà obbligatorio. Sicuramente, è una tutela secondo loro, ma mi sento controllato. E prima le autocertificazioni, poi l’app immuni, ora cos’altro si inventeranno? Secondo me, vogliono ridurre la nostra privacy e spaventarci eccessivamente.

  4. No, io non sono d’accordo con queste tesi complottistiche. sicuramente, c’è da pensare che le tasche dell’industria farmaceutica si riempiranno, che già per questi test sierologici dobbiamo spendere 25 euro…quando a chi arrivava da un’altra regione prima si faceva il tampone gratuito…quindi, ci sarà sicuramente un giro di soldi…ma no..non voglio pensare che tutto vada a nostro discapito…Credo che dietro questi giochetti c’è anche gente onesta che lavora per la ricerca e voglio affidarmi a chi magari conserva un po’ di umanità e onestà intellettuale

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube